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Bridgerton 2, la recensione in anteprima

Il 25 marzo 2022 arriverà su Netflix Bridgerton 2, basata sul romanzo Il Visconte che mi amava, eccovi la nostra recensione in anteprima.

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Avatar di Giovanni Arestia

a cura di Giovanni Arestia

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 20/03/2022 alle 09:02 - Aggiornato il 09/08/2022 alle 11:18
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Bridgerton 2 arriverà il 25 marzo 2022 su Netflix. Si tratta della seconda stagione dell'amatissima serie realizzata da Shondaland, casa di produzione fondata da Shonda Lynn Rhimes già creatrice di serie celebri come Grey’s Anatomy, Scandal e Station 19. Bridgerton (di cui noi avevamo già recensito la prima stagione) è tratta dalla saga di romanzi storico-sentimentali scritti da Julia Quinn, un’autrice che nella sua lunga carriera ha scritto oltre 30 romanzi ed è stata inclusa tra i primi 16 scrittori nella Romance Writers Hall of Fame. In particolare questa seconda stagione si basa interamente sul secondo romanzo intitolato Il Visconte che mi amava (che potete acquistare su Amazon) e i temi principali sono quindi l’amore, il romanticismo, ma anche gli scandali, i drammi, gli intrighi e le delusioni.

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Bridgerton 2: un grande amore, ma tanti intrecci

Bridgerton 2 segue le vicende del Visconte Anthony Bridgerton (Jonathan Bailey), il primogenito della omonima famiglia nonché suo capofamiglia dopo la morte del padre, nella sua ricerca di una moglie perfetta che possa rispondere ai suoi canoni e possa anche fare le veci della madre nella gestione della casa. La ricerca, tuttavia, prenderà fin da subito delle pieghe inaspettatamente complesse a causa dell'arrivo, dall'India, delle sorelle Kate Sharma (Simone Ashley) ed Edwina Sharma (Charithra Chandran). Durante la stagione dei corteggiamenti indetta dalla Regina d'Inghilterra, Anthony si trova in mezzo a due fuochi: da una parte l'indole di salvaguardare l'onore della famiglia corteggiando il Diamante della Stagione Edwina, dall'altro l'amore per la sorella Kate la quale fa di tutto per opporsi alla loro unione. Le iniziali schermaglie verbali e fisiche tra i due, non fanno altro che avvicinarli sempre di più peggiorando le cose per entrambi e per l'intera società aristocratica londinese. Tuttavia non ci sono solo i Bridgerton in questa storia, ma anche i Featherington che si trovano a dare il benvenuto al loro nuovo erede, dopo la morte di Lord Featherington, e con Penelope (Nicola Coughlan) che deve riuscire a muoversi sapientemente nei salotti dell'alta società cercando di nascondere il suo alter ego di Lady Whistledown anche davanti ad amici e parenti.

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Vero amore o matrimonio di comodo?

Bridgerton 2, quindi, pone nuovamente una lente di ingrandimento sull’alta società londinese mostrandone pregi, difetti e segreti, ma questa volta si interessa alla vita di un uomo che troppo presto si trova a vestire i panni di Visconte di una delle famiglie più ricche e potenti di Londra. Anthony viene ritratto come una persona forte solo esternamente, poiché dentro nutre numerosi traumi e complessi che non vuole mostrare esternamente per il bene della famiglia e del buon nome della stessa. A differenza delle sorelle (in questa stagione tocca a Eloise interpretata dall'attrice Claudia Jessie), lui non viene costretto a debuttare in società affinché possa trovare una moglie che ne possa innalzare la dote e il livello sociale. Essendo un maschio ha già un posto fisso nella società e quindi anche la libertà di scegliere quando e con chi sposarsi, ma è proprio l'avvicinarsi di un'età troppo adulta per l'epoca (ci troviamo sempre in una rivisitata età della Reggenza, ovvero gli anni Dieci dell’Ottocento) che lo spinge a sbrigarsi per far sì che la dinastia possa proseguire.

Guarda su

Anche in questo caso ci troviamo a osservare uno dei topos più antichi della narrazione romantica: la classica trama di un amore vero e una relazione di convenienza. Anthony vuole apparire a tutti i costi perfetto davanti alle altre famiglie dell'alta società e non può fare altro che mettere da parte i suoi reali sentimenti sia per non soffrire, come accaduto a lui e sua madre durante la morte del padre, sia per non mostrarsi debole. Anche in questo caso vi è un elemento di confusione dato dalla non più misteriosa, quantomeno per lo spettatore, Lady Whistledown, tuttavia il vero scompiglio viene generato proprio dal cuore di Anthony quando conosce la signorina Kate. Vero amore o buon nome della famiglia? Kate, infatti, proviene da una famiglia che proprio in virtù del reale amore ha rifiutato il rango nobiliare dopo che la madre si sposò con uno sconosciuto cassiere indiano e Kate, tra l'altro, è la figlia di un precedente matrimonio dell'uomo. La sorella, invece, è l'unico modo che ha la madre di poter rientrare nell'alta società londinese. Insomma, gli scandali sono dietro l'angolo e di certo i vari personaggi presenti all'interno di questo dramma non sono sempre di grande aiuto perché, a loro volta, devono fare i conti con i loro stessi interessi.

Tanto sfarzo e grande cura

Shonda Rhimes ha svolto, nuovamente, un lavoro molto certosino nella realizzazione dei costumi e delle ambientazioni della Londra dell’epoca. Visivamente è tutto sublime e una vera gioia per gli occhi, anche grazie a un perfetto uso della macchina da presa che accentua sapientemente i primi piani e gli sfarzosi e magnifici ambienti. Contemporaneamente Rhimes compie un passo molto audace mostrando una società aristocratica totalmente differente da quella narrata nei libri di storia. Già dalla prima stagione, infatti, Bridgerton ci ha fatto capire come la volontà della creatrice sia quella di ribaltare le nostre aspettative sull'epoca in cui è ambientata l'opera. Anche in questa seconda stagione Shonda Rhimes si è difesa abilmente dal rischio di cadere in controsensi pericolosi e distruttivi continuando a mostrarci una realtà ideale dove il colore della pelle non rappresenta un problema nella scelta di una moglie o nel progresso nella società, dove le donne non godono ancora degli stessi diritti degli uomini, ma che più volte riescono ad essere l’ago della bilancia nelle decisioni, anche quelle più dolorose, e desiderano un futuro che non sia solo caratterizzato dal matrimonio, dall’allevamento dei figli e da essere una sorta di costola dell'uomo. Soprattutto possiamo osservare anche una realtà dove le persone si battono affinché il matrimonio, divenuto una meccanica per stipulare strategie economiche, gerarchiche e politiche, possa diventare la reale unione amorosa e religiosa che si merita, anche tra ceti sociali differenti.

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A tal proposito, in questa nuova stagione gli scandali non sono legati solamente ad Anthony, ma osserviamo una sempre più forte volontà di Eloise di rompere gli schemi imposti dalla madre e dalla società. Inizia a lottare per le sue ideologie anticonformiste e femministe e con la scusa di investigare sulla vera identità di Lady Whistledown inizia anche a prendere parte ad alcuni incontri rivoluzionari tra i locali del basso ceto e a fare conoscenze tutt'altro che legittime per una donna aristocratica. Il cast è nuovamente incantevole, sia per quanto riguarda i protagonisti principali sia per i personaggi di contorno che non vengono messi nemmeno troppo in secondo piano. Gli episodi sono sempre otto e abbastanza lunghi il che permette di caratterizzare efficacemente ogni singolo personaggio, anche e soprattutto i nuovi ingressi, mostrandone i drammi, le debolezze, i segreti e le gioie.

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Questo vale per ogni singolo elemento presente nel racconto anche al di fuori dei Bridgerton, come ad esempio i Featherington di cui iniziamo a costruire un quadretto piuttosto preoccupante legato ai loro vari scheletri nell'armadio. Anche in pochi minuti è possibile osservare lo status personale e societario di ogni personaggio così che lo spettatore possa comprendere perfettamente la loro psicologia e il loro background. Tra l'altro in questa nuova stagione l'autrice ha preferito dare più spazio alle discussioni, ai monologhi interiori e al sentimentalismo mettendo parzialmente da parte il grande erotismo che aveva caratterizzato, non sempre in positivo, la prima stagione. Nel complesso, al netto di qualche sporadico cliché, Bridgerton 2 è più maturo, più vero e più audace, insomma una vera delizia.

Conclusioni

Se la parola chiave della prima stagione di Bridgerton era "semplicità", quella della seconda stagione è "audacia". Inaspettatamente, la nuova produzione diviene più matura, coinvolgente, seria e si allontana da classici cliché che avrebbero potuto rendere la storia debole o poco interessante. Ci sono varie storie che si intrecciano oltre alla principale, e sono tutte intriganti perché mostrano lotte interiori, debolezze, vizi e voglia di evasione nascoste da maschere destinate a rompersi per il bene dei propri ideali e dei propri sentimenti. La seconda stagione di Bridgerton, pertanto, resta elegante, sfarzosa, pittoresca e brillante, ma consente allo spettatore di emozionarsi, di divertirsi, di riflettere e di sognare. L'asticella si alza in attesa della terza stagione che arriverà, ahimè, nel 2024!

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