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La Ribellione in Andor: la dura lezione della storia

La Storia diventa l'ispirazione per la nascita della Ribellione in Andor

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Avatar di Manuel Enrico

a cura di Manuel Enrico

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 01/12/2022 alle 19:00
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Non lasciamoci ingannare dal titolo. Andor non è solamente la storia di Cassian, futuro agente operativo ribelle come abbiamo visto in Rogue One, ma è la fotografia dell’esatto momento in cui nasce l’Alleanza Ribelle. Progetto concepito come un racconto in due stagioni da Tony Gilroy, la serie con protagonista Cassian Andor non si limita a ritrarre la galassia di Star Wars durante l’Ascesa dell’Impero, ma volge lo sguardo degli spettatori alla radice delle motivazioni dell’Alleanza Ribelle. Quella compagine di persone pronte a sacrificarsi pur di fermare i piani di Palpatine come abbiamo visto nella Trilogia Classica (Una Nuova Speranza, L’Impero Colpisce Ancora e Il Ritorno dello Jedi), ma che non viene più idealizzata come una fazione assolutamente ‘buona’, venendo invece ritratta nella sua essenza originaria, fatta di disperazione e violenza. Sotto questo aspetto, Andor racconta la vera Ribellione, andando anche a palesare quali siano state le colpe di coloro che hanno permesso la caduta della Repubblica.

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Ripensando all’Alleanza Ribelle guidata da Leia e da Ackbar, l’immaginario dei fan di Star Wars è sempre stato influenzato dalla visione di Lucas, che ha radicalizzato i due estremi del suo conflitto galattico, evitando volutamente la presenza di zone d’ombra, specialmente sul piano morale ed etico. Comprensibile, considerato come il pubblico a cui il cineasta californiano intendeva rivolgersi erano gli adolescenti, ma con l’espandersi della sua creatura, specialmente con la comparsa della crossmedialità della saga, è apparso evidente come dietro la Ribellione ci fossero ombre che andavano affrontate.

La Storia diventa l'ispirazione per la nascita della Ribellione in Andor

Se il primo sguardo dietro la maschera di eroismo tipica dell’Alleanza Ribelle è stato Rogue One, Andor, che del war movie di Gareth Edwards è un prequel, non può che approfondire questo aspetto, evidenziandone le tinte più graffianti e concrete. Perché non esistono ribellioni pulite o composte solo di eroi, come ci insegna la storia. E sin dalla sua prima apparizione sul grande schermo, Star Wars è stata fortemente influenzata dalla Storia.

  • La ribellione come elemento storico
  • In Andor la Ribellione si fonda su speranza e sacrificio
  • I Jedi non sono gli eroi della lotta all’Impero

La ribellione come elemento storico

Non è un mistero che nel dare vita alla propria visione dell’Impero e delle sue armate Lucas sia stato influenzato dal look delle truppe naziste, ma sul piano emotivo le ispirazioni per dare vita alla macchina imperiale sono state molteplici, dal colonialismo britannico sino all’interventismo americano durante la Guerra Fredda, al punto da creare un disturbante parallelismo con il conflitto in Vietnam, dove il ruolo dei guerriglieri vietnamiti viene riservato proprio ai ribelli. Questo volere portare la storia, con le sue lezioni, all’interno della dinamica narrativa di Star Wars rappresenta uno dei tratti distintivi della prima visioni di Lucas, che viene in seguito diluita con la Trilogia Prequel (La Minaccia Fantasma, L’Attacco dei Cloni, La Vendetta dei Sith), venendo ulteriormente diluita con la Trilogia Sequel (Il Risveglio della Forza, Gli Ultimi Jedi, L’Ascesa di Skywalker). Non stupisce che siano proprio Rogue One in primis e ora Andor a riportare questo parallelismo storico all’interno della saga, giocando in modo mirabile sulla costruzione di un percorso sociale che conduce, inevitabilmente, verso la nascita di una forza ribelle contrapposta al nuovo ordine imperiale.

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Sotto questo aspetto, l’episodio finale della prima stagione di Andor, con la rivolta di Rix Road rappresenta un chiaro riferimento ad eventi storici. La nascita di un regime oppressivo come quello imperiale è sempre foriera di violenza latente, una forza esplosiva pronta a detonare alla prima occasione, e il funerale di Maarva Andor, donna cara alla gente di Ferrix e ispiratrice di una coscienza popolare avversa all’asprezza dell’Impero, è la scintilla perfetta per far detonare questo astio represso. Difficile osservare gli eventi che si susseguono durante la manifestazione di protesta durante il corteo funebre di Maarva e non ricordare scatti storici di grandi rivolte, complice l’ottima regia dell’episodio e la coinvolgente scrittura di Gilroy, che crea una perfetta predisposizione emotiva dello spettatore utilizzando con intelligenza sia le parole di Maarva che la lettura del manifesto di Nemik, elemento troppo spesso dimenticando quando si parla di Andor.

Rimanendo all’interno della storia americana, questo scontro tra popolazione di Ferrix e truppe imperiali sembra rifarsi al Massacro di Boston, momento epocale nella cultura d’oltreoceano e vera scintilla della futura Guerra d’Indipendenza delle colonie americane dalla corona britannica. Come accaduto nella finzione di Andor, nel 1770, dopo un periodo di malcontento popolare culminato in una manifestazione di alcuni coloni che protestavano contro le leggi inique della Corona, la situazione a Boston degenerà quando le truppe inglesi fecero fuoco sulla folla assiepata in King’s Street, uccidendo dei coloni e innescando quello che sarebbe divenuto lo spirito secessionista delle colonie americane. La costruzione della tensione tra i cittadini di Ferrix e le truppe imperiali durante le esequie di Maarva sembra fondarsi su questo preciso richiamo storico, considerato non solo la mera meccanica dell’evento, quanto le conseguenze dello stesso.

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Non possiamo ignorare come la scelta della gente di Ferrix di insorgere, spronati dalle parole del testamento pubblico di Maarve, rappresentino l’elemento scatenante della futura Alleanza Ribelle. Se è vero che a Coruscant Mon Mothma sta lavorando nell’ombra per dare corpo e compattezza alle diverse cellule ribelli sparse per la galassia, è innegabile che sia su Ferrix che assistiamo al primo slancio di una ribellione che, a breve, avrebbe incendiato la galassia.

In Andor la Ribellione si fonda su speranza e sacrificio

Ripensando a Rogue One, dopo un’avventura dai toni acidi e cupi, Jyn Erso dava alla missione suicida su Scarif un tono eroico ricordando che ‘Le ribellioni si fondano sulla speranza’. in questa frase, nonostante il tragico epilogo degli eroi guidati da Jyn e Cassian, è racchiuso l’elemento eroico e innatamente positivo tradizionalmente associato all’Alleanza Ribelle in Star Wars. Anche opere cronologicamente successive, come la serie animata Star Wars Rebels, si muove in questa direzione, connotando la Ribellione come assolutamente buona e fondata su aspetti puramente positivi.

Andor, forte di un protagonista che aveva già rappresentato il lato meno nobile della Ribellione in Rogue One, si spinge in tutt’altra direzione, enfatizzando la guerra di spie nelle ombre e le necessarie, machiavelliche azioni intraprese da altri personaggi, che sono disposti a sacrificare tutto pur di raggiungere il loro scopo. Mon Mothma mette in palio la propria figlia in un matrimonio politico pur di trovare i fondi per finanziare la sua personale lotta all’Impero, e Luthen Rael maestosamente spoglia la ribellione della sua aura di immacolata perfezione con un monologo che si fonda sul sacrificio e sulle ben poco nobili azioni necessarie per garantire la sicurezza della ribellione stessa.

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Immaginare una ribellione priva di agenti che operino dietro le quinte per eseguire missioni suicide, attentati o più semplicemente utilizzare ogni metodo per reperire preziose informazioni sarebbe puerile. Non muoiono solo spie bothan durante una ribellione, sacrificandosi in modo tale da rendere ancora più deprecabile il regime di Palpatine, ma anche i ribelli stessi devono accettare che la loro moralità venga sacrificata. In Rogue One, Cassian ce lo mostra nelle prime battute del film, e la sua scelta di seguire Jyn Erso nella missione suicida su Scarif è animata dalla volontà di fare ammenda per le azioni esecrabili compiute in nome della Ribellione. Una decisione presa coscientemente, che viene anzi impreziosita da questa consapevolezza e dalla ricerca di un’occasione di redenzione che ricorda come l’Alleanza Ribelle sia una forza profondamente umana, guidata e animata da persone comuni.

Perché mentre l’Alleanza Ribelle combatte, i pochi Jedi sopravvissuti all’Ordine 66 tendono a rimanere nella macchia.

I Jedi non sono gli eroi della lotta all’Impero

Pur riconoscendo a figura come Kanan Jarrus o Ahsoka la scelta di affiancare la Ribellione a un certo punto, va riconosciuto che nelle fasi preliminari della nascita dell’Alleanza Ribelle i Jedi sono rimasti in disparte. Yoda è in ritiro su Dagobah, mentre Obi-Wan protegge il giovane Luke su Tatooine, tagliando ogni legame con la sua figura di Jedi combattente vista nelle Guerre dei Cloni. Una scelta stridente, quella dei Jedi, che da protettori della pace galattica dovrebbero essere in prima linea nella lotta contro Palpatine, ma che invece, anche nei momenti centrali della lotta tra Ribellione e Impero, restano in disparte. Considerato che la caduta della Repubblica sia imputabile agli stressi Jedi, rei di esser divenuti troppo compiaciuti e boriosi come abbiamo recentemente visto anche in Tales of the Jedi, viene da chiedersi se davvero siano gli eroi leggendari che venivano rimpianti dalle forze ribelli nella Trilogia Classica.

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Contrariamente a persone comuni come Saw Gerrera, Luthen Rael o Cassian Andor, i Jedi sono stati ben lontani dallo scontro con l’Impero. L’accusa che si potrebbero muovere all’Ordine è di esser vittime di quel motto che Yoda utilizza come un insegnamento per Luke:

Fare o non fare, non c'è provare

Nel dubbio, l’approccio del Consiglio Jedi, anche di fronte alle minacce che precedettero la fine della Repubblica, è stato troppo attendista, lasciando spazio al Lato Oscuro e consentendo l’ascesa di Palpatine. Questa filosofia rappresenta il punto di massima debolezza dei Jedi, contestata da figure come Qui-Gon Jinn, che contrapposta allo slancio vitale della Ribellione rende evidente come i veri eroi di Star Wars non siano coloro che affrontano battaglie armate di spade laser e usando la Forza, ma siano persone comuni che imbracciano un blaster e si oppongono con pochi mezzi a una macchina implacabile come quella Imperiale, scegliendo di sacrificare tutto, e vedendo in una misera speranza un motivo sufficiente per lottare.

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