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TIMVision accoglie NowTV, mentre i conti Telecom migliorano e la trattativa con OF prosegue

Accordo TIM e SKY per proporre i grandi eventi sportivi e di intrattenimento. Nel frattempo prosegue la trattativa con Enel e CDP per Open Fiber.

TIMVision si appresta ad accogliere lo sport e l’intrattenimento di NowTV (Sky). Ieri TIM ha annunciato di aver siglato un accordo con Sky per rendere disponibili sulla sua piattaforma streaming SkyUno, SkyTG24, SkySport24, Sky ARTE e il ticket Sport. Ciò vuol dire che gli utenti TIMVision potranno vedere programmi come X Factor, Masterchef, E Poi C’è Cattelan e i canali informativi di Sky.

Per quanto riguarda il Ticket Sport (a pagamento), si parla di UEFA Champions League e UEFA Europa League, 7 partite su 10 in esclusiva della Serie A TIM, una selezione delle partite di Premier League e di Bundesliga, gli eventi motoristici con le emozioni della Formula 1, della MotoGP, della Moto 2 e 3 e della World Superbike.

“Gli amanti del tennis potranno seguire i tornei degli ATP Masters 1000, Wimbledon,  oltre ad alcuni tornei delle serie ATP World Tour 500 e 250”, sottolinea la nota di TIM. “Gli appassionati degli altri grandi sport di squadra e non solo, possono seguire il Mondiale di basket FIBA 2019, lo show delle grandi sfide dell’NBA, una selezione di grande rugby internazionale, i campioni dell’atletica leggera nella IAAF Diamond League e il World Wrestling Entertainment. Tutto con voci, commenti, analisi dei talent di Sky”.

La strategia tariffaria non è stata ancora svelata. L’unica certezza è che con questa mossa la piattaforma TIM arricchisce ulteriormente la sua offerta, che oggi oltre a migliaia di Serie TV e film vanta i contenuti di Discovery, Mediaset, Netflix, Amazon Prime ed Eurosport.

I conti di TIM

L’annuncio dell’accordo di TIM e Sky è avvenuto ieri in contemporanea con l’approvazione della relazione finanziaria relativa al primo semestre 2019 da parte del Consiglio di Amministrazione di TIM.

“L’operating free cash flow ha raggiunto 1,5 miliardi di euro, con un miglioramento di 604 milioni di euro rispetto al primo semestre 2018, e l’equity free cash flow si è attestato a 786 milioni di euro, +526 milioni di euro YoY”, si legge nella nota ufficiale. “Conseguentemente l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno si è ridotto di 539 milioni di euro da fine 2018 (e di 349 milioni di euro rispetto al 31 marzo 2019), raggiungendo 24,7 miliardi di euro”.

I ricavi del Gruppo nel semestre hanno raggiunto i 9 miliardi di euro, con una riduzione del 3,4% YoY, quasi interamente imputabile al traffico voce internazionale di Sparkle; escludendo questa componente e i ricavi da prodotto, la variazione dei ricavi da servizi si riduce a -1,2%.

“L’EBITDA reported di Gruppo nei primi sei mesi è stato 4,1 miliardi di euro, con un incremento di 8,9% YoY grazie alla prosecuzione delle azioni di ottimizzazione dei costi e ad un saldo positivo delle partite non ricorrenti, che beneficiano per 662 milioni di euro dell’esito favorevole per TIM Brasil dei contenziosi relativi a una doppia imposizione fiscale in parte controbilanciati da 296 milioni di accantonamenti”, prosegue la nota. “Conseguentemente l’indicatore EBITDA reported – CAPEX raggiunge i 2,6 miliardi di euro, con un incremento del 21,0% YoY”.

In sintesi la scenario è in miglioramento, con un debito a 24,7 miliardi di euro – che è sceso di oltre 500 milioni di euro rispetto al periodo precedente. L’attività residenziale all’ingrosso migliora, ma quella consumer prosegue nella contrazione; il segmento mobile soffre a causa della rinnovata concorrenza ma è in ripresa.

Il caso Open Fiber

La trattativa con gli azionisti di Open Fiber (Enel e CDP) prosegue. Più fonti stampa stamani – fra cui La Repubblica – anticipano che l’AD Gubitosi starebbe vagliando la possibilità di trovare un fondo infrastrutturale che sia disposto ad acquisire la quota di Enel. In pratica Telecom scambierebbe una parte delle sue azioni con quelle Open Fiber detenute da CDP e un fondo verserebbe a Enel tra i 3 e i 6 miliardi di euro. Su questo ultimo punto, secondo Il Sole 24 Ore, le parti sono distanti sulle valutazioni. Telecom stima il cosiddetto “enterprise value” (che comprende il debito) in 3 miliardi di euro, mentre Enel praticamente il doppio.

“Ci sono molte strade: non abbiamo fretta e non siamo preoccupati, ma nei prossimi mesi queste strade saranno più chiare”, ha dichiarato l’AD di Enel Francesco Starace ieri, riferendosi alla trattativa con Telecom.