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Apple: Altroconsumo avvia la class action da 60 milioni per gli iPhone rallentati

Continuano a tenere banco le accuse in casa Apple per il rallentamento degli iPhone a seguito degli aggiornamenti software installati dagli utenti inconsapevolmente. Questa volta a dare battaglia è Altroconsumo.

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Avatar di Raffaele Casola

a cura di Raffaele Casola

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 25/01/2021 alle 15:39 - Aggiornato il 09/08/2022 alle 13:47
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L'associazione a difesa dei consumatori denominata Altroconsumo ha avviato una class action contro Apple attraverso un atto di citazione depositato presso il Tribunale di Milano, richiedendo un risarcimento da ben 60 milioni di euro a seguito delle presunte pratiche scorrette messe a punto dall'azienda verso i suoi consumatori.

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Nello specifico si fa riferimento a tutti i proprietari di iPhone 6, 6 Plus, 6S e 6S Plus. In Italia si contano più di 1 milione di utenti con device acquistati tra il 2014 ed il 2020, vittime, se il danno verrà riconosciuto, della cosiddetta obsolescenza programmata. Il risarcimento richiesto è di pari importo alla spesa dovuta affrontare dagli acquirenti per la sostituzione della batteria di questi dispositivi, ossia dai 29€ agli 89€, in base a se abbiano effettuato il cambio durante la campagna promozionale avviata dalla casa di Cupertino per favorire la sostituzione delle batterie o se il cambio sia stato effettuato prima o dopo di essa ad un prezzo maggiore.

Le prime dispute risalgono ormai al 2014, anno in cui Altroconsumo ha raccolto l'appello di svariati consumatori che hanno iniziato a segnalare problemi di utilizzo ed in particolare di velocità dei propri iPhone una volta eseguito l'aggiornamento software di iOS. Si sono così susseguite anche diverse segnalazioni presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, fino ad arrivare a tempi più recenti, nel 2018 in particolare, quando ad Apple è stata applicata una sanzione pecuniaria per 10 milioni di euro a seguito di presunte pratiche commerciali scorrette ed aggressive, alla quale il colosso del tech ha inoltrato ricorso, respinto poi dal TAR del Lazio nel maggio dello scorso anno.

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In sostanza, anche il Tribunale ha confermato come Apple abbia rilasciato degli aggiornamenti software, si fa riferimento più nello specifico a quelli ad iOS 10 e 10.1.2 per gli iPhone precedentemente citati, privi di informazioni complete a riguardo e senza alcuna menzione alla possibilità, una volta installati, di trovarsi difronte ad un calo delle prestazioni.

A seguito di questa decisione, Apple decise di avviare una campagna di sostituzione delle batterie ad un costo decisamente inferiore, manovra non accettata da Altroconsumo, in quanto secondo quest'ultima non rappresentava un valido risarcimento al danno causato ai consumatori.

Le insurrezioni a riguardo non si sono sicuramente fermate nel nostro paese, infatti anche negli Stati Uniti sono state tantissime le campagne avviate contro il colosso di Cupertino, con i consumatori americani che sono riusciti ad ottenere un risarcimento da ben 500 milioni di dollari. La scia di provvedimenti non si è fermata qui, con Apple che si è trovata a dover accettare di pagare altri 113 milioni di dollari in risposta alle accuse inoltrate all'azienda da 33 stati americani e dal Distretto della Columbia.

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Venendo ai fatti più recenti, Euroconsumers, organizzazione nata per tutelare i diritti degli acquirenti sull'intero territorio europeo, ha dato il via anch'essa ad una nuova class action per rispondere alla richiesta di risarcimento proposta dagli utenti di diversi stati tra cui Italia, Belgio, Spagna e Portogallo. Insomma, una vicenda alquanto complicata e che sta causando non pochi grattacapi all'azienda americana, che ora si troverà a dover rispondere anche di queste nuove accuse.

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Fonte dell'articolo: www.altroconsumo.it

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