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USA minaccia la Germania: se aprite a Huawei vi forniremo meno informazioni di intelligence

Gli Stati Uniti limiteranno la condivisione di informazioni di intelligence con la Germania, se Berlino dovesse consentire a Huawei (e ZTE) di partecipare alla costruzione nella futura rete mobile 5G. Il messaggio è stato esplicitato nella lettera che l’ambasciatore statunitense a Berlino, Richard A. Grenell, ha consegnato al Ministro dell’Economia Peter Altmaier. I fatti dovrebbero risalire a venerdì scorso, stando a quanto riporta The Wall Street Journal.

Tempismo perfetto, verrebbe da pensare. Perché proprio giovedì sera Altmaier ha dichiarato durante un’intervista televisiva su ZDF che la Germania non avrebbe escluso nessuna azienda. Nessuna discriminazione insomma, a patto che i fornitori si impegnino a rispettare le linee guida di cybersicurezza che verranno diffuse tra un mese e mezzo dalle autorità tedesche.

La lettera spiega che la sicurezza dei sistemi di comunicazione è essenziale per la difesa e la cooperazione nell’intelligence, e anche per la NATO. Aziende come Huawei e quelle controllate dallo Stato come ZTE, sempre secondo Washington, potrebbero compromettere la riservatezza degli scambi.

La minaccia è seria soprattutto considerando i rischi legati al terrorismo internazionale, ma un funzionario del Dipartimento di Stato ha confidato al The Wall Street Journal che lo scenario potrebbe essere meno traumatico del previsto. Insomma, il flusso di informazioni tra Stati Uniti e Germania non verrebbe totalmente interrotto ma parzializzato. Già, ma intanto come sottolineano gli addetti ai lavori, fu proprio una imbeccata statunitense a consentire l’anno scorso la scoperta di un progetto di attentato esplosivo a Colonia. E contemporaneamente non si può neanche dimenticare il nuovo quartier generale della Federal Intelligence Service (BND), inaugurato il mese scorso a Berlino, che fra le varie attività avrebbe dovuto fare anche da collegamento con NSA, CIA e altre agenzie.

“Poiché le reti 5G sono in gran parte definite dal software, gli aggiornamenti trasmessi alla rete dal produttore possono cambiare radicalmente il modo in cui operano”, ha dichiarato recentemente Garrett Marquis, portavoce del White House National Security Council. “Le reti 5G che i nostri alleati acquistano non saranno le reti che alla fine opereranno come previsto, poiché il software potrebbe essere modificato su base momentanea dal produttore”.

Il consiglio statunitense è di affidarsi quindi ad aziende come la svedese Ericsson, la finlandese Nokia o la sudcoreana Samsung. Per eleganza probabilmente non è stata citata la statunitense Cisco System.