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TSMC fregata dalla chimica, stop alla produzione e chip “in fumo”

Taiwan Semiconductor Manufacturing Co Ltd (TSMC), il produttore di chip taiwanese che tramuta in prodotti concreti i progetti di moltissime realtà, da Apple a Qualcomm, da Nvidia a AMD, ha annunciato che “un difetto nelle sostanze chimiche usate per produrre i chip” ha colpito la produzione in uno dei suoi impianti, precisamente il sito noto come Fab14B, nella parte sud di Taiwan (Nanke Technology Park).

L’azienda è stata costretta quindi a bloccare la produzione, ma non è chiaro di chi siano i chip coinvolti, se di un solo soggetto o più clienti. TSMC ha affermato che recupererà gran parte della produzione nel corso del primo e secondo trimestre.

Quando TSMC parla di difetto, indica che un determinato composto chimico usato nel processo di produzione dei chip non rispettava le specifiche e ha portato a ottenere rese inferiori alle attese. “Stiamo indagando attentamente sulla radice del problema e comunicando con i clienti coinvolti riguardo le azioni da intraprendere”.

Stando a indagini dei quotidiani locali, sarebbero oltre 10.000 i wafer con chip difettosi che hanno portato a una temporanea interruzione della produzione nella mattinata di ieri. “Basandoci sulle nostre stime attuali, dovremmo essere in grado di rispettare le attese del primo trimestre fornite il 17 gennaio”.

Un altro report, successivamente confermato da TSMC, è persino più specifico e parla di chip difettosi prodotti principalmente sulle linee a 12 e 16 nanometri. Questa informazione potrebbe portare a pensare a determinati clienti (Nvidia, Mediatek e HiSilicon sono tra le aziende principali a usare quei processi), ma per ora non ci sono ulteriori informazioni.

Non è la prima volta che TSMC si trova a bloccare la produzione nell’ultimo anno. Ad agosto un virus infettò i sistemi e i macchinari di alcuni impianti, andando a intaccare la produzione e di conseguenza fatturato e margine del terzo trimestre. Una decina di giorni fa TSMC ha tagliato gli investimenti annui e previsto un fatturato del trimestre in contrazione, sulla scia del calo della domanda di smartphone e dei problemi macroeconomici mondiali.