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Male i conti di TSMC, ma i 7 nanometri sono pronti a spiccare il volo

TSMC, fatturato e utili in calo netto nel primo trimestre. Il produttore di chip per conto terzi sconta la condizione economica globale e altri problemi, tra cui l’inventario in eccesso nella filiera.

TSMC, il più grande produttore indipendente di semiconduttori al mondo, ha annunciato i risultati finanziari del primo trimestre 2019. L’azienda taiwanese, che produce chip per Apple, AMD, Huawei, Nvidia e molti altri, ha registrato un fatturato di 7,1 miliardi di dollari, in calo del 16,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto si è attestato a 1,99 miliardi di dollari.

Rispetto al quarto trimestre 2018, i risultati del Q1 2019 rappresentano un calo del fatturato del 24,5%. Il margine lordo del trimestre ha raggiunto il 41,3%, mentre il margine operativo e quello legato all’utile netto si sono attestati rispettivamente al 29,4% e al 28,1%.

Nel primo trimestre le consegne di wafer a 7 nanometri hanno pesato per il 22% del fatturato totale, mentre il processo a 10 nanometri per il 4%. I 16 nanometri hanno raggiunto il 16%. Le altre tecnologie avanzate, definite come tecnologie a 16 nanometri e oltre, rappresentano il 42% del fatturato totale di wafer prodotti da TSMC.

L’azienda taiwanese si aspetta che il processo produttivo a 7 nanometri pesi per oltre il 25% sul fatturato totale legato alla produzione di wafer. D’altronde alle porte ci sono numerosi prodotti a 7 nanometri, come i processori Ryzen 3000 di AMD. CC Wei, CEO di TSMC, ha inoltre dichiarato che i 5 nanometri, usati per la produzione in volumi nella prima parte del 2020, saranno un processo “di lunga durata”.

“Nel primo trimestre il nostro business è stato influenzato dalla condizione economica globale che ha frenato la domanda del mercato finale. Tra gli altri problemi l’inventario in eccesso nella filiera e la stagionalità del mercato mobile di fascia alta”, ha affermato Lora Ho, SVP e direttore finanziario di TSMC.

TSMC sconta anche un problema emerso a gennaio, legato a un difetto nelle sostanze chimiche usate per produrre i chip che ha colpito la produzione in uno dei suoi impianti. Tale situazione ha influito sul fatturato del primo trimestre per circa il 3,5% (si parlava di 550 milioni di dollari).

Alcuni di questi fattori dovrebbero persistere anche nel Q2, ma secondo Lora Ho il peggio dovrebbe essere alle spalle e si sta gradualmente assistendo alla stabilizzazione della domanda. Le previsioni per il secondo trimestre sono quindi le seguenti:

  • Il fatturato dovrebbe attestarsi tra 7,55 e 7,65 miliardi di dollari
  • Il margine di profitto lordo dovrebbe ricadere tra il 43% e il 45%
  • Il margine di profitto operativo dovrebbe collocarsi tra il 31% e il 33%