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Anni da Cane, recensione della prima commedia italiana Amazon Original

Quanti di noi, in giovane età, hanno dovuto affrontare problemi adolescenziali che, in realtà, si radicavano solo all’interno della nostra testa e del nostro subconscio? Probabilmente tutti, chi più e chi meno e lo stesso vale per la protagonista del film di cui vi parleremo oggi: Anni da cane, la nuovissima commedia young-adult con un tono un po’ drammatico, prodotta daAmazon Prime Video e disponibile sulla piattaforma dallo scorso 22 ottobre

Anni da cane recensione

Diretto da Fabio Mollo (Il padre d’Italia) e scritto dagli esordienti Mary Stella Brugiati e Alessandro Bosi, Anni da cane è caratterizzato da un cast di giovanissime promesse del panorama cinematografico italiano: la protagonista infatti è Aurora Giovinazzo che troveremo in Freaks Out di Gabriele Mainetti, in uscita nelle sale il 28 ottobre, che interpreta Stella, accompagnata dai colleghi Federico Cesari, Isabella Mottinelli, Luca Vannuccini, affiancati da volti assai noti come Sabrina Impacciatore e Valerio Mastrandrea e, senza fare troppi spoiler, una comparsa particolare di Achille Lauro, nonché compositore di “Io e te”, canzone principale della colonna sonora del film

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Gli “Anni da cane” di Stella

Le vicende narrate si svolgono nella bellissima Roma e la protagonista è Stella (Aurora Giovinazzo), giovane studentessa di quasi 16 anni che a causa delle sue tribolazioni adolescenziali, accentuate da un trauma familiare, decide di iniziare a contare i suoi anni come si fa con quelli dei cani, autoconvincendosi che le resta poco tempo da vivere, essendo prossima ai 16 anni di età. Così, supportata e assecondata dai suoi due amici Nina (Isabella Mottinelli) e Giulio (Luca Vannuccini), stila una lista che comprende tutte le esperienze che intende vivere prima che la sua vita finisca, ritrovandosi a inseguire i suoi sogni in maniera frenetica, affrettando tempi e situazioni e rischiando di farsi completamente assorbire dalle sue paranoie adolescenziali.

Tuttavia, spuntare tutte le voci della lista non sarà affatto semplice: Stella, infatti, si troverà a dover fare i conti con l’inaspettato incontro con un ragazzo timido e molto diverso da lei che le farà cambiare il modo di affrontare le situazioni e le relative problematiche, da quelle personali a quelle familiari, fino ad arrivare a migliorare il rapporto con i suoi amici.

“Un cane che si morde la coda”

Partendo dai punti a favore del film, possiamo dire che il disagio della protagonista viene rappresentato come fosse una favola colorata: Anni da cane, infatti è una commedia young-adult a tutti gli effetti alla quale, però, sono stati inseriti elementi drammatici e LGBTQ. A questo punto a favore si legano anche le capacità attoriali ben distinte dei protagonisti che, nonostante la sceneggiatura poco corposa, riescono a entrare nel ruolo dei loro personaggi in maniera naturale e quasi empatica, dando l’impressione allo spettatore che le tematiche affrontate appartengano davvero alla psiche degli attori.

Anni da cane recensione

Anni da cane è la prima produzione Amazon Original tutta all’italiana e infatti merita una menzione anche l’ottima rappresentazione di Roma, città in cui si svolgono le vicende, con location sfruttate a dovere nei momenti significativi del film, senza però cadere nella banalità, mostrando solo alcuni scorci di luoghi iconici della capitale. Degna di nota anche la fotografia, dinamica al punto giusto e in linea con la regia che, con la sua particolarità, offre inquadrature capovolte e bizzarre e che si ben contrappone tra le scene a ripresa “tradizionale” e quelle oniriche della protagonista, che in alcune sequenze si rapporta direttamente allo spettatore attraverso l’abbattimento della quarta parete, caratteristica che rende particolarmente bene in questa tipologia di prodotto.

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Infine, buona scelta delle colonne sonore: azzeccato il genere che si interseca alla perfezione con il mood del film e ne fa da perfetto contorno, seppure i pezzi non si leghino propriamente alla storia narrata, escludendo il pezzo composto e interpretato appositamente da Achille LauroIo e te”.

Anni da cane recensione

Ma se finora abbiamo parlato delle caratteristiche positive di Anni da cane, non possiamo non menzionare anche i punti critici che, pur non essendo numerosi, sono cruciali per la resa finale del prodotto: per quanto la storia e il concept generale possano risultare originali vengono clamorosamente danneggiati da una trama che gira a vuoto su sé stessa, senza andare in una direzione ben precisa, per rimanere in tema, come un cane che si morde la coda. Per quanto risalti l’idea innovativa del regista, che ha provato a bilanciare il tutto con il suo tocco, le tematiche affrontate non vengono approfondite a sufficienza. 

Anni da cane recensione

Le tematiche principali di Anni da cane, infatti, sono facilmente intuibili già nel primo atto del film ma, purtroppo, vengono analizzate in modo troppo superficiale, senza scendere troppo in profondità, malgrado siano argomenti che, presi singolarmente, meriterebbero riflessioni più complesse. Tutto ciò trasforma il prodotto da una produzione particolare e originale a una sorta di 3 Metri Sopra il Cielo rivolta alla TikTok generation, o per meglio dire, la generazione di giovani adulti dei giorni nostri che crescono, forse prematuramente, a suon di Trap-music e Social Media

Anni da cane recensione

Sulla falsa riga dei film dalle problematiche adolescenziali proposte dalle piattaforme rivali, Anni da cane non riesce, però, a sollevare riflessioni complesse, in quanto viene raccontato in modo poco convincente: le turbe emozionali della protagonista vengono proposte come dogmi, senza che vengano fornite giustificazioni di tali turbe allo spettatore, che rimane con dubbi quasi amletici fino alla fine del film. Infine, va precisato che per quanto i giovani attori abbiano svolto bene il loro lavoro, i personaggi risultano scritti in maniera troppo stereotipata, rimarcando clichè adolescenziali di cui avremmo sicuramente fatto a meno. 

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Insomma, Anni da cane avrebbe avuto tutte le carte in regola per distinguersi dai classici film per ragazzi dalle tematiche chiaro-scure, ma la mancanza di colpi di scena d’impatto, il finale prevedibile e la poca profondità degli argomenti trattati lo gettano nella mischia, insieme a tanti altri prodotti che vedono trattate le solite tematiche adolescenziali trite e ritrite, quali la fretta di crescere, le prime esperienze sessuali, lo spreco di tempo, i sentimenti e le amicizie o il rapporto turbolento e tormentato con i genitori.

Conclusioni

Anni da cane recensione

Malgrado tutto, quello che speriamo è che questo sia solo il primo di una lunga serie di produzioni italiane che andranno in esclusiva sulla piattaforma di streaming di Amazon. In tal proposito, vi ricordiamo che potete vedere Anni da cane in esclusiva dal 22 ottobre su Amazon Prime Video e che, se non siete ancora abbonati, potete farlo seguendo questo link.