Editoriale

Il primo passo falso di Xbox?

Parto da una considerazione generale: non è facile creare e attuare strategie di comunicazione in questo momento. Il periodo storico è estremamente drammatico e in continua evoluzione, ed è normale che i grandi publisher dei videogiochi stiano in qualche modo temporeggiando, aggiustando in corso d’opera, valutando diverse opzioni. Immaginate, volendo essere il più semplici possibili, tutte le problematiche che possono creare le piattaforme di streaming che non riescono a trasmettere alla qualità massima possibile i vari trailer e footage dei giochi, compromettendo in un certo qual modo la percezione del pubblico relativamente al prodotto. Aggiungiamoci poi il dover stravolgere i piani iniziali per dargli una nuova forma solamente digitale e abbiamo il quadro generale completo. Comunicare la next-gen, in questo scenario, è complicato.

È meno complicato se si deve parlare di hardware, servizi, periferiche; è molto complesso se i protagonisti devono essere i giochi. Sarà per questo che le mie aspettative per questo primo Inside Xbox erano moderate: Microsoft aveva apertamente parlato di “primi gameplay su Series X di giochi di terze parti”, ma aveva al contempo invitato la community alla calma. Le bombe, gli annunci spacca mascella e il relativo effetto wow sarebbero arrivati fra giugno e luglio. A conti fatti, la vera star di questa serata doveva essere Assassin’s Creed Valhalla e le prime immagini di gioco, contornate magari da qualche annuncio minore.

Una volta terminata la trasmissione, questo è esattamente quello che è successo. Aver messo le mani avanti, però, non basta a giustificare uno show che comunque ha lasciato un po’ l’amaro in bocca, soprattutto in virtù delle aspettative e anche perché, diciamocelo, il trailer di The Last of Us 2 pubblicato ieri sembrava voler dire che Sony avesse in qualche modo timore della parentesi di oggi di Xbox, nonostante PlayStation 5 continui ad essere silente, quasi come se aspettasse il momento giusto per affondare i denti nelle carni della preda.

A fronte di tutto questo è giusto comunque muovere delle critiche ad Xbox, perché al netto di una campagna di comunicazione precisa, puntuale ed efficace, i circa 45 minuti di oggi pomeriggio sono stati un mezzo passo falso. Ragionando a posteriori, queste considerazioni potrebbe perdere significato ma non è importante: la community ragiona sul concetto di “presente” e sembra non essere disposta ad aspettare troppo tempo – e questa d’altronde, è un’altra problematica. Concedetemi quindi qualche minuto del vostro tempo per riordinare i pensieri.

Strategia o passo falso?

Il tema centrale, secondo me, è il seguente: se per “gameplay” intendiamo immagini catturate in gioco e montate come se fossero un trailer, allora quello che abbiamo visto oggi è passabile. Al contrario, se per “gameplay” intendiamo il gioco in movimento, senza editing o aggiustamenti di nessun tipo, allora i video di oggi sono stati una mezza delusione. Io, personalmente, la vedo come nell’ultimo caso: se mi parli di gameplay mi aspetto di vedere una demo, anche di tre minuti, dove posso apprezzare una porzione di gioco. Un trailer “in engine” non è uno specchietto valido della qualità della produzione, è piuttosto un modo per temporeggiare. Questo, dal mio punto di vista, è stata la grande delusione dell’Inside Xbox odierno. Si è volutamente giocato nella zona grigia della definizione di “gameplay”, proponendo filmati molto accattivanti ma che lasciano, di fatto, un po’ il tempo che trovano. Il caso più emblematico è Assassin’s Creed Valhalla: un teaser ingiustificabile, a fronte di quanto è stato detto in precedenza e di come il pubblico ha accolto con entusiasmo il gioco. Forse, parlando sempre a posteriori, era meglio non mostrare nulla e rimandare ad un appuntamento più longevo, magari organizzato da Ubisoft stessa e magari già nei piani dell’azienda a prescindere da oggi.

Attorno al nuovo capitolo di Assassin’s Creed si sono mosse poi una serie di produzioni minori, presentate in pompa magna ma la cui qualità è ancora tutta da verificare. Molto interessante The Medium, disturbante e misterioso – anche se derivativo – Scorn; il nuovo capitolo di Yakuza ha sicuramente catturato l’attenzione con merito, ma era un gioco di cui già si conosce moltissimo – in oriente è già uscito a gennaio 2020.

In tutto questo, nessun accenno alle prestazioni (FPS? Risoluzione?), dubbi chiariti poi da Tweet pubblicati fuori dal contesto ufficiale e che quindi non saranno arrivati a molti utenti. Insomma, aspettarsi grandi cose era forse poco saggio, ma sicuramente avrei preferito un approccio meno “blando”. Ecco, l’Inside Xbox di oggi è stato sotto tono, senza un momento di grande esaltazione e senza una singola notizia che possa fare davvero clamore. Anzi, paradossalmente nei prossimi giorni si parlerà di più del “gameplay trailer” di Valhalla, e non con toni positivi.

Ho ovviamente il dubbio che questa sia una strategia, che peraltro Phil Spencer ha già esternato in modo chiaro: un appuntamento al mese, fino alla release. Non abbiamo fretta, quindi. Dopo aver giocato d’anticipo, ora ho la sensazione che Xbox sia più attendista, aspettando la risposta della concorrenza e segnando comunque delle milestone nel proprio calendario. Giugno, dove andrà in scena il vero reveal della console e poi luglio, momento nel quale verrà alzato il sipario sulle esclusive di peso.

La mia critica, dunque, è situazionale e alla fine si trasforma più in un flusso di coscienza che in un tirata d’orecchie. Anche prendendo atto delle varianti e delle possibili motivazioni, la sensazione che oggi Xbox abbia un po’ sottovalutato la portata di quest’evento comunque rimane. Ecco un dato che può aiutarci in questa riflessione: nella diretta su YouTube, gli spettatori sono arrivati a 300.000 nei primi 15 minuti, per poi arrivare a dimezzarsi prima della fine del video. Volendo quindi allontanarci dal parere critico, tastare il polso della community può farci capire ulteriormente quale sarà il feedback delle prossime ore.

Colpa delle aspettative? Colpa della situazione del mercato? Colpa di una strategia che ora diventa attendista e più votata alla maratona piuttosto che a bruciare il traguardo? Può essere, ma resta il fatto che giugno e luglio ora diventeranno fondamentali per Xbox. Dopo l’ottima partenza, questa “battuta d’arresto” mette Phil Spencer e soci nella condizione di dare l’ultimo affondo per convincere una platea che aspetta con grande impazienza i pezzi da novanta. Questa fase interlocutoria, paradossalmente, può diventare il vero trampolino di lancio per Xbox Series X.