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Scoprire il numero privato di chi ci chiama con Whooming

Si chiama Whooming il nuovo servizio che offre di farci avere il numero di chi ci chiama anonimamente, sia su cellulare sia su fisso. Che si tratti di telemarketing o stalker, nessuno potrà più nascondersi, e non costa niente.

Whooming è il servizio che promette di mettere fine alle chiamate anonime. Basta registrarsi sul sito e seguire le istruzioni per sapere chi ci chiama al telefono, anche se cerca di nascondere la propria identità tramite l'apposita funziona del cellulare o con i servizi delle compagnie telefoniche.

Totalmente gratuito, Whooming può aiutarci a identificare gli scocciatori, che si tratti di centralini che fanno marketing o di angoscianti stalker. La società, che si chiama come il servizio, è attiva in USA, Italia, Grecia, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Romania e gestisce già la bellezza di 700.000 chiamate al giorno, l'80% delle quali proprio nel nostro paese, come ci ha spiegato il loro addetto stampa. "Chi ha il problema non ne parla, come accadeva con l'AIDS negli anni '80 e '90", ci hanno spiegato, di fronte alla nostra sorpresa per l'alto numero di chiamate.

L'equipe internazionale di sviluppatori che gestisce il servizio sta completando le pratiche necessarie per operare in Italia, e si è già adeguata alle norme sulle privacy e alle regole imposte dall'Autorità Garante per le Telecomunicazioni (AGCOM). Una trafila burocratica lunga e faticosa, ci dicono, ma ormai al termine.

Chi vuole usufruire del servizio non ha che da collegarsi a www.whooming.com, e registrarsi. Da quel momento, potrà deviare le chiamate ricevute per scoprire il numero del seccatore: a questo punto lo si può richiamare per fargli sapere che non è più anonimo, oppure rivolgersi alle autorità – se lo si ritiene necessario. Whooming ci dice anche se la chiamata arriva da Skype o altri servizi simili, un'informazione che potrebbe rivelarsi utile in caso di denuncia alla Polizia.

"L'idea ci è venuta per un problema vissuto da una conoscente, che stava ricevendo chiamate anonime" ci spiega ancora il rappresentante di Whooming. "Si è rivolta alla polizia, per sentirsi dire che le sarebbe costato un migliaio di euro in avvocati, e che per loro comunque era una questione a bassa priorità. Allora è andata da una società con sede a San Marino (ma che rimanda a una di Hong Kong), dove le offrivano un servizio simile al nostro per 70 euro. Con un tacito rinnovo non molto chiaro".

Questa vicenda ha spinto il team di sviluppo a creare Whooming, che tecnicamente conta su una decina di server (più altri quattro per proteggersi da attacchi DDoS) che riconoscono i numeri chiamanti sfruttando normali – e legali – standard GSM o ETSI (European Telecommunications Standards Institute).

Centralini e comuni stalker non possono evitare il riconoscimento, ma un hacker abbastanza abile, che conosca i servizi giusti, potrebbe farcela. C'è anche qualche limite tecnologico, ci spiegano, dovuto ai vecchi standard usati sulle nostre reti telefoniche: quindi non funziona proprio nel 100% dei casi, ma quasi.

Va detto comunque che Whooming non è l'unico nel suo genere, almeno se si considera il mondo intero. Ci hanno spiegato che, per esempio, in USA hanno una concorrenza piuttosto determinata, ma anche che questo è un ambiente ambiguo: alcuni "ti vendono l'arma e anche lo scudo", per esempio, nel senso che offrono servizio per identificare l'identità di chi chiama ma anche quelli per falsificarla, e i meccanismi di pagamento sono oscuri.

In alternativa ci sarebbe anche il servizio override offerto direttamente dagli operatori, che ci possono mandare a casa i numeri di tutte le chiamate ricevute, ma soli per quindici giorni. Costa circa 40 euro, una cifra piuttosto alta se si considera che, per legge, dovrebbero chiedere solo un rimborso spese. Whooming invece cerca di essere più chiaro e trasparente, oltre che totalmente gratuito.

Whooming ha anche una pagina Facebook, e a quanto ci dicono a volte è bastato che la vittima mettesse il "mi piace" per fermare lo stalker, segno che la chiamata anonima è solo parte di tale angosciante comportamento. Parlando con loro abbiamo anche scoperto con piacere la misura della loro attenzione alla privacy: abbiamo chiesto loro estratti dei messaggi con cui gli utenti li hanno ringraziati, ripuliti da ogni riferimento personale, ma hanno rifiutato perché "sono pur sempre cose personali". Ci sembra un ottimo segnale. 

Infine, una nota per i curiosi: l'assonanza tra Whooming e lo pseudonimo Wu Ming non è del tutto casuale.