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Halo Infinite | Anteprima

Halo Infinite si è finalmente mostrato in 9 minuti adrenalinici di gameplay. Un first-look non propriamente idilliaco che ha generato tanto malcontento per via di un impatto grafico al di sotto delle aspettative dello SlipSpace Engine. Subito dopo l’evento abbiamo avuto modo di assistere alla stessa demo vista durante lo show, ma commentata dagli sviluppatori e dal director dello studio, Chris Lee.

Sicuramente un buon modo per capire effettivamente le ambizioni del nuovo Halo e di quello che sarà in grado di regalare ai fan e anche a coloro che si approcceranno per la prima volta a questa saga, che ricordiamo, uscirà per Xbox One, Xbox Series X e PC durante l’inverno di quest’anno.

L’Halo più ambizioso di sempre

La demo che avete e abbiamo visto fa parte della prima parte del gioco; il momento dove Master Chief atterra sull’anello e scopre che gli Esiliati – conosciuti su Halo Wars 2 e capitanati da Atriox, non presente all’interno della demo – hanno completamente annientato le difese UNSC dell’installazione 07. Non ci sono riferimenti a Cortana né tantomeno ai Prometeici, e gli sviluppatori non si sono voluti sbottonare più di troppo lato narrativo, facendoci intendere che il titolo avrà molto da dire ma che ora è troppo presto per parlarne. Ciò che sappiamo è che Brohammer, il marine visto anche in Discover Hope, sarà un personaggio importantissimo all’interno della storia, tanté che 343 lo ha definitivo come il personaggio più “umano” mai creato all’interno dell’universo.

Il punto forte rimane il gameplay, sempre solido e senza mai incertezze, grazie anche all’ottimo connubio tra vecchio e nuovo che lo studio è riuscito finalmente ad ottenere. Da Halo 5 tornano infatti l’arrampicata e lo sprint, mentre i razzi Truster sono stati sostituiti da una semplice capriola. Rimossa la possibilità di mirare con ogni arma, mentre la barra della vita torna ufficialmente. Interessante è il ritorno degli equipaggiamenti, questi ultimi ripresi da Halo 3 che saranno però più integrati all’interno del gameplay stesso. Tra i tanti che saranno presenti abbiamo visto un muro che blocca i colpi e una granata che stordisce i nemici. Molto promettente è il rampino, non certo un oggetto originale, ma capace di rendere il modello di gioco di Halo Infinite ancora più fluido e frenetico rispetto a prima. Con lo stesso possiamo attirare oggetti a noi e lanciarli, attirarci verso un nemico oppure raggiungere zone inaccessibili favorendo la verticalità della mappa.

Ciò che sappiamo è però che il mondo di gioco è sostanzialmente open map, di conseguenza potremo esplorare liberamente la mappa e tornare volutamente indietro per scoprire eventuali segreti o attività secondarie – non meglio precisate, ma che molto probabilmente influiranno sugli “upgrade” presenti nel menu. 343 ha però voluto rassicurare: la narrazione sarà ancora lineare e il racconto non sarà dispersivo, avrà un inizio, un intermezzo e una conclusione. Halo Infinite è però ben oltre un semplice nuovo capitolo, è infatti una vera e propria piattaforma che nei prossimi 10 anni verrà aggiornata con nuove storie, miglioramenti e aggiornamenti. Tutto questo non fa altro che sottolineare l’idea del “Game as a Service” e avere senso all’interno di un abbonamento come Xbox Game Pass.

Ciò che ovviamente ha colpito tutti in negativo è l’impatto visivo, non solo per delle aspettative decisamente alte, ma anche per una serie di problematiche piuttosto visibili: pop-up di rocce ed erba, qualche calo di framerate e texture piuttosto rivedibili, per non parlare di animazioni facciali non certamente elogiabili. Da questo punto di vista è stato ribadito che la versione giocata era una build piuttosto vecchia e che il titolo sarà perfezionato per il lancio e che girerà in 4K a 60 FPS su Xbox Series X. Possiamo dire che la natura cross gen non ha certamente aiutato nello sviluppo, soprattutto perché il titolo punta ai 60 FPS anche sulla vecchia generazione. Sfortunatamente il ray tracing non ci sarà al day one, ma arriverà dopo il lancio attraverso un aggiornamento gratuito. Probabile che la pandemia abbia rallentato non di poco il lavoro. Tra le tante cose però è sicuramente impressionante vedere un open world con quella fluidità d’azione e anche il sistema di illuminazione e gli effetti particellari ci hanno sorpreso in positivo. Un occhio di riguardo va anche all’art style, definito asettico da molti, è in realtà perfettamente coerente con lo stile di Halo che da sempre ha accompagnato la serie, in particolar modo i primi storici capitoli.

L’intelligenza artificiale, ancora una volta, si dimostra attenta e intelligente e capace persino di lanciarci Grunt esplosivi da considerevoli distanze. A proposito di nemici e intelligenza artificiale, ora tutti quelli che vengono colpiti reagiscono al colpo a seconda da dove spariamo, anche in questo caso non parliamo di una novità assoluta, ma qualcosa di mai visto all’interno della saga.

Infine è giusto parlare della colonna sonora e del sound design, entrambi decisamente al livello di una serie importante come quella di Halo, mischiando tracce nostalgiche a pezzi musicali nuovi ma old style. Tra le tante cose da dire, è giusto sottolineare che dietro la nuova soundtrack di Halo Infinite c’è anche uno dei migliori compositori del momento, Gareth Coker, che ha già diretto la colonna sonora dei due Ori.

Le nostre impressioni

Halo Infinite prova realmente a divenire il gioco più ambizioso della serie, portando innovazione con una serie di novità decisamente interessanti e capaci di incuriosire anche i meno appassionati. Tuttavia, non neghiamo che ci si aspettava molto di più da questo motore grafico, soprattutto se consideriamo che questo sarà un titolo di lancio di Xbox Series X e anche colui che dovrebbe rappresentare la potenza della console. Halo Infinite mantiene però intatte le qualità di gameplay, puntando su una narrazione in grande spolvero e un comparto sonoro in grado, ancora una volta, di emozionare e travolgere. Il nostro giudizio sul nuovo titolo della saga con protagonista Master Chief è quindi rimandato ad una eventuale prova con mano, sperando che dal vivo riesca a regalarci più certezze e meno dubbi.