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Come cambieranno le avventure grafiche?

Pagina 2: Come cambieranno le avventure grafiche?

Le avventure grafiche sono state il naturale passaggio dai videogiochi testuali, quelli in cui il giocatore leggeva un testo e per avanzare nella storia doveva trovare e scrivere la giusta combinazione di parole. Oggi un gioco con una simile meccanica sarebbe improponibile; il giocatore è ormai abituato a essere guidato passo passo, forse anche troppo.

Comunque, Mystery House di Sierra Entertainment, inizialmente nota come On-Line Systems, segnò la nascita delle avventure grafiche nel 1980. Era piuttosto un ibrido che mostrava a schermo dei rudimentali disegni, oltre alla parte scritta, ma diede il via a un genere che oggi conosciamo in tantissime declinazioni.

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Abbiamo punta e clicca, visual novel, giochi narrativi, walking simulator, film interattivi e puzzle game. Tanti sottogeneri o quantomeno forme di avventure grafiche che negli anni hanno davvero affollato il mercato, ma sempre accomunate dalla ricerca del nuovo. I giocatori, nonché possibili acquirenti, adorano le novità ed è per questo che alcuni di questi titoli riescono ad avere un incredibile successo.

Ma quale sarà il passo successivo? Oggi abbiamo software house in grado di raggiungere il fotorealismo nella riproduzione dei volti e dei movimenti dei personaggi scansionando i corpi e le movenze di attori veri. L'immersione del giocatore, soprattutto quanto riguarda la parte narrativa, sta quindi diventando un elemento sempre più importante.

La realtà virtuale si farà sicuramente sempre più largo in questo genere la cui fruizione in prima persona aiuterà il giocatore a sentirsi parte dell'avventura stessa, a patto però di offrire una maggiore e più profonda integrazione e interazione con il mondo di gioco e i suoi abitanti.

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Abbiamo inoltre visto delle interessanti sperimentazioni da parte di Remedy Entertainment che con Quantum Break ha composto un interessante ibrido che unisce videogioco e serie televisiva, permettendo di osservare l'intera storia sia dal punto di vista dei buoni che dei cattivi. In base alle scelte fatte nel gioco, vengono mostrati episodi differenti della durata di 22 minuti, permettendo una maggiore e migliore ramificazione della storia.

La libertà data al giocatore è quindi ciò che dovrebbe espandersi e migliorare sempre più. Telltale Games ha sempre cercato di fare ciò coi propri giochi. Purtroppo l'impressione è stata che le nostre decisioni avessero più un effetto placebo che un vero impatto sulla trama, in grado di muoverla verso percorsi e non solo finali differenti.

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Non dimentichiamoci inoltre delle interazioni fra giocatori stessi. Se ora è solamente mostrata la percentuale delle scelte fatte dagli altri, sarebbe fantastico se si riuscisse a creare un mondo persistente dove le azioni di uno hanno peso anche nella narrazione di tutti. In pratica, un MMO narrativo.

Senza dover pensare in modo eccessivamente grande, abbiamo videogiochi basati sulla realtà aumentata che possiamo giocare attraverso il nostro smartphone, come Pokémon GO. Magari un giorno qualche software house ambiziosa deciderà di unire il tutto in un unica grande esperienza virtuale. Si pensi ad esempio a Ingress di Niantic, è un MMO "reale" dove bisogna muoversi per le strade della propria città e raggiungere determinati punti chiave. Ora pensate se, associata a questa forma di gioco, ci fosse anche la più classica avventura grafica su console o PC, che muova i fili della narrazione influenzandosi però a vicenda con la parte legata alla realtà aumentata. Sarebbe un insolito e inedito mix da giocare sia a casa che mentre ci si sposta per andare a scuola o a lavoro.

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L'unico limite è quindi la fantasia e, duole ammetterlo, anche i ritorni aconomici per chi i videogiochi li sviluppa. In ogni caso, il futuro delle avventure grafiche è ancora tutto da scrivere. Non sappiamo cosa verrà fuori dalla mente di certi sviluppatori ma tra realismo, immersività e libertà sempre maggiori, siamo davvero curiosi di vedere come questo genere continuerà a evolversi.


Tom's Consiglia

Sono tante le avventure grafiche da provare. State of Mind, Detroit: Become Human, Life is Strange sono solo alcuni dei titoli che ognuno di noi dovrebbe aver completato almeno una volta.