Spazio e Scienze

NASA, il rover Mars 2020 cercherà fossili su Marte

C’è, o c’è stata, vita su Marte? È una domanda che attanaglia l’umanità da secoli, dando vita anche ai primi racconti a sfondo fantascientifico, a base di marziani verdi con le antenne. Una domanda a cui ultimamente la NASA sta cercando di fornire risposte più scientifiche con le sue spedizioni, soprattutto con la prossima, Mars 2020, che porterà l’omonimo rover a esplorare il cratere di atterraggio, Jezero, in cerca di eventuali fossili.

La missione, che se tutto andrà bene dovrebbe iniziare a giugno del 2020 portando il rover su Marte a febbraio del 2021, si concentrerà infatti in alcune specifiche zone del cratere che, come evidenziato dagli scienziati in uno studio recente, potrebbero essere depositi minerari di carbonato concentrato attorno a quello che 3,5 miliardi di anni fa potrebbe essere stato un lago, una situazione del tutto analoga a quella che sta attualmente esplorando il rover Curiosity.

I depositi di carbonato attorno al cratere. Foto: NASA

‎”Sulla Terra, i carbonati aiutano a formare strutture abbastanza resistenti da sopravvivere in forma fossile per miliardi di anni, tra cui conchiglie, coralli e alcuni stromatoliti – rocce formate su questo pianeta da antiche forme microbiche lungo antiche coste, dove la luce solare e l’acqua erano abbondanti”, ‎‎hanno spiegato alla NASA‎‎.

Il rover MARS 2020 in un rendering della NASA

Gli scienziati però in realtà non si attendono di trovare conchiglie, ma sarebbero assai felici di trovare appunto gli stromatoliti, segni inequivocabili di vita microbica del passato sul pianeta attualmente inospitale. L’indagine del rover sui depositi di carbonati inoltre potrebbe anche dirci di più su come Marte sia passato dall’essere un pianeta con acqua liquida e un’atmosfera a una sterile distesa desertica.

L’esplorazione marziana vi affascina? Oro dagli asteroidi e asparagi da Marte di Giovanni Bignami è una lettura imprescindibile.