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Google Assistant è un interprete in tempo reale, parla e scrive in 27 lingue

Al CES di Las Vegas Google ha annunciato molte novità e progetti relativi a Google Assistant. Compresa una nuova funzione per trasformarlo in un interprete poliglotta.

Google ha annunciato la nuova modalità “Interprete” di Google Assistant, dedicata per il momento agli smart speaker e Smart Display della famiglia Google Home. Si tratta di un’integrazione di Google Translate, grazie a cui l’altoparlante intelligente diventa un interprete in tempo reale già compatibile con 27 lingue.

Google ha presentato la novità come un servizio utile in alberghi e altri luoghi pubblici, dove spesso può capitare che clienti e personale parlino lingue diverse. Un altoparlante di questo tipo, tuttavia, potrebbe trovare applicazione in molti contesti diversi. Come per esempio negli uffici pubblici, dove spesso l’interazione con cittadini stranieri è resa più difficile proprio per via degli ostacoli linguistici.

Per avviare la nuova funzione sarà sufficiente dire “Hey Google, aiutami a parlare in francese”, o nella lingua che volete usare. A quel punto il dispositivo ascolterà e tradurrà ciò che sente nella lingua predefinita e in quella selezionata. Se è disponibile uno schermo, quello di uno Smart Display, sarà visualizzata anche la relativa trascrizione. Google ha dato una prima dimostrazione della Modalità Interprete al CES 2019 di Las Vegas, a San Francisco e a New York, presso le reception di alcuni hotel. Chi viaggia per turismo o per lavoro, poi, presto potrà usare Google Assistant per fare il check in semplicemente usando un comando vocale, sapere quando è il momento di recarsi al gate, prenotare una stanza.

Per quanto Google affermi che almeno in alcuni casi il suo servizio sia “quasi alla pari con un interprete tradizionale”, non è probabilmente il caso di aspettarsi prestazioni miracolose. Anche così però la traduzione automatica può rivelarsi di grande aiuto in molte situazioni, sopratutto quando non esiste una lingua di scambio tra gli interlocutori – come accade spesso con l’inglese.

Sempre a Las Vegas, l’azienda californiana ha annunciato Google Assistant Connect, una piattaforma di sviluppo che dovrebbe rendere più facile la progettazione di dispositivi compatibili con Google Assistant. Hanno mostrato anche una nuova sveglia intelligente progettata con Lenovo, uno schermo sviluppato con Whirlpool/KitchenAid, l’integrazione con i dispositivi Sonos (annunciata quella con i televisori Samsung) e molto altro. Secondo Google ci sono già oltre 1.600 marchi di domotica compatibili con Google Assistant, per un totale di oltre 10.000 dispositivi, a cui se ne aggiungeranno moltissimi altri nel corso dei prossimi mesi.

Google Assistant diventa inoltre disponibile anche all’interno di Google Maps, per rispondere ai messaggi, controllare la riproduzione musicale e altre azioni. In via di sviluppo, inoltre, accessori per auto per usare Assistant via Bluetooth. Infine ma non ultimo, l’assistente vocale sarà presto compatibile con applicazioni come Google Keep, Any.do, Bring! e Todoist.

Se volete un altoparlante intelligente e anche una buona qualità audio e un bel design, magari vi interessa il Sonos One.