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I migliori giochi horror | Giugno 2020

Il genere horror, negli ultimi anni ha attraversato un momento di forte crisi. In particolar modo ci riferiamo ai tripla A, poiché è innegabile che la scena indie sia invece stata inondata di produzioni, dal boom di Outlast a giochi quali Friday the 13th: The Game. In questi ultimi anni, tuttavia, le cose sono un po’ cambiate, complice il ritorno in grande stile di Capcom e del maestro Shinji Mikami.

In questo articolo andremo a selezionare i migliori cinque esponenti del genere, esaminando gli ultimi sei anni di uscite, praticamente tutta la corrente generazione. Cominciamo subito.

I migliori giochi horror

Resident Evil 2 Remake

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Avete la vaga idea di cosa significhi diventare un classico per ben due volte? Nel lontano 1998, l’avventura di Leon e Claire terrorizzò e stupì ogni singolo possessore di PlayStation. Dopo l’ottimo primo capitolo ambientato a Villa Spencer, la saga si spostò prima nelle caotiche strade di Raccoon City e poi all’interno di quello che ad oggi è uno dei luoghi più iconici e presenti nella memoria collettiva dei giocatori: la stazione di polizia. Capite bene che, dopo il successo riscosso da questo titolo, l’annuncio del remake non poteva passare inosservato. Tutti lo aspettavamo con grandissima impazienza e, quando finalmente venne rilasciato, seguirono numerosi consensi positivi tra i quali anche il nostro, che chiaramente vi invitiamo a leggere. 

Ebbene sì, dopo un Resident Evil 7 coraggioso e capace di riportare in auge il brand, ci pensò proprio Resident Evil 2 a riprendersi lo scettro, ormai da troppo tempo assente. Questa preziosa operazione di restauro non solo è capace di strizzare con intelligenza l’occhiolino ai fan, per i nuovi giocatori si pone come un’avventura del tutta nuova e soddisfacente, un mix perfetto di horror vecchio stile e meccaniche di gameplay appartenenti ai giorni nostri, nonostante la presenza di movenze un po’ impacciate le quali aumentano il disagio e l’insicurezza. 

Se non vi è mai capitato di giocarlo, né l’originale e né il remake, ve li consigliamo entrambi, poiché l’uno non esclude l’altro; nonostante l’arrivo del remake, è sempre buona cosa non dimenticarsi del lavoro originale. Anzi, vi diremo di più: dipendesse da noi, inseriremmo in ogni operazione di questo tipo il lavoro originale, affinché tutti possano recuperarlo e magari apprezzarne ancora di più il lavoro compiuto. Oggi, tra l’altro, il remake si trova veramente a poco, quindi vi consigliamo seriamente di provarlo.

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The Evil Within

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Questa generazione di console non ha visto solamente il ritorno in grande stile di Capcom. Anche Shinji Mikami, Papà della saga di Resident Evil, è tornato – sotto l’ala di Bethesda – con una nuova IP: The Evil Within. 

Da un punto di vista strettamente narrativo, l’avventura di Sebastian Castellanos, protagonista del gioco, ha una marcia in più rispetto a molti altri esponenti del genere: folle, malato e viscerale, il racconto di The Evil Within è estremamente peculiare e coraggioso, confonde l’utente dall’inizio alla fine, lo sorprende con delle ottime rivelazioni e lo terrorizza in molte occasioni. Inoltre, l’idea di affrontare tematiche delicate come la malattia, la cura e la schizofrenia, rende il racconto ancor più maturo e travolgente, specie se tutto questo lo viviamo attraverso gli occhi di un poliziotto in lutto e attaccato alla bottiglia. È infatti proprio questa la vera forza del gioco di Mikami: a differenza di altri titoli appartenenti allo stesso genere, non ci sono eroi o superstar, solamente uomini e sensazioni umane, così da facilitare il rapporto fra il giocatore e il protagonista. Fortunatamente, poi, a supporto vi è anche un gameplay sì, a tratti poco rifinito e grezzo, facendo affidamento un po’ troppo sul trial and error, ma capace anche di appagare. 

È vero, il sequel The Evil Within 2 in certi aspetti è un prodotto sensibilmente migliore del suo predecessore, anche perché fu capace di scacciare completamente via il citazionismo in favore di una produzione più caratteristica e capace di distinguersi, sebbene non manchino i rimandi ad altri titoli. Si è perso però tutto quell’alone di mistero, le tematiche coraggiose e la presenza di un racconto folle e indimenticabile, per cui ci sentiamo di consigliarvi il primo capitolo. Una volta finito, del resto, potreste considerare l’acquisto del secondo.

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Remothered

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Sicuramente meno blasonata della serie di Resident Evil o dei nuovi intriganti progetti di Shinji MikamiRemothered, l’avventura creata da Chris Darril e compagni, non poteva non essere inclusa in questo articolo.

Questo progetto nato con l’intento di omaggiare i grandi classici del passato (un po’ come l’ultima fatica di Invader StudiosDaymare: 1998), incarna l’essenza dell’horror anni 90’, ma ci costruisce attorno un racconto forte e ben strutturato, davvero capace di intrigare fino alla fine. Inoltre, ed è forse questo l’elemento che ce lo ha fatto apprezzare così tanto, scaccia con violenza ogni stereotipo tipico del genere, dal super poliziotto alla donna ben dotata. In Remothered controlliamo una signora comune e, più che strizzare l’occhio a videogiochi ben più blasonati, preferisce ispirarsi alla cinematografia, quindi a progetti come Non aprite quella porta, L’alba dei morti viventi e Saw – L’enigmista. 

Il panorama videoludico italiano ha bisogno di progetti come questo, per cui fatevi un favore e provatelo. 

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Alien Isolation

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Donare ad Alien una trasposizione videoludica di tutto rispetto, non era facile. The Creative Assembly, le mente dietro lo sviluppo di Alien: Isolation, è riuscita a confezionare un prodotto solido dall’inizio alla fine, pieno di trovate entusiasmanti e di straordinari momenti di puro terrore. Uno degli aspetti più riusciti del progetto è infatti l’intelligenza artificiale dell’alieno, sempre imprevedibile e incapace di regalare momenti di tranquillità. Insomma, sarete sempre col fiato sul collo, pronti a saltare dalla sedia. 

Davvero apprezzabile, poi, l’intero setting di gioco, menzione d’onore per le sequenze d’intermezzo e per lo straordinario sistema di illuminazione, efficace anche nella recente versione Nintendo Switch. Completano il pacchetto meccaniche old school e salvataggi limitati; un’esperienza survival meravigliosa.

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Outlast

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Chiudiamo la nostra carrellata con un altro titolo appartenente alla scena indie, del resto l’horror si è prepotentemente spostato da quelle parti. 

Sviluppato e pubblicato da Red Barrels, compagnia composta da persone in passato coinvolte nello sviluppo di titoli come Prince of PersiaAssassin’s Creed, Splinter CellUnchartedOutlast venne apprezzato molto e si conquistò nel giro di poco tempo una fan base calorosa. Andò leggermente peggio il suo sequel, ma nonostante ciò riuscì comunque ad imporsi.

Sicuramente non vanta la cura di altri esponenti del genere, ma rimane un’esperienza consigliata a tutti gli appassionati.

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