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Ryzen 3000, tensione in idle elevata? No, tutto regolare

I primi acquirenti delle nuove CPU Ryzen 3000 stanno giustamente condividendo online le prime impressioni sui processori e tra i dubbi emersi durante il primo contatto c’è quello di una tensione troppo alta delle CPU in stato di idle, ossia di pressoché totale inattività.

AMD si è subito attivata per andare a fondo della vicenda e fortunatamente non ha riscontrato anomalie. È interessante però capire che cosa hanno effettivamente visto gli appassionati.

Secondo un’esaustiva spiegazione su Reddit da parte di Robert Hallock, senior technical marketing manager, gran parte dei software attuali di monitoraggio causano quello che viene definito “observer effect”, cioè per monitorare il comportamento dei core, creano un carico di lavoro che chiaramente chiama in causa il processore come se dovesse effettivamente “lavorare”, il quale quindi aumenta velocità di clock e relativa tensione operativa.

“Abbiamo determinato che molti degli strumenti di monitoraggio più diffusi sono un po’ aggressivi nelle modalità con le quali verificano il comportamento di un core. Molti di questi svegliano tutti i core per 20 ms a intervalli di ogni 200 ms circa“.

“Dal punto di vista del firmware del processore, questa operazione viene interpretata come un carico di lavoro che sta richiedendo prestazioni sostenute ai core. Il processore è programmato per rispondere a tale richiesta con un boost: clock più elevato, e conseguentemente un aumento della tensione”.

“Di conseguenza, se rimani seduto a fissare il tuo strumento di monitoraggio, questo richiede costantemente a tutti i core di svegliarsi e fornire maggiore potenza. Ciò genera un aumento del clock, e della corrispondente tensione per sostenere il boost prestazionale richiesto. Questo è un classico caso che chiamiamo ‘effetto dell’osservatore’: ti aspetti che il software ti fornisca dati validi, ma in realtà i dati vengono falsati in virtù del modo in cui svolge le misurazioni”.

Hallock ha fornito alcuni suggerimenti ed esempi per una corretta misurazione della tensione. In primis, l’esperto di AMD consiglia di usare CPU-Z in quanto lo ritiene lo strumento più preciso tra quelli più diffusi, senza che causi tale effetto.

In uno screenshot postato su Reddit infatti, ha dimostrato come un Ryzen 9 3900X riesca a scendere, in idle, a tensioni sotto 0,4V. Il PC di Hallock era configurato con l’ultima release di  Windows 10, il May Update (versione 1903) ottimizzato per l’architettura Zen2, una Asus Crosshair VIII Hero con l’ultimo BIOS installato, e i driver del chipset 1.07.07, che includono l’ultima versione del profilo energetico “Ryzen Balanced” per Windows.

Hallock ha inoltre espresso 5 consigli da seguire per una corretta misurazione dei valori:

  • Non usare contemporaneamente più di uno strumento di monitoraggio, in quanto si amplificherebbe l’effetto dell’osservatore
  • Chiudere tutte le applicazioni come il Command Center della propria scheda madre, Corsair iCUE, NZXT CAM, ecc in quanto anche questi rappresentano strumenti di misurazione
  • Impostare da BIOS i valori di tensione su default o automatico, esclusi quelli che dipendono dal profilo XMP delle memorie.
  • Avere Windows, i driver del chipset e il BIOS della scheda madre sempre aggiornati
  • Non preoccuparsi se i valori non sono inferiori a 0,5V, il range ideale di tensione in idle del processore è <1V

AMD consiglia agli utenti Ryzen 3000 di installare l’ultima versione dei driver del chipset, ed abilitare Ryzen Balanced che regola la frequenza con cui processore e sistema operativo comunicano tra di loro.

Questo perché per come è configurata la modalità Bilanciata di Windows, tali dati hanno una frequenza di aggiornamento di 15ms, mentre con Ryzen Balanced tali dati vengono comunicati con una frequenza di aggiornamento di 1ms, permettendo ai processori Ryzen di modificare la propria frequenza più velocemente e rispondere in maniera più efficace ai carichi di lavoro.