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EXPO2015: Come garantire la disponibilità dei dati

L’EXPO è alle porte e a breve Milano accoglierà milioni di visitatori italiani e stranieri. Già oggi, ma soprattutto da maggio a ottobre, persone da ogni parte del globo utilizzeranno i dispositivi mobili più svariati per acquisire e fruire delle informazioni disponibili per pianificare il loro viaggio a Milano e per documentarsi sull’esposizione.

In pratica, l'EXPO sarà di fatto quello più digitalizzato mai avvenuto, e la mole di informazioni disponibili e fruibili si avvia ad essere non paragonabile a nessuna delle edizioni che l'hanno preceduta. Milioni di visitatori, di dispositivi e  un enorme numero di  terabyte di dati che verranno generati  porta però a porsi delle domande.

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Luca Dell'Oca

 "Mentre Expo si è organizzata con un ecosistema digitale per fare rete, E015, e una riforma costituzionale varata di recente potrà contribuire a migliorare il turismo digitale, è opportuno chiedersi: i nostri sistemi informatici sono pronti ad essere “always-on", ovvero attivi, 24 ore su 24, 7 giorni su 7?", suggerisce di chiedersi Luca Dell’Oca, EMEA Evangelist  di Veeam Software.

Diversi attori, osserva Dell'Oca, anche non direttamente coinvolti in EXPO ma facenti parte del suo indotto, saranno accomunati dallo stesso requisito fondamentale: essere sicuri che i propri sistemi informatici siano funzionanti e funzionali per tutto il tempo, o ripristinati quanto più velocemente possibile in caso di problemi. Se un turista ha pianificato di trascorrere un weekend a Milano, e il sabato sera non gli è possibile prenotare in un determinato ristorante, quella prenotazione  in termini di business sarà andata persa.

Per accertarsi che la disponibilità dei sistemi informativi sia davvero all'altezza e per garantire la continuità al business Dell'Oca  suggerisce  di  focalizzarsi su tre aspetti che ritiene salienti, e su cui si può di certo concordare.

Proteggere adeguatamente i propri sistemi IT

L'esplosione della quantità di dati incamerati e gestiti quotidianamente da ogni azienda sta facendo sì che sia sempre più difficile avere perfettamente il loro controllo. Non impossibile, ma difficile. Occorre essere sicuri che tutti i dati vengano correttamente salvati, che non esistano aree grigie e poco note nell’infrastruttura IT dove potrebbero risiedere dati vitali che non sono protetti.

Sono da considerare naturalmente anche i device dei vari dipendenti, e chiedersi se i dati sui dispositivi portatili di chi lavora remotamente vengano salvati regolarmente, perché potrebbero essere importanti in qualità o quantità.

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Le soluzioni VEEAM per la disponibilità dei dati

Testare i sistemi di protezione

Non c'è cosa peggiore che scoprire che un piano era bellissimo su carta ma fallimentare nella pratica, quando più serve. Anche la migliore soluzione di "Disaster Recovery" è inutile se non viene testata prima che un possibile danno avvenga. Perché quando avviene, occorre essere certi che il piano funzioni, e che si possa tornare "on" il più presto possibile.

Contemplare risorse non informatiche

Spesso i piani di Disaster Recovery o Business Continuity coinvolgono i sistemi informatici, ma solo quelli. Per ritrovarsi poi in situazioni paradossali, e spiacevoli. Ad esempio se si utilizza un sito secondario dove tutte le risorse informatiche vengono replicate in tempo reale, il cosiddetto sito di "Disaster Recovery". Però può non bastare per ritornare realmente operativi.

La migrazione funziona perfettamente, e gli ordini da processare stanno nuovamente arrivando. Occorre però prevedere anche degli uffici temporanei per il personale nel sito secondario, e non uno spazio unicamente per i server. Potrebbe rivelarsi la condizione sine qua non per proseguire le interazioni in atto!

È un'occasione unica, osserva Dell'Oca, che suggerisce di non farsi trovare impreparati.