Spazio e Scienze

Progettate un super robot spaziale, la NASA vi pagherà

La NASA ha indetto l'edizione 2014 del concorso Sample Return Robot Challenge con in palio 1,5 milioni di dollari per chi realizzerà il miglior robot spaziale. Il programma prevede una sfida a squadre, organizzata in collaborazione con il Worcester Polytechnic Institute, in cui ingegnosi esponenti del mondo accademico e di quello industriale competeranno per costruire un robot intelligente in grado di individuare e recuperare campioni geologici sui terreni accidentati di Marte o degli asteroidi.

Le iscrizioni della terza edizione di questo concorso saranno aperte fino al 7 gennaio 2014: chi si sente in grado di contribuire si faccia avanti. Il premio in denaro sarà ripartito tra le squadre che avranno le migliori intuizioni e riusciranno a realizzarle al meglio.

Sapete progettarlo?

"L'obiettivo del concorso è spingere l'innovazione nella navigazione automatica e nelle tecnologie del manipolatore robotico che la NASA potrebbe inserire nelle missioni future" ha spiegato Michael Gazarik, amministratore associato della NASA per la tecnologia spaziale. "Le innovazioni che arriveranno da questa sfida possono migliorare la capacità della NASA di esplorare un asteroide o Marte, e far progredire la tecnologia robotica per l'uso in settori e applicazioni qui sulla Terra".

Nella scorsa edizione la NASA ha premiato il Survey Team di Los Angeles. Quest'anno si aspetta che si facciano passi avanti rispetto ai risultati già conseguiti nell'edizione precedente. L'impegno della National Aeronautics and Space Administration negli ultimi tre anni verso la costruzione di rover e le missioni su Marte è un evidente segno dell'interesse scientifico che ruota attorno sia al Pianeta Rosso sia alla ricerca spaziale in generale.

Un progetto della scorsa edizione del concorso

Curiosity ha svolto finora un eccellente lavoro, ma per andare oltre servono altri strumenti oltre ai 10 scientifici e alle 17 telecamere incorporate nel simpatico rover. Presto riuscirà a coprire distanze maggiori grazie alla capacità di muoversi autonomamente, ma c'è ancora molto da fare come dimostrano le novità su Europa.