Le dichiarazioni di Randy Pitchford, direttore creativo di Gearbox, sulle prestazioni di Borderlands 4 su PC hanno acceso un dibattito che va oltre il singolo titolo, toccando questioni cruciali come l’ottimizzazione dei giochi AAA e le aspettative dei giocatori con macchine datate.
Quando la patch del primo giorno diventa indispensabile
Pitchford ha confermato su X (ex Twitter) l’arrivo di una corposa patch al day-one, lasciando intendere che l’aggiornamento sarà praticamente imprescindibile per giocare in condizioni ottimali.
Borderlands 4 uscirà il 12 settembre su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC tramite Steam ed Epic Games Store, mentre l’edizione per Nintendo Switch 2 arriverà poco dopo. Chi vorrà iniziare subito l’avventura dovrà quindi scaricare obbligatoriamente l’aggiornamento.
La dura realtà dell’hardware obsoleto
Le dichiarazioni più controverse di Pitchford riguardano però gli utenti con PC meno recenti. Il dirigente è stato diretto: chi tenta di avviare il gioco al di sotto dei requisiti minimi deve aspettarsi un’esperienza “ingiocabile”. Secondo lui, il solo fatto che il titolo riesca a partire su sistemi inadeguati è già «un miracolo».
Ottenere 55-60 fps nei combattimenti frenetici su hardware limitato sarebbe “incredibile”, vista la complessità del motore grafico e del mondo di gioco. Pitchford ha ricordato che l’uso di hard disk tradizionali, invece degli SSD, può aggravare i problemi di performance, soprattutto in un titolo «grande, ambizioso e senza interruzioni».
Un fenomeno più ampio del previsto
I dati del settore confermano che una parte consistente della community PC utilizza ancora macchine di fascia bassa, questo scenario costringe gli studi a un dilemma: fino a che punto spingersi con la tecnologia senza tagliare fuori una fetta di pubblico? La risposta di Gearbox è netta: il progresso non può rallentare per adattarsi a macchine superate, un principio che accompagna il PC gaming da sempre.
Oltre agli aspetti tecnici, Borderlands 4 punta a rinnovarsi anche sul piano narrativo. Il team guidato da Sam Winkler, Taylor Clark e Lin Joyce ha scelto toni più realistici e meno sopra le righe rispetto al passato, segnando una possibile svolta per una serie nota per l’umorismo e l’eccesso stilistico.
Questa scelta riflette un mercato in cui gli utenti cercano sempre più profondità e complessità. Resta da capire se l’evoluzione narrativa sarà accompagnata da un’ottimizzazione tecnica capace di soddisfare anche i fan più esigenti, soprattutto dopo le dichiarazioni schiette di Pitchford sui limiti dell’hardware obsoleto.