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Agatha Christie, i 130 anni della regina del crimine

La chiamavano Lady Mallowan, scriveva romanzi rosa, è la seconda autrice inglese più tradotta al mondo dopo Shakespeare e la sua mente geniale ha partorito i personaggi e gli intrighi più coinvolgenti della letteratura e della cinematografia thriller. Non bastano questi indizi per capire di chi stiamo parlando? E’ proprio lei, Agatha Mary Clarissa Miller, passata alla storia semplicemente come Agatha Christie, nata esattamente 130 anni fa, il 15 settembre 1890. Un anniversario che non possiamo esimerci dal festeggiare, ricordando Hercule Poirot, Miss Marple, e tutta quella incredibile produzione di gialli che ha dato vita a incredibili storie.

Ricordiamo l’occasione di ben tre ricorrenze importanti: non solo i 130 anni dalla nascita dell’autrice, ma anche il centenario dal debutto del suo infallibile detective belga, Hercule Poirot, e i 90 anni dell’ironica investigatrice Miss Marple. Riscopriamo insieme la vita e le opere di questa “mamma dei gialli”.

I primi anni, le prime opere

Agatha Mary Clarissa Miller nacque a Torquay, nel Devon, come la più piccola di tre figli di una ricca famiglia dell’alta borghesia, capeggiata da Frederick Alvah Miller, un ricco agente di cambio americano, e dalla consorte Clara Miller, di origine britannica. La vita di Agatha è stata felice sin dagli esordi, ma anche abbastanza singolare e trascorsa nella riservatezza, seguendo l’esempio di tante donne forti ed esemplari. La giovane infatti trascorse il suo tempo alternandosi tra la sua casa nel Devon e quella della zia a Ealing, nella zona ovest di Londra, crescendo in una famiglia che prestava il fianco a diverse credenze esoteriche. Un fatto sicuramente non trascurabile nella sua successiva attività di scrittrice.

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Agatha credeva che sua madre fosse una medium, con l’abilità della seconda vista, ossia la vista della mente. Una donna molto particolare, la madre, in quanto riteneva che la figlia Agatha non avrebbe dovuto imparare a leggere fino all’età di otto anni, un’imposizione che venne però scalzata dalla curiosità della piccola. Quest’ultima infatti imparò a leggere molto prima, rivelandosi una lettrice vorace sin dalla tenera età, compiendo i primi passi come lettrice su libri quali Le avventure di Herr Baby o Christmas Tree Land, fino a dedicarsi ai versi di Edward Lear e Lewis Carroll. 

Dalla lettura alla scrittura, il passo è davvero breve e il genio insito in lei non tarda a rivelarsi. Era aprile del 1901, all’età di soli 10 anni, quando la giovane scrisse la sua prima poesia, The cow slip:

There was once a little cowslip and a pretty flower too. But yet she cried and fretted all for a robe of blue.

Now a merry little fairy, who loved a trick to play, just changed into a nightshade, that flower without delay. The silly little nightshade thought here life a dream of bliss, yet she wondered why the butterfly came not to give his kiss.

Presto le cose però non volsero per il meglio: suo padre, dopo una serie di infarti, passò a miglior vita nel novembre dello stesso anno del poema, sempre il 1901, all’età di 55 anni. Questi lasciò la famiglia in una situazione economica incerta: la moglie e Agatha continuarono a vivere insieme a Torquay, mentre la sorella Madge si era trasferita a Cheadle, nel Cheshire, con il suo nuovo marito, e il fratello Monty si era arruolato nell’esercito, inviato in Sudafrica per combattere nelle guerre boere.

Questo lutto famigliare segnò la fine dell’infanzia di Agatha, e le cose si fecero più complesse.

La malattia, lo spiritismo e i primi “no”

L’anno successivo venne mandata a ricevere un’istruzione formale presso la Scuola per ragazze della signorina Guyer a Torquay, ma le venne difficile adattarsi all’atmosfera disciplinata che si respirava in questo luogo. Dunque, nel 1905, fu inviata a Parigi dove venne educata da mademoiselle Cabernet, Les Marroniers, e dalla signorina Dryden, come scuola di perfezionamento. Il ritorno in Inghilterra qualche anno dopo non fu accompagnato nemmeno stavolta da buone nuove: la madre era malata.

Decisero allora di dedicare del tempo da passare insieme viaggiando verso climi ben diversi. Meta: Il Cairo, una destinazione turistica molto comune per la classe benestante britannica e che la influenzerà non poco nella sua produzione, dove rimasero per tre mesi al Gezirah Palace Hotel. Qui Agatha partecipò a molti eventi sociali alla ricerca di un marito e visitò antichi monumenti egizi come la piramide di Cheope, senza però provare grande interesse per l’archeologia e l’egittologia, due tratti importanti della sua cultura solo nei suoi ultimi anni.

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Il ritorno in Gran Bretagna segnò il proseguimento delle attività produttive, scrivendo ed esibendosi in spettacoli teatrali dilettanti e collaborando a una commedia intitolata The BlueBeard of Unhappiness con alcune amiche. La sua passione coinvolse non solo l’ambito poetico, ma anche quello musicale: alcuni dei primi lavori vennero anche pubblicati, ma la donna decise di non concentrarsi sulla scrittura o sulla musica come professioni future.

La malattia giunse però inattesa direttamente anche nella sua vita: Agatha scrisse il suo primo raccontoThe House of Beauty, una delle prime versioni della raccolta di racconti La casa dei sognimentre era ancora allettata, una prassi seguita anche da artiste indomite come Frida Kahlo, che non si fermò nemmeno in convalescenza. Il componimento della donna era dedicato al tema “pazzia e sogni”, oggetto di fascino per lei ed elaborando una storia avvincente.

Seguirono altre storie, la maggior parte di esse illustrava il suo interesse per il paranormale e lo spiritismo, una dottrina iniziata come parte del movimento spiritualista e che promuove l’esistenza di entità spirituali, con cui gli esseri umani possano comunicare. Queste storie includono titoli quali Il richiamo delle ali e L’oro di Manx, ma le riviste respinsero tutte le sue prime pubblicazioni, fatte sotto pseudonimi, anche se alcune vennero riviste e pubblicate successivamente, spesso con nuovi titoli.

Gli albori di una fiorente produzione

Christie ambientò il suo primo romanzo, Snow Upon the Desert, proprio a Il Cairo, traendolo dalle sue recenti esperienze in quella città e scrivendo sotto lo pseudonimo di Monosyllaba, considerando le recenti esperienze. Ma questo non bastò: rimase infatti turbata quando i vari editori che contattò rifiutarono di pubblicarlo, così si rivolse a un amico di famiglia e vicino, lo scrittore Eden Phillpotts. Questi la invitò a proseguire, incoraggiò la sua scrittura e le mandò un’introduzione al suo agente letterario, Hughes Massie, che tuttavia respinse Snow Upon the Desert e le suggerì di scrivere un secondo romanzo.

Se la vita lavorativa non si prospettava al meglio, non era più rosea quella sentimentale: ebbe relazioni di breve durata con quattro uomini separati e un fidanzamento con un altro, e solo più tardi incontrò poi Archibald Christie a un ballo tenuto da Lord e Lady Clifford a Ugbrooke. Nato in India e figlio di un giudice del servizio civile indiano, l’uomo era un ufficiale dell’esercito distaccato al Royal Flying Corps e si sposarono poco prima che lui partisse per combattere durante la Prima Guerra Mondiale, nel pomeriggio della vigilia di Natale del 1914 a Bristol.

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Anche Agatha si impegnò nello sforzo bellico: dopo essersi unita al Voluntary Aid Detachment nel 1914, assistette i soldati feriti in un ospedale di Torquay come infermiera non retribuita. Al termine del conflitto, la coppia di sposi si stabilì in un appartamento al numero 5 di Northwick Terrace a St. John’s Wood, un quartiere a nord-ovest di Londra, dove cominciò a prendere piede la sua produzione letteraria più famosa, nata dalla sua passione per i romanzi polizieschi, tra cui si contano le opere di Wilkie Collins e di Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle.

Prese vita così l’intramontabile personaggio di Hercule Poirot con il suo primo romanzo poliziesco, Poirot a Styles Court, con protagonista il famoso ex ufficiale di polizia belga noto per i suoi  baffi, la sua pipa e la testa a uovo. L’ispirazione di Christie per il personaggio derivò dai molti rifugiati belga che vivevano a Torquay e dai soldati che aiutò a curare durante la prima guerra mondiale. Incominciò a lavorare a Poirot a Styles Court nel 1916, scrivendo la maggior parte del testo a Dartmoor, un manoscritto respinto da case editrici come Hodder & Stoughton e Methuen Publishing.

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Dopo aver tenuto l’opera per diversi mesi, John Lane di The Bodley Head si offrì di accettarlo, a condizione che la Christie cambiasse il finale. Lo fece e firmò un contratto che in seguito sentì essere molto svantaggioso.

Le seconde nozze e i capolavori

La Christie, nel frattempo, diede alla luce la sua unica figlia, Rosalind Margaret, ad Ashfield nell’agosto del 1919, dove la coppia trascorse gran parte del loro tempo e scrisse il suo secondo romanzo, Avversario segreto (1922), di nuovo pubblicato da The Bodley Head, con la nuova coppia di detective Tommy e Tuppence. Il suo terzo romanzo invece, Aiuto, Poirot! (1923), ha per protagonista di nuovo il buon investigatore, presente anche nelle storie brevi commissionate da Bruce Ingram, editore della rivista The Sketch.

Cominciano anche i viaggi pochi anni dopo, nel 1928, quando la scrittrice lasciò l’Inghilterra dopo essere stata lasciata dal marito per recarsi a Istanbul e a Baghdad sull’Orient Express. Un nome che dovrebbe suggerirvi l’omonimo treno sul quale si ambienta uno dei suoi racconti più famosi, anche nella storia del cinema, con Assassinio sull’Orient Express, di cui parleremo a breve.

In questo viaggio, nel 1930 incontrò un giovane archeologo di 13 anni più giovane, Max Mallowan, che sposò nel settembre dello stesso anno e che si rivelò essere finalmente il vero happily ever after che la Christie attendeva. Un rapporto che si rivelò doppiamente felice, non solo dal punto di vista relazionale: spesso accompagnava il marito nelle sue spedizioni archeologiche, e questi viaggi contribuirono a fare da sfondo a molti dei suoi romanzi ambientati in Medio Oriente.

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Altri romanzi come Dieci piccoli indiani furono ambientati a Torquay e nei dintorni, dove crebbe. A proposito di questo libro, è bene aprire una parentesi importante. L’opera da noi conosciuta è originariamente ideata con il titolo Ten little niggers, ma negli Stati Uniti il titolo non venne accettato e venne sostituito con And then there were none (E poi non rimase nessuno). Un tema sinceramente attuale e caldo, che anche la Francia ha preso in considerazione nella sua versione: il capolavoro cambia infatti il suo titolo, diventando Ils étaient dix (Erano in 10), una notizia annunciata da Rtl citando la casa editrice Le Masque.

A decidere di cambiare il titolo del best-seller è stato il pronipote di Agatha Christie, James Prichard. Nella versione originale, la parola “negro” compariva 74 volte, nella traduzione rinnovata invece scomparirà del tutto, per rispettare la sensibilità di qualsiasi lettore del romanzo, in tempo di #blacklivesmatter. La Francia è inoltre uno degli ultimi paesi al mondo ad utilizzare ancora la parola “negro” nel titolo del più famoso giallo dell’autrice inglese; anche l’isola in cui è ambientata la storia, che nella versione originale si chiamava L’ile du nègre, diventa nella nuova versione L’ile du soldat.

Un altro importante filone riguarda quello degli “assassinii”, a partire dal sopracitato romanzo del 1934, Assassinio sull’Orient Express, scritto all’Hotel Pera Palas di Istanbul, in Turchia, il capolinea meridionale della ferrovia. L’hotel conserva ancora oggi la stanza di Christie come un memoriale per l’autrice. La prima traduzione italiana di Murder on the Orient Express, di Alfredo Pitta, fu pubblicata da Mondadori nel 1935, dove si riscontrano estesi tagli, manomissioni evidenti e varie censure.

Questo accadde perché, a quei tempi, era ancora in vigore la dittatura fascista in Italia e le opere di molti autori polizieschi anglosassoni vennero pubblicate in traduzioni inattendibili, sia per una scelta editoriale volta al contenimento dei costi (la riduzione del numero delle pagine permetteva di abbassare il prezzo di copertina), sia per rispettare le precise direttive politiche da parte del regime, di carattere moralistico o razziale.

Venivano censurati i riferimenti al suicidio o al sesso, così come qualsivoglia affermazione ritenuta offensiva per la reputazione del popolo italiano veniva estromessa dalla narrazione. Così, in questo romanzo, un riferimento al suicidio venne tolto in una delle prime pagine, mentre due personaggi che nel testo originale erano italoamericani (Cassetti e Foscarelli) diventarono il primo irlandese (ribattezzato O’Hara) e il secondo brasiliano (ribattezzato Pereira).

Un’altra importante produzione riguarda l’oggetto di attenzione recente di Walt Disney Company, che ha da poco annunciato il film di Assassinio sul Nilo, tratto dall’omonimo romanzo del 1937. La trama segue il viaggio in Egitto dell’investigatore belga Hercule Poirot a bordo di un elegante battello a vapore: La quiete viene subito interrotta dalla ricerca di un assassino dopo che la luna di miele di una coppia perfetta viene tragicamente interrotta. Ambientato in uno scenario affascinante, caratterizzato da ampi panorami desertici e dalle splendide piramidi di Giza, la storia di passione sfrenata e gelosia narrata in Assassinio sul Nilo presenta una storia con colpi di scena che non vediamo l’ora di riscoprire sul grande schermo.

Assassinio sul Nilo annovera nel suo cast il cinque volte candidato all’Academy Award Kenneth Branagh, già nei panni del detective Hercule Poirot nel sopracitato Assassinio sull’Orient Express, insieme a uno stellare cast di sospettati che include Tom BatemanAnnette Bening, Gal Gadot, Armie Hammer e molti altri.

Le ultime opere

A seguire, nel 1941, l’agenzia di intelligence britannica MI5 fece delle indagini sulla Christie, dopo che un personaggio chiamato maggiore Bletchley apparve nel suo thriller Quinta colonna. L’MI5 temeva che Christie avesse una spia nel centro top secret della divisione del codice segreto inglese, Bletchley Park, ma le paure dell’agenzia vennero placate quando l’autrice rivelò semplicemente che 

My dear, I was stuck there on my way by train from Oxford to London and took revenge by giving the name to one of my least lovable characters.

Agata Christie è stata premiata diverse volte già a suo tempo, in virtù delle sue numerose opere letterarie: venne nominata comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico nel 1956, e l’anno successivo, divenne presidente del Detection Club, mentre nel 1971 fu promossa a dama comandante dell’Ordine dell’Impero BritannicoTre anni prima inoltre, nel 1968, suo marito era stato nominato cavaliere per il suo lavoro archeologico, diventando così una delle poche coppie sposate in cui entrambi i partner erano onorati a pieno titolo. Nel 1968, grazie al cavalierato di suo marito, la Christie assunse il titolo di Lady Mallowan, come anticipavamo all’inizio di questo articolo.

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Nulla però è destinato a durare per sempre e tra il 1971 e il 1974 la salute di Agatha Christie cominciò a peggiorare, sebbene continuasse a scrivere senza porre fine alla sua attività preferita. La scrittrice morì per cause naturali nella sua Winterbrook House il 12 gennaio 1976 all’età di 85 anni e solo in anni successivi alla morte, alcuni ricercatori canadesi ipotizzarono che avesse cominciato a soffrire della malattia di Alzheimer o di una forma di demenza senile.

Non rimane però dimenticato il suo patrimonio: la reputazione di Christie come “regina del crimine” venne attribuita per il gran numero di trame classiche che introdusse, realizzando quella che oggi è considerata la classica struttura misteriosa. Si sviluppa in questo modo; in primis, un omicidio è commesso, ci sono più sospetti che nascondono dei segreti, il detective scopre gradualmente questi enigmi nel corso della storia rivelandone i più clamorosi verso la fine. I colpevoli includono bambini, poliziotti, narratori, individui già defunti e a volte non comprendono sospetti noti o comprendono tutti i sospettati, come in Assassinio sull’Orient Express.

Alla fine il detective di solito riunisce i sospetti sopravvissuti in una stanza, spiega il corso del suo ragionamento deduttivo e rivela il colpevole, anche se ci sono delle eccezioni in cui è lasciato al colpevole spiegare tutto (come in Dieci piccoli indiani e Nella mia fine è il mio principio). E come il detective riuniva tutti i sospetti in una stanza, ancora oggi la Christie riunisce tanti lettori per tornare a sfogliare le pagine dei suoi intramontabili scritti, e tanti spettatori di fronte allo schermo per vedere e rivedere edizioni nuove e classiche dei film che hanno ispirato tanti registi nel tempo.

Ricordiamo i migliori racconti di Agatha Christie nel volume Poirot. Tutti i racconti I grandi casi di Miss Marple.