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Produzione tecnologica, i problemi: stagno, tugsteno e oro

Quando si parla di materiali per la produzione dei dispositivi elettronici, solitamente si pensa al mercurio contenuto in alcuni componenti, e all'impatto che ha sull'ambiente. In verità la catena produttiva è più complessa e non ha solo implicazioni ecologiche. Intel ci racconta la situazione odierna e il suo impegno in questo ambito.

Prendiamo ad esempio uno smartphone o un tablet. Per le batterie viene usato il tantalo (o tantalio), un minerale che immagazzina la carica elettrica e che permette di aumentare la capacità delle batteria diminuendo nel contempo le dimensioni, un fattore chiave per tutti i dispositivi moderni.

La maggior parte delle miniere sono situate nella zona est della Repubblica del Congo

L'sssido di tantalo permette invece di creare lenti per le fotocamere sempre più sottili, e lo stagno è usato per le saldature delle schede logiche, che si occupano del trasferimento di tutti i dati all'interno dello smartphone. E poi c'è l'oro, adottato per alcuni connettori che necessitano un'elevata qualità di trasmissione dati; anche le schede SIM hanno un sottile strato d'oro depositato sui contatti. E infine c'è il tugsteno, usato per esempio nei motorini a vibrazione degli smartphone. 

Tutti questi materiali sono presenti anche all'interno dei microprocessori. Il tantalo e il tugsteno sono usati per una buona parte delle connessioni interne, lo stagno è adottato per i connettori sulla scheda madre, e l'oro è presente nelle parti più sensibili delle CPU che necessitano connessioni veloci e di qualità. 

Tantalo, stagno, tugsteno e oro sono estratti principalmente nella zona est della Repubblica del Congo, e molte miniere sono controllate da gruppi armati che illegalmente "tassano" i prodotti estratti e sfruttano i lavoratori locali che vivono e lavorano in condizioni critiche, per una paga che va da 1 a 5 dollari al giorno. Dopo l'estrazione i materiali vengono inviati agli esportatori, e durante questo processo, sfortunatamente, gli stessi gruppi armati possono inserirsi e tassare illegalmente i materiali.

Tutto il mondo è parte della catena produttiva tecnologica

Da qui i materiali vengono spediti alle fonderie, ubicate principalmente in Asia e Medio Oriente. I materiali raffinati finiscono poi ai produttori e ai consumatori, l'ultimo anello della catena. Intel, insieme ad altri produttori, cerca di non alimentare le tasche di chi si approfitta degli anelli deboli di questo processo, a partire dalle miniere, con un sistema di controllo chiamato "bag and tag". In pratica tutto il materiale che viene estratto da miniere "conflict free", cioè che non sono controllate dai gruppi armati, viene identificato durante tutta la catena produttiva.

Il sistema "bag and tag" richiede vari documenti d'identificazione, che permette sia agli esportatori sia alle fonderie di mantenere i prodotti "sicuri" separati da quelli di dubbia provenienza. Questo sistema non aiuterà certo a debellare i conflitti e migliorare le condizioni lavorative nelle zone più a rischio, ma quantomeno non alimenterà le tasche del mercato nero.