Tom's Hardware Italia
Schede madre

Gigabyte bene ma non benissimo, tagli in vista

L'azienda fonderà la divisione motherboard e quella schede video in un unico settore aziendale guidato da Eddie Lin. Questo per far fronte a previsioni finanziarie accettabili ma non prive di rischi. Ci si aspettano licenziamenti in autunno.

Aorus, qualcuno lo ricorderà, è nato qualche anno fa come marchio di computer portatili e periferiche – all'epoca i notebook Gigabyte non erano importati in Italia. Nel tempo sono stati aggiunti componenti, soprattutto VGA e schede madre, e si è arrivati a creare un brand di cui molti clienti si fidano.

Nonostante tutto però Gigabyte ha registrato un calo delle vendite nei componenti hardware, in parte comune a tutto il mercato (900mila motherboard in meno dal 2015 al 2016). Allo stesso tempo il prezzo medio si è alzato, proprio perché grazie al lavoro sul marchio, Gigabyte si può permettere oggi di chiedere di più ai propri clienti. Il profitto è migliorato di conseguenza, anche se non di molto. Scenario simile con le schede video.  

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La prima parte del 2017 non è stata tuttavia incoraggiante; il mercato cinese si è contratto, in particolare quello degli internet café. Ci sono stati problemi valutari, mancanza di componenti e rialzi nei prezzi praticati da fornitori. Nel primo trimestre l'azienda ha venduto solo 3,5 milioni di motherboard e 900mila schede video, con una contrazione dei profitti di oltre il 50%.

Il secondo trimestre invece è andato piuttosto bene, ma a quanto pare non abbastanza. Il miglioramento infatti è dovuto quasi esclusivamente all'andamento delle criptovalute, in particolare al fatto che hanno stimolato moltissimo il mercato delle schede video – con gli effetti che conosciamo. Si tratta però di un fenomeno passeggero che, come il grosso ordine piazzato dalla russa Yandex, non lascia sperare un flusso costante di ordini sul lungo periodo.

Ed ecco perché l'azienda ha deciso di riorganizzarsi. L'operazione sarà effettiva dal prossimo primo agosto, e alcuni analisti si attendono l'annuncio di licenziamenti già a ottobre.