È iniziato tutto con un annuncio che molti attendevano: a gennaio 2025, Valve ha ufficializzato l'arrivo di SteamOS su tutte le console di gioco portatili, non più solo sulla sua Steam Deck (console acquistabile su Amazon). Quel momento è finalmente arrivato, ma sapete una cosa? Non importa. Perché, per quanto mi riguarda, le console portatili – e forse tutte le console – fanno schifo.
So già cosa state pensando. È un'affermazione forte, decisamente impopolare. Dopo aver speso centinaia di euro per il vostro gioiellino tecnologico, l'istinto è quello di difenderlo a spada tratta. L'ho fatto anch'io. Quei soldi li ho spesi, e più di una volta. Ma proprio per questo mi sento libero di ammettere la mia delusione. Seguitemi, perché c'è una soluzione, una vecchia soluzione che può elevare drasticamente la qualità del gaming su questi dispositivi (qui trovate una serie di consigli sull'acquisto delle console portatili).
Windows vs SteamOS
Ho provato diverse console portatili. Nonostante il suo hardware ormai datato e uno schermo nemmeno Full HD, la Steam Deck è sempre rimasta la mia preferita per un'unica, fondamentale ragione: SteamOS. Quel software dava un senso all'hardware, al form factor, al prodotto stesso.
Tutte le altre concorrenti, dalla Legion Go (qui trovate la recensione) alla ROG Ally (acquistabile su Amazon), sono nate con Windows. E smettiamola di dire che va bene lo stesso grazie alle interfacce personalizzate dai produttori. Fanno tutte pena. Utilizzare Windows su schermi così piccoli, con le sue logiche pensate per mouse e tastiera, è un insulto al concetto stesso di ergonomia. Anche le ultime arrivate, come la "versione Xbox", non sfuggono a questa regola. Se non siete d'accordo, forse siete un po' masochisti.
Con l'arrivo di SteamOS su altri dispositivi, la mia classifica personale è stata stravolta. La Steam Deck è scesa al secondo posto, superata da una console che prima odiavo: la Lenovo Legion Go. Con Windows era un incubo, ma con l'interfaccia pulita e funzionale di SteamOS è diventata la mia preferita.
I motivi sono semplici e interconnessi. Innanzitutto, vanta uno schermo eccezionale, tra i più grandi della categoria e con una risoluzione superiore al Full HD. Ma la sua vera caratteristica vincente, quella che la eleva sopra le altre, sono i joy-con staccabili. Questa funzionalità, ispirata alla Switch, permette di appoggiare la console su un tavolo e giocare in totale comodità con i controller separati, eliminando la fatica e il peso che si avvertono inevitabilmente dopo più di mezz'ora di gioco.
Per il resto, i difetti sono gli stessi che affliggono la quasi totalità del mercato. E no, in questa analisi non includo Nintendo Switch, che considero una categoria a parte, focalizzata su un ecosistema diverso.
I problemi irrisolti e il Cloud Gaming
Anche con il problema del software risolto da SteamOS, rimangono due ostacoli enormi che nessuna console portatile attuale riesce a superare.
1. La potenza hardware: non importa quanto sia aggiornato il SoC, che sia l'ultimo chip di AMD o Intel. Le prestazioni pure di questi processori, inseriti in un telaio compatto, sono semplicemente insufficienti. Per giocare a un titolo AAA moderno, sarete costretti ad accettare pesanti compromessi: bassa risoluzione, impostazioni grafiche al minimo, nessun effetto di illuminazione avanzato, niente filtri. Il passaggio da un PC da gaming a una di queste console è demoralizzante.
2. La batteria: è il tallone d'Achille di ogni modello. Volete giocare a un titolo tripla A? Preparatevi a vedere la console spegnersi dopo un'ora, forse un'ora e mezza. Per prolungare l'agonia, dovrete abbassare ulteriormente la qualità grafica, fino a ottenere un'esperienza visiva che ricorda un gioco di vent'anni fa.
Queste console non sono veramente "portatili" nel senso puro del termine, come lo erano le console del passato o come lo è la Switch. Sono "trasportabili": perfette per giocare sul divano, in bagno o nella casa delle vacanze, ma troppo ingombranti, pesanti e con un'autonomia troppo limitata per un vero utilizzo in movimento, come in treno o in aereo.
Ero entusiasta di usare la mia Legion Go con SteamOS per continuare la mia partita a Death Stranding lontano dalla scrivania del PC. Il risultato? Un disastro. Per farlo girare, ho dovuto impostare la risoluzione a 720p e dettagli bassi, ottenendo un'immagine sgranata, scattosa e priva di fluidità.
Proprio in quel momento, ho deciso di provare GeForce Now, il servizio di cloud gaming di NVIDIA. Ho installato l'applicazione e confrontato l'esperienza.
Il confronto è stato impietoso: Death Stranding è passato da un 720p a 30 fps incerti in locale a una risoluzione Full HD (e oltre) a 60 fps stabili dal cloud, con una giocabilità enormemente superiore. Cyberpunk 2077, ingiocabile in locale, è diventato un'esperienza fluida e appagante. Persino Doom Eternal, impossibile da godere in Full HD nativo a causa del ritardo dei comandi, è tornato a essere il gioco frenetico e reattivo che dovrebbe essere.
La formula vincente: SteamOS + Cloud Gaming
Il cloud gaming, quindi, non si limita a migliorare la qualità grafica, ma offre una soluzione sistemica a tutti i difetti intrinseci di questi dispositivi. La sinergia è perfetta: il primo problema, quello di un software inadatto come Windows, viene risolto dall'interfaccia pulita di SteamOS. I due ostacoli più grandi, la potenza hardware insufficiente e l'autonomia disastrosa, vengono invece annientati dal cloud gaming. Sfruttando la potenza di calcolo di server remoti, il problema delle prestazioni svanisce del tutto. Al contempo, la batteria ringrazia: eseguire un semplice streaming video consuma una frazione dell'energia richiesta per renderizzare un gioco in locale, portando l'autonomia dalle misere 1-2 ore a un rispettabilissimo traguardo di 5-8 ore.
Certo, questa soluzione ha un costo. Richiede una connessione internet decente (ma basta una comune FTTC o un hotspot 4G/5G) e un abbonamento mensile da circa 10-20 euro. Ma questo è il prezzo da pagare per trasformare un'esperienza di gioco piena di compromessi in una veramente appagante.
Per chi vuole giocare solo a titoli indie leggeri o dedicarsi al retrogaming, l'esecuzione in locale va benissimo. Ma per tutti gli altri, per chi come me vuole passare dal PC alla console senza subire un crollo qualitativo traumatico, il cloud gaming oggi è l'unica vera soluzione.
Il nostro sogno di un gaming a 1080p e 60 fps con un'ottima autonomia su un dispositivo portatile è raggiungibile, ma non grazie all'hardware locale. La risposta, oggi, è nella nuvola.