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Trasporti

Tutor autostradale, ecco dove è stato riattivato con il nuovo sistema SicvePM

Autostrade per l'Italia ha ripreso ad attivare i nuovi impianti Tutor destinati a sostituire quelli precedenti, contraffatti. Ma la piccola azienda toscana detentrice dei brevetti della tecnologia non è soddisfatta e dubita anche delle nuove soluzioni.

Autostrade per l’Italia ha finalmente ripreso a sostituire i Tutor autostradali dopo oltre quattro mesi di stasi totale. Attualmente dunque i nuovi portali attivi sulla rete autostradale di competenza sono appena 31, mentre a fine luglio erano 22. In tutto invece quelli da sostituire sono oltre 300.

Fra quelli riattivati in questi giorni sono da segnalare quelli in Liguria, nel tratto della A10 che va da Albisola e Celle Ligure, nel Savonese, su entrambe le carreggiate e quelli che si trovano su due tratte consecutive della carreggiata nord dell’A7 Milano-Genova: Busalla-Ronco Scrivia e Ronco Scrivia-Isola del Cantone. Altri due infine sono stati attivati sulla A26 Voltri-Gravellona Toce, nel tratto che inizia a Masone, sia in direzione nord verso Broglio che a sud a Massimorisso. Si tratta di un tratto particolarmente critico da quando lo scorso agosto è crollato il Ponte Morandi e il traffico che veicolava è stato dirottato verso i tratti appenninici dell’A7 e dell’A26.

Gli altri portali attivati si trovano poi sulla A13 Bologna-Padova, nel primo tratto verso nord, Bologna Interporto-Altedo e Altedo-Ferrara Sud, mentre gli altri vanno a rinforzare la copertura delle aree già interessate dai ripristini dello scorso luglio su A14 e A30. Nel primo caso infatti è ora sotto controllo il tratto tra Forlì e Faenza e quello da Faenza all’allaccio della diramazione per Ravenna, mentre sulla A30 i tutor sono tornati attivi tra gli svincoli di Sarno e Nocera-Pagani, in direzione sud. Potete comunque consultare la mappa completa dei tutor attivi sul sito della Polizia Stradale.

Il nuovo sistema è denominato SicvePM e va a sostituire quello incriminato, chiamato semplicemente Sicve. Tuttavia c’è una possibilità che anche il secondo sistema possa andare incontro a problemi legati ai brevetti. Se ricordate infatti tutto è nato dalla conclusione di una battaglia portata avanti per una dozzina di anni da una piccola azienda toscana, la Craft, detentrice dei brevetti originali su cui era basato il sistema, violati da Autostrade per l’Italia.

Craft ha però chiesto di poter accertare che non vi siano ulteriori infrazioni di brevetti nel nuovo sistema, presentando al ministero delle Infrastrutture un’istanza di accesso agli atti, che è stata però respinta in prima istanza. L’azienda si è però rivolta alla CADA, la Commissione per l’Accesso di Documenti Amministrativi, presso la Presidenza del Consiglio, che ha invece invitato il ministero a riesaminare la richiesta, ritenendo non valide le argomentazioni di riservatezza addotte per respingere la richiesta.

Insomma c’è il rischio concreto che questa querelle si trascini ulteriormente, mentre gli automobilisti italiani continuano a essere ingiustamente esposti a rischi di sicurezza. Speriamo di no.