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Scoperti 461 nuovi oggetti nel nostro sistema solare: ci aiuteranno a individuare il Pianeta Nove?

I confini esterni del Sistema Solare, oltre l’orbita di Nettuno, costituiscono un luogo misterioso, dove fa freddo ed è buio ed è quindi difficile per gli astronomi discernere cosa c’è esattamente là fuori. Di recente però, utilizzando i dati del Dark Energy Survey, gli astronomi hanno identificato 815 oggetti transnettuniani (TNO), di cui 461 sono totalmente nuovi. I dati raccolti sono stati pubblicati come sempre su ARXIV.

Queste scoperte potrebbero aiutarci a comprendere meglio come si è formato il Sistema Solare e forse anche a trovare l’elusivo “nono pianeta”, un pianeta ipotetico situato nella regione esterna del Sistema Solare, la cui eventuale esistenza potrebbe giustificare l’improbabile raggruppamento di orbite per un gruppo di oggetti transnettuniani. Il Dark Energy Survey ovviamente non si prefissava di cercare TNO. Tra l’agosto 2013 e il gennaio 2019, il sistema ha raccolto dati per 575 notti nel cielo australe, con l’obiettivo di studiare una serie di oggetti e fenomeni come supernove e ammassi di galassie per cercare di calcolare l’accelerazione di espansione dell’Universo, che si pensa sia influenzata dall’energia oscura. L’elevato grado di profondità, ampiezza e precisione dell’indagine si è rivelato però molto positivo anche per la ricerca di oggetti nel lontano Sistema Solare – oltre l’orbita di Nettuno a circa 30 unità astronomiche.

L’anno scorso, gli astronomi hanno analizzato quei dati per trovare più di 100 nuovi pianeti minori, una categoria che include tutto ciò che non è una cometa o un pianeta. Il nuovo lavoro, condotto dallo stesso team e utilizzando una pipeline di rilevamento migliorata, ne ha aggiunti altri 461. I ricercatori hanno anche eseguito simulazioni di rilevamento TNO, per confrontare i loro risultati e vedere se le loro tecniche erano accurate.

Gli astronomi ritengono che i TNO conservino tracce delle dinamiche del sistema solare primordiale. Durante questo periodo, secondo i modelli attuali, i pianeti si stavano formando e muovendosi – il sistema sarebbe apparso molto diverso da come appare oggi. Mentre i pianeti giganti occupavano le loro orbite attuali, le loro interazioni gravitazionali influenzavano le orbite dei TNO. Queste orbite risultanti possono essere studiate per ricostruire gli eventi che le hanno rese così; poiché gruppi di TNO possono avere orbite molto diverse, più ne troviamo, più accurata è la ricostruzione.

Fino ad oggi non abbiamo trovato molti di questi oggetti, quindi ogni nuovo oggetto aggiunge un ulteriore gruppo di dati che potrebbe aiutare a trovare o escludere l’esistenza del Pianeta Nove. Tutte queste nuove informazioni, hanno detto i ricercatori, rappresentano un aumento significativo della nostra comprensione del Sistema Solare esterno. Finora, i dati del Dark Energy Survey hanno contribuito a circa il 20% di tutti i TNO conosciuti.