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YotaPhone addio: l’azienda dichiara bancarotta

Il produttore Yota ha dichiarato bancarotta. L’azienda, nota per la sua linea di smartphone YotaPhone la cui particolarità era la presenza di un secondo schermo posteriore a tecnologia e-ink, ha fatto domanda di liquidazione in base alle leggi delle Isole Cayman, dove ha sede legale. La notizia è stata riportata sulla Gazzetta Ufficiale delle isole nordamericane.

Stando ai documenti ufficiali, lo stato di bancarotta è stato riconosciuto a inizio aprile. La notizia, però, ha cominciato a diffondersi con l’avvicinarsi della scadenza dei termini entro i quali i creditori possono esigere quanto dovuto. Il termine stabilito è di 21 giorni a partire dalla data di pubblicazione dell’avviso. Oltre questa data, i creditori non avranno più diritto a riscuotere il debito e saranno esclusi da qualsiasi beneficio.

Già qualche tempo fa, Hi-P Eletronics – società di Singapore fornitore di display per Yota – aveva intentato una causa contro l’azienda per non avere rispettato alcuni contratti. Nonostante una liquidazione iniziale di 17 milioni di dollari, Hi-P ha citato nuovamente in giudizio Yota per saldare i debiti. Questa vicenda ha senz’altro contribuito alla dichiarazione di bancarotta.

Yota è stata fondata in Russia nel 2011 per sviluppare modem, router e smartphone. Nonostante la novità del doppio schermo, i dispositivi della casa russa non hanno mai riscosso grandissimo successo. Uno dei più interessanti è stato lo YotaPhone 2 – presentato nel 2014 – che disponeva di due display AMOLED ma che arrivava sul mercato a 749 euro, un prezzo che non può essere considerato contenuto se si considera – per esempio – che il Galaxy Note 4 (top di gamma del periodo) aveva un costo di 650 euro.

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