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Caccia USA a rischio, piccoli batteri corrodono i metalli

I caccia statunitensi sono afflitti dalla corrosione generata da piccoli microbi organici. Si tratta di un processo "naturale" che prima o poi riguarda tutte le parti metalliche, ma ultimamente il tema è diventato preoccupante anche perché la United States Air Force ha un parco veivoli con un'età media di 27 anni.La testata Popular Mechanics racconta che il problema della corrosione ha costretto gli scienziati e ricercatori dell'Air Force Research Lab a individuare drastiche soluzioni. Pare che ormai tutte le analisi confermino la presenza di muffe, funghi e batteri sulle parti esposte e interne capaci di produrre acidi ed enzimi corrosivi. Il risultato è un progressivo degrado dei materiali che può portare a rotture.

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Il problema è che questi bio-contaminanti non possono essere eliminati alla sorgente. Le colonie vengono alimentate dal contatto umano in fase di manutenzione, l'umidità, l'impiego di vernici ecologiche e lo stesso bio-carburante – che è generato dalla lavorazione di oli vegetali ricchi di batteri e grassi animali.

L'unico antidoto quindi sarebbe "disinfettare" gli aerei, e infatti Air Force Research Lab ha deciso di far impiegare le tecniche di decontaminazione inizialmente pensate per far fronte agli attacchi biologici. Si chiama "Joint Biological Agent Decontamination System" e consiste nel riscaldare i velivoli a 82° gradi per "eliminare il 99,9% dei contaminanti biologici sulle superfici aeree".

La procedura dovrebbe essere implementata a partire dal 2017. Anche perché degli attuali 6 miliardi di dollari spesi ogni anno per fronteggiare la normale corrosione, 1,2 rischierebbero di essere investiti nella sola battaglia contro i batteri.