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La Casa di Carta 5 Parte 1, recensione: l’inizio della fine

È finalmente arrivata, ufficialmente disponibile su Netflix dallo scorso 3 settembre, La Casa di Carta 5 Parte 1 ovvero la prima parte dell’ultima stagione (5 episodi da circa 50 minuti l’uno) della serie iberica divenuta un vero e proprio fenomeno pop che ci concluderà ufficialmente il prossimo 3 dicembre con La Casa di Carta 5 Parte 2, che sarà composta sempre da 5 episodi, dando forse finalmente una chiusura definitiva alle vicende dei personaggi coinvolti in un’altra incredibile rapina.

La Casa di Carta 5 Parte 1 recensione

La Casa di Carta 5 Parte 1, l’inizio della fine

Nei primi due episodi de La Casa di Carta 5 Parte 1, che avevamo recensito in anteprima, l’incredibile piano che aveva portato all’evasione di Lisbona e al suo rocambolesco ingresso nel Banco di Spagna aveva fatalmente distratto il Professore che non aveva calcolato una variante: Alicia Sierra. L’ex-inspectora infatti, pur essendo stata allontanata ufficialmente dalla Polizia, aveva proseguito autonomamente le indagini riuscendo così a rintracciare il nascondiglio dello stesso Professore e a tenerlo sotto tiro.

Mentre all’esterno la Polizia aveva iniziato a riorganizzarsi ventilando addirittura l’impiego dell’esercito e della squadra d’elite capitanata da Sagasta, all’interno la notizia della cattura del Professore avevano creato tensione e indecisione in Tokyo, Denver e in tutti gli altri già emotivamente molto provati. Questa indecisione aveva fornito l’occasione al solito Arturo per scatenare una rivolta fra gli ostaggi che si erano barricati scatenando un violentissimo conflitto a fuoco.

La Polizia percepisce che l’occasione è propizia per fare irruzione e pur con molte proteste, Sagasta e i suoi uomini iniziano a prepararsi. Il Professore intanto ingaggia una battaglia psicologica con Sierra nella speranza di poterla convincere non solo a liberarlo ma addirittura ad allearsi con loro. Proprio quando i rapinatori hanno appena ripreso il controllo della situazione inizia l’assalto dell’esercito.

Per quanto preparati, i rapinatori non sono pronti ad affrontare l’esercito e le sue tattiche brutali e dirette. La potenza di fuoco e la preparazione di Sagasta e dei suoi uomini infatti sembrano subito schiacciare i rapinatori. Ma, come in ogni colpo che si rispetti, anche i nostri hanno un colpo di fortuna, anzi il Professore (acquistate su Amazon il suo Funko POP!) ha un colpo di fortuna riuscendo a riprendere il controllo e a dirigere la “controffensiva”.

La Casa di Carta 5 Parte 1 recensione

Ma gli sforzi profusi sia all’interno che all’esterno proprio dal Professore potrebbero essere vani perché quella che fino ad allora era stata una battaglia di nervi e intelletti ora si è trasformata in una guerra sporca a tutto campo in cui sembra non essere rimasto altro che sangue, lacrime e un incredibile sacrificio.

La Casa di Carta 5 Parte 1, il campo di battaglia prima della fine

La Casa di Carta 5 Parte 1 preme, come mai aveva fatto nelle precedenti stagioni, sulla componente action della serie. Non sembra essere un scelta casuale come non lo è relegare la componente heist, quella originale della serie, in un filone narrativo in analessi apparentemente scollegato dal resto delle vicende e che ha come protagonista l’indimenticato Berlino che rimane, ancora e senza ombra di dubbio, forse il personaggio migliore della serie complici alcune battute abrasive e la buona prova di un disincantato Pedro Alonso. È indubbio anche come tutto troverà una quadratura del cerchio nella seconda parte di questa ultima stagione ma nel frattempo è impossibile non notare un “scollatura” fra il presente e le sequenze in analessi.

La Casa di Carta 5 Parte 1 recensione

Sì perché oltre a Berlino, c’è anche quella sul passato di Tokyo con il primo incontro con il Professore prima e con Rio dopo, forse la prima avrebbe anche meritato un po’ più spazio. C’è anche la sequenza lisergica di Stoccolma nel quinto ed ultimo episodio che risulta un po’ frettolosa e forzata. Tutte soluzioni già viste e tipiche del canone della serie ma leggermente ridondanti.

Se i primi due episodi avevano evidenziato la volontà di spingere tutto al limite, esagerando, tutta La Casa di Carta 5 Parte 1 risulta coerentemente grottesca e per questo lineare nel suo approcciarsi a suon di colpi di arma da fuoco verso un finale che passa attraverso il solito, per la serie, drammatico cliffhanger che ci priva di un altro personaggio importante.

Nei primi due episodi poi gli sceneggiatori avevano concentrato quel mix di retorica, semplice e pop, drama da soap opera che nei successivi tre episodi deflagra definitivamente ma sullo sfondo di lunghe sequenze d’azione propedeutiche ad esacerbare gli animi dei protagonisti sempre nervosi e pronti a commettere errori fatali in un gioco tensivo di inganni e depistaggi che rimane comunque il marchio di fabbrica della serie, seppur meno raffinato degli inizi.

La Casa di Carta 5 Parte 1 recensione

Improbabile ed esagerata, sono i due aggettivi che meglio si adattano a La Casa di Carta 5 Parte 1. Impossibile non associarli per esempio al twist che porta alla liberazione del Professore, così come non si può descrivere come grotteschi Sagasta i suoi uomini ovvero una squadra di soldati d’elite che sembra più arrivare da un fumetto che da un vero teatro di guerra. Ma è questa la forza e il magnetismo che la serie esercita sul grande pubblico, in una lezione metabolizzata in maniera personale da alcuni grandi franchise hollywoodiani, ovvero riassorbire questi elementi esagerati, improbabili e grotteschi all’interno di uno schema più ampio in cui siano poi i personaggi, e i loro rapporti interpersonali e loro scelte di vita, a focalizzare poi sempre e comunque l’attenzione e l’empatia dello spettatore.

C’è da dire che alcune soluzioni narrative e registiche non siano più freschissime. Per esempio l’utilizzo degli ostaggi sul tetto come diversivo per riequilibrare le sorti durante la sortita dell’esercito così come i movimenti di camera durante gli scontri a fuoco ovvero la nervosa alternanza destra/sinistra che abbassa un po’ il dinamismo della sequenza (gli attori rimangono quasi sempre “immobili” trincerati o nascosti) cercando così di simulare l’imprevedibilità di un reale scontro a fuoco. Di contro c’è anche qualche soluzione nuova come riprese in soggettiva anche con l’ausilio di inquadrature stile GoPro.

La Casa di Carta 5 Parte 1 recensione

Eppure anche in questo frangente, in cui la serie, ormai in dirittura d’arrivo inizia a riprendere soluzioni già viste o utilizzate, riesce a mantenere alta l’attenzione dello spettatore complice una formula ben collaudata irrobustita in La Casa di Carta 5 Parte 1 dalla preponderanza della componente action, ed in cui l’obbiettivo degli sceneggiatori rimane invariato: sorprendere lo spettatore anche con soluzioni apparentemente ed esageratamente drammatiche. È una scelta che sacrifica in certi frangenti la qualità, e la credibilità inteso come realismo della serie, ma narrativamente ed emotivamente paga vedasi il personaggio di Sierra o il già citato cliffhanger finale.