PlayStation

PS5, Sony ha scelto un sistema di raffreddamento «insolitamente costoso»

In vista dell’uscita di PS5 si continua a parlare dei costi di produzione. I possessori dei primi modelli di PlayStation 3 (le versioni “fat” per intenderci) ricorderanno il famigerato YLOD (Yellow Light of Death), ovvero la spia luminosa che segnalava un problema all’hardware che in molti casi poteva essere legato al surriscaldamento. Nella generazione attuale, invece, è difficile ignorare il rumore delle ventole della PlayStation 4 quando il calore è eccessivo. La dissipazione è sempre stato uno degli aspetti più delicati nel design delle console e con i processori più potenti che accompagneranno la next-gen, a quanto pare, Sony non vuole correre possibili rischi.

Secondo la ricostruzione giornalistica fatta da Bloomberg in questi giorni sui costi di produzione di PS5, sotto la voce “sistema di raffreddamento” la voce riguardante i costi per singole unità sarebbe più alta del solito. Secondo l’autore dell’articolo, il giornalista Takashi Mochizuki, «solitamente le case produttrici preferiscono spendere meno di un dollaro per questa componente ma Sony ha deciso di spendere di più per evitare che la dissipazione del calore generato da processore e GPU non si trasformi in un problema». Il sistema di raffreddamento della console è stato uno degli aspetti che ha sollevato maggiormente la curiosità dopo l’apparizione delle foto del kit di sviluppo con l’insolito design a V, anche se l’aspetto definitivo sarà molto diverso.

PlayStation 5 - Rumor

Al momento, secondo le notizie riportate da Bloomberg, il costo di ogni singola unità di PS5 si aggira intorno ai $450 dollari. Questo significa che Sony potrebbe venderla come minimo a $470, anche se, come hanno ricordato alcuni analisti di mercato, al di là dei singoli costi di produzione, bisogna calcolare sulla singola console anche i costi in termini di logistica, marketing e comunicazione. Questo significa che il costo di produzione per singola unità potrebbe anche essere più alto.

Vale sempre l’ipotesi, comunque, che Sony possa optare per un prezzo finale più conveniente per il consumatore anche se per significherebbe fondamentalmente vendere la console in perdita. D’altronde non sarebbe neanche la prima volta che accade qualcosa del genere, dato che negli ultimi anni era avvenuto con PlayStation 4 quando Sony iniziò ad avere profitti dalle singole unità vendute solo dopo molto tempo. La decisione della casa giapponese potrebbe inoltre permetterle, con un prezzo simile, di penetrare più velocemente sul mercato e guadagnare velocemente una consistente base installata e ottenere profitti sopratutto dai servizi come il PSN.

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