Android

Oltre 10 anni di Galaxy S: l’evoluzione dei prezzi degli smartphone top di Samsung

Continua la nostra rubrica di approfondimento legata all’analisi dei prezzi di alcune delle linee di smartphone più iconiche della storia recente. Dopo gli appuntamenti legati ai Pixel di Google ed ai device “Mi” di Xiaomi, oggi è il turno di mettere sotto la lente d’ingrandimento gli smartphone della linea Galaxy S di Samsung.

Dopo oltre un decennio di attività per questa famiglia di dispositivi, proviamo a tracciare la linea di andamento dei prezzi, fra oscillazioni attese ed alcuni colpi di scena avvenuti nel corso degli anni.

Foto prodotto samsung galaxy s21 5g

L’analisi di oggi contenuta in questo articolo tiene in considerazione solamente i device della linea Galaxy S e non gli altri smartphone realizzati dal produttore, come per esempio i prodotti Note e di altre famiglie presenti in portafoglio prodotti dell’azienda. Non sono inoltre state considerate le varie varianti “neo”, “mini” o comunque secondarie, realizzate da Samsung nel corso di questi anni di attività facenti comunque parte nominalmente della famiglia Galaxy S.

Un decennio di storia, bel lontana dal presente

La famiglia Galaxy S è forse una delle più conosciute presenti nel panorama tech smartphone. Se oggi siamo soliti vedere e conoscere però una Samsung ormai regina del mercato, gli inizi di questa storia raccontavano in realtà di un’azienda molto lontana dallo scenario attuale.

Il primo Galaxy S infatti, presentato nel lontanissimo 2010, non era stato realizzato con la possibilità di competere realmente con quelli che da li fino ad ora sarebbero stati i rivali di sempre (il riferimento va ad Apple ovviamente), rappresentando in realtà l’arretratezza di quel periodo storico di Android rispetto ad iOS.

Galaxy S

Come spesso accade quindi quando si inizia un cammino, non sempre si riesce a centrare da subito la linea corretta da seguire. Questo smartphone non presentava nessuna caratteristica “killer” in grado di poter essere considerato migliore, o comunque tanto superiore, rispetto alla concorrenza Android presente al momento del lancio. Il tutto condito da un elemento grafico, la Touchwiz UI, che da li a poco sarebbe diventata famosa per tanti ragioni, credo nessuna di queste però abbia reso Samsung orgogliosa con il senno di poi.

Il prezzo richiesto nel 2010 per questo terminale? Beh dovete sapere che erano necessari 549 euro per potersi portare a casa il primo Galaxy S realizzato da Samsung!

L’immortale

Incredibile come ancora ad ora, dopo tanti anni, quando mi fermo a pensare al Galaxy S II non riesca ancora a vederlo come uno smartphone banale ed ormai ovviamente superato dalle tecnologie più moderne.

Continuo infatti ad avere nell’olimpo dei terminali Android più importanti questo smartphone, con il me ragazzino che purtroppo al tempo poteva solamente ammirare in azione quello che per tutti è ricordato come il primo Galaxy (ma forse anche il primo Android a dirla tutta), con una potenza veramente sufficiente, in grado di restituire un’esperienza d’uso al pari di quella iPhone.

Galaxy S II

Merito dell’intero GB di RAM, del processore Dual Core e del bellissimo pannello con tecnologia AMOLED. Tutti elementi che insieme contribuirono a rendere leggendario questo smartphone nel corso degli anni. Risultato quindi decisamente migliore rispetto al primo esemplare e suo predecessore, con linee di design che non cambiarono così tanto ancora (un cambio lo si ebbe solo dall’anno seguente), ma un prezzo che rimase sostanzialmente in linea con il modello precedente.

Un triennio difficile da comprendere

Sembra incredibile, ma ciò che accadde dopo l’incredibile successo di vendite di Galaxy S II fu rappresentato da anni di device mai pienamente convincenti per la critica e per gli utenti. Perché se è vero che da una parte ci fu un netto cambio di linee e di dimensioni, in grado di segnare definitivamente l’abbandono dello “stile iPhone”, d’altra parte l’elemento software grafico di personalizzazione di Android scelto dall’azienda non fu mai in grado di rendere pienamente giustizia ai device Samsung.

Samsung Galaxy

La Touchwiz, quella personalizzazione pesante, troppo piena di elementi e con poca coerenza, stava diventando un vero problema, tanto per gli appassionati quanto per l’azienda. Perché se è vero che nel corso degli anni dal 2011 al 2014 i device Galaxy S hanno visto l’arrivo di funzionalità hardware molto importanti e ben premiate dagli utenti, tali implementazioni venivano affossate da una skin grafica che potremmo definire, rimanendo gentili, come poco ottimizzata. I prezzi dei tre modelli seguenti al leggendario Galaxy S II furono:

  • Galaxy S III, metà 2012, listino ufficiale di 699 euro
  • Galaxy S IV, metà 2013, listino ufficiale di 699 euro
  • Galaxy S5, metà 2014, listino ufficiale di 699 euro

Un percorso quindi che si è contraddistinto per un elemento che ora passerebbe veramente come strano, ovvero la costanza dei prezzi. Nonostante quindi l’aumento di oltre 100 euro rispetto alle prime due generazioni, il fatto che per tre anni il prezzo dei device Galaxy di punta rimase lo stesso, è un interessante spunto di analisi. Spunto di analisi che però come vedremo a breve fu destinato ad essere messo presto da parte…

L’inizio della storia attuale

Per tanti motivi, il 2015 rappresenta secondo me il vero anno di rottura di Samsung, anno che ha condizionato le scelte dell’azienda negli anni a venire e che in parte possiamo vedere come attuali ancora in questi giorni.

I cambiamenti della linea Galaxy S6 rispetto alle generazioni passate infatti furono tali e tante da sconvolgere il mercato Android, con la comparsa per la prima volta di una doppia variante di flagship. Il riferimento va ovviamente al primo modello “Edge” di Samsung dotato di pannello AMOLED con curvature, elemento che ritroviamo ancora ora nel 2021, ma anche alla scelta di abbandonare la plastica in favore dei materiali nobili come vetro e metallo.

Samsung Galaxy

I prezzi ovviamente subirono un’impennata, dovuta in parte a scelte hardware ed in parte ad una iniziale cambiamento del mercato smartphone che vide le aziende rispondere tutte con una parziale corsa al rialzo. I prezzi per portarsi a casa questi due nuovi device nelle loro configurazioni di partenza furono rispettivamente 739 euro per il Galaxy S6 e 889 euro per la variante Edge.

Galaxy S7 Edge, l’erede del mitico Galaxy S II

Per molti fu proprio cosi. Galaxy S7 Edge rappresentò per tanti motivi il primo vero erede di Galaxy S II, inteso come smartphone completo ed in grado di non avere reali limitazioni rispetto ai vari competitor presenti sul mercato.

Uno smartphone veramente ben riuscito, al contrario di un fratello non Edge che passò in fretta nel dimenticatoio, con però Samsung che non abbandono più l’idea (anzi ai giorni nostri ha ancora di più aumentato l’offerta con tre varianti ogni anno) di proporre più versioni del proprio flagship.

Prezzi sostanzialmente invariati rispetto alla passata generazione, per degli upgrade che anche a livello estetico e visivo non andarono a stravolgere la proposta smartphone di casa Samsung.

Samsung Galaxy

Da Galaxy S8 al 2020

Se il 2015 è stato il primo tassello di cambiamento per Samsung, la definitiva consacrazione avvenne con la linea Galaxy S8 e tutti gli smartphone seguenti, fino ai giorni nostri. Il design allungato del Galaxy S8, uscito lo stesso anno del primo smartphone in 18:9 ovvero LG G6, fu in grado di condizionare letteralmente tutto il settore smartphone, con linee estetiche e di design in grado di rendere di colpo obsoleto e vecchio tutto ciò che fino a pochi mesi prima reputavamo tutti come insuperabile e non migliorabile.

Samsung Galaxy

L’Infinity Display, poi diventato sempre più estremo con la quasi completa abolizione delle cornici e l’introduzione dei fori nei pannelli frontali, è stato l’elemento che unito ad una nuova e rifondata personalizzazione di Andoid (la One UI nata sulle ceneri della vecchia Touchwiz) ha permesso a Samsung di diventare l’azienda leader che è ora nel panorama tech smartphone. Il tutto però offrendo un conto sempre più salato all’utente, costretto negli anni a vedere accrescere i prezzi di listino:

  • Galaxy S8 / Galaxy S8+:  rispettivamente a 100 euro in più rispetto alla linea Galaxy S7 / Galaxy S7 Edge
  • Galaxy S9 / Galaxy S9+: rispettivamente proposti a 899 euro e 999 euro
  • Galaxy S10/ Galaxy S10+: rispettivamente proposti a 929 euro e 1029 euro (fa la sua comparsa quella che fin qui è l’unica versione compact di un Galaxy S rappresentata da S10e proposto a 779 euro)
  • Galaxy S20 / Galaxy S20+ / Galaxy S20 Ultra: rispettivamente proposti ad 899 euro, 1029 euro e 1349 euro.

I giorni nostri

È quindi sotto gli occhi di tutti la scelta di Samsung di incrementare i prezzi dei propri flaghsip di punta, andando però nel 2020 a modificare il prezzo di partenza della variante base, proponendo per la prima volta nella sua storia una diminuzione rispetto al precedente modello.

Scelta che, forse influenzata anche dal particolare momento storico, abbiamo rivisto anche quest’anno con gli ultimi e più recenti dispositivi della linea Galaxy S21, proposti con prezzi non in aumento rispetto alla famiglia precedente, anzi leggermente rivisti al ribasso.

Galaxy S21

Insomma una storia fatta di crescendo, con alcuni colpi di scena recenti che potrebbero dare speranza a tutti coloro che considerano i prezzi attuali degli smartphone come esorbitanti e fuori controllo.

Ricordando a tutti il ruolo fondamentale della svalutazione in ambito Android, specialmente per quanto riguarda Samsung protagonista con tante promozioni anche in correlazione con il lancio dei propri smartphone, sono curioso di scoprire le vostre opinioni che potete condividere con un commento qui sotto. Qual è stato, infine, il vostro Galaxy S preferito?

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