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Spazio e Scienze

SpaceX può lanciare in orbita oltre 11mila satelliti per la copertura Internet globale

SpaceX ha tempo nove anni per terminare la costellazione Starlink. Oltre 11mila stelliti serviranno per la copertura globale della connessione a Internet.

La Federal Communication Commission ha approvato all’unanimità l’ambizioso progetto di SpaceX per il lancio di 7.518 satelliti in orbita bassa. Insieme ai 4.425 satelliti che erano stati approvati in precedenza, costituiranno la spina dorsale della rete a banda larga Starlink. L’azienda spenderà più di 10 miliardi di dollari per costruire e lanciare questa costellazione di satelliti, che ha lo scopo di fornire una copertura a Internet ad alta velocità in quasi in ogni angolo del Pianeta.

L’idea di SpaceX è di iniziare con il posizionamento di 4.425 satelliti in un’orbita terrestre bassa, per poi lanciare altri 7.518 satelliti in un’orbita ancora più bassa. Il primo gruppo di satelliti, infatti, opererà a un’altitudine compresa fra 1.110 km e 1.325 km. I satelliti aggiuntivi opereranno ad altitudini incluse fra 335 e 346 km e serviranno per abbassare la latenza, soprattutto nelle aree densamente popolate. SpaceX promette che grazie a questa soluzione la costellazione Starlink consentirà una latenza di soli 25 ms.

L’FCC richiede che SpaceX lanci il 50% dei satelliti proposti entro sei anni, e che completi la costellazione entro nove anni, ovviamente salvo deroghe che potrebbero essere concordate strada facendo. È da calcolare che, conteggiando i nuovi satelliti di SpaceX, il numero dei satelliti attivi in orbita attorno alla Terra dovrebbe aumentare di sei volte in meno di un decennio. Un problema di cui SpaceX ha tenuto conto, dato che fra i requisiti per l’approvazione del progetto da parte della FCC è espressamente precisato che l’azienda dovrà disporre un piano di contenimento dei detriti in orbita, per evitare di peggiorare il problema della spazzatura spaziale. Al momento non è dato sapere quali soluzioni siano in cantiere. La soluzione potrebbe anche essere italiana, dato che D-Orbit ne ha sviluppata una molto interessante, conosciuta e apprezzata negli Stati Uniti.

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