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Valkyrie Elysium, la svolta apocrifa della saga delle valchirie | Recensione

Valkyrie Elysium tenta un'operazione di revival di Valkyrie Profile lasciandosi dietro il genere JRPG per l’action, ma anche buona parte del fascino originale.

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a cura di Marco Patrizi

Editor

Sono anni che aspettavo che Square Enix desse una continuazione alla serie di Valkyrie Profile, che completasse l’ipotizzabile trittico di titoli principali dedicando un nuovo capitolo alla valchiria Hrist; e come me sicuramente tanti altri fan di quella peculiare e incantevole epopea iniziata con il primo Valkyrie Profile uscito nel 1999 (che peraltro ho voluto omaggiare con un articolo dedicato in occasione dell’anniversario della sua uscita). Più passava il tempo, però, e più ero conscio che un terzo capitolo diretto sarebbe stato improbabile. E infatti così è stato.

Square Enix ha evidentemente pensato che l’unico modo di dare una nuova chance al franchise fosse un punto e a capo, qualcosa che attecchisse anche a chi non ha giocato ai capitoli precedenti, che incrementasse la fanbase con nuovi giocatori. Da fan non ho potuto che storcere il naso alla presentazione di Valkyrie Elysium, perché ovviamente avrei preferito una continuazione più diretta ai capitoli precedenti, ma da un punto di vista analitico non riesco a biasimare troppo il publisher, dato che già Valkyrie Profile: Silmeria a suo tempo ottenne vendite tutt’altro che esaltanti, soprattutto in occidente, e dopo soli 6 anni dal primo capitolo, figuriamoci ora che ne sono passati molti di pià (se escludiamo Valkyrie Anatomia per mobile; e lo escludiamo).

Affidato al team di sviluppo Soleil (mentre tri-Ace è evidentemente troppo impegnata a scongiurare un altro flop con Star Ocean: The Divine Force), Valkyrie Elysium è dunque una sorta di revival della serie che abbandona il genere JRPG per l’action; parte dalla stessa ambientazione, pochissimi personaggi già noti e più o meno le stesse tematiche narrative per intraprendere una storia “nuova” (virgolette dovute).

Benché come progetto potrebbe non essere concettualmente sbagliato o ludicamente mediocre (anzi), è un titolo che non ci ha convinto pienamente per diversi motivi.

I (soliti) piani divini

Il mondo è in una crisi apparentemente irreversibile. Il Ragnarok è alle porte e la battaglia tra gli dei infuria. Il signore degli Aesir Odino e il lupo Fenrir si affrontano senza tregua, rimanendo entrambi feriti nello scontro. Incapace di proseguire la lotta, Odino si rifugia nel suo palazzo di Asgard e crea una nuova valchiria, affidandole il compito di purificare le anime di Midgard in modo da scongiurare la rovina del regno e allo stesso tempo ripristinare la propria forza vitale divina.

O almeno questo è quello che viene raccontato alla valchiria all'inizio del gioco. Proseguendo nell'avventura affioreranno dettagli che complicheranno le cose, in particolare dal momento in cui la protagonista incrocerà il suo cammino con Hilde, una valchiria ribelle che la metterà in guardia dalle parole di Odino.

Purtroppo la trama di Valkyrie Elysium risulta particolarmente insoddisfacente già a cominciare dalla protagonista principale, che ricalca il trito ruolo della paladina fedele alla sua virtuosa missione che si riscopre manipolata e decide di ribellarsi. Caratterialmente non vanta neanche la metà del carisma di Lenneth, e non essere stata degnata neanche di un nome proprio non aiuta a darle un impatto significativo. I compagni Einherjar che accoglierà nel suo viaggio hanno una discreta caratterizzazione, ma non di più; in generale il gioco non dà abbastanza spazio a nessuno per un approfondimento che permetta al giocatore di affezionarsi realmente.

Al di là di una serie di concetti e dinamiche molto abbozzate, la storia riserva qualche colpo di scena, ma niente che risulti davvero sconvolgente o imprevedibile già nelle prime fasi di gioco. Paradossalmente coloro che non conoscono la serie principale potranno godersi meglio i risvolti della vicenda, mentre invece i fan di lunga data, che hanno già dimestichezza con quel mondo e i suoi protagonisti, vedranno svolgersi la trama davanti ai loro occhi senza praticamente alcuna sorpresa.

Se non altro ho apprezzato la presenza dei caratteristici finali multipli sbloccabili a seconda di determinate scelte di gioco, che tra l’altro sono stati organizzati in modo da non dover per forza ricorrere a New Game+ per essere visti.

Fascino decadente

Se c’è qualcosa di apprezzabile per i fan di Valkyrie Profile è la ricostruzione del suo mondo, con tutto il suo clima carico di grigia desolazione e sconforto, tratteggiato dalle caratteristiche tonalità di colori sbiaditi che delineano rovine abbandonate, borghi rurali e magnifici palazzi saturi di inesorabile decadenza.

A enfatizzare quest’atmosfera contribuisce l'evocativa colonna sonora a opera di Motoi Sakuraba, capace di passare da melodie solenni e drammatiche a epici temi di combattimento. La scelta degli strumenti si ricollega direttamente alle composizioni degli episodi passati, e in alcune occasioni anche qualche timida sequenza di note familiari, senza mai scendere in un remix vero e proprio dei brani classici. Nonostante l’alta qualità della composizione, i brani fanno fatica a risultare davvero memorabili, principalmente perché accompagnano una storia che di memorabile ha ben poco.

Certo il background narrativo di una Midgard sull’orlo del collasso è una buona scusa per mostrarci un mondo essenzialmente vuoto, popolato unicamente da mostri e spiriti vari. Più che l’assenza di NPC, pesa il fatto che la lore sia affidata a messaggi che possiamo leggere da specifici fiori spirituali da raccogliere lungo il cammino, che in verità non hanno molto di interessante da raccontare.

In questo senso sono leggermente più interessanti i particolari rivelati nelle missioni secondarie, alcune delle quali coinvolgono i nostri compagni Einherjar, ma che onestamente non ho mai trovato particolarmente appassionanti.

Peccato che la buona direzione artistica dimostrata nella rappresentazione del mondo di Valkyrie Elysium non sia sorretta da un comparto tecnico altrettanto ispirato. I modelli poligonali e le ambientazioni mostrano delle texture buone, ma non impressionanti; e onestamente non ho davvero compreso la discutibile scelta di usare il cel-shading per i personaggi, dato che il character design della serie non ha mai puntato a uno stile particolarmente manga.

In generale la natura cross-gen di Valkyrie Elysium si fa sentire fin troppo, anzi per diversi aspetti mi ha ricordato una remaster di un titolo PS3. A smontare il mio entusiasmo è stato in particolare un design appesantito da tutta una serie di limiti anacronistici: interazione con gli ambienti al minimo sindacale, bug, collisioni e hitbox posticce, abbondanti muri invisibili…

Inizialmente avevo riposto qualche speranza sulle possibilità di esplorazione quando nella prima area del gioco sono arrivato a una piccola città dove è possibile passare da un tetto all'altro, anche grazie al “rampino” energetico della valchiria, e scovare oggetti e aree nascoste. Speranze che però sono si sono dissipate proseguendo nel gioco, notando che la verticalità e la libertà di esplorazione si riducono drasticamente in percorsi lineari da cui deviare solo brevemente per scoprire casse e fiori nascosti, che per la maggior parte dei casi (grande sorpresa!) si trovano in piccoli sentieri ai bordi delle aree principali.

Capisco che il titolo sia fondato su una spiccata impronta action, ma un’attenzione maggiore all'esplorazione avrebbe dato più varietà al gioco, oltre ad essere più in linea con i precedenti Valkyrie Profile dove il platforming era una componente fondamentale dell’esperienza.

Nibelung Valesti

La “cornice” Valkyrie Elysium non mi ha convinto su diversi aspetti, ma devo ammettere che, superando l’iniziale sensazione di banalità, mi sono ritrovato tra le mani un gameplay che migliora sempre più con il proseguire del gioco. Inizialmente infatti sembra di essere di fronte a un comunissimo hack and slash senza infamia e senza lode, poi le situazioni di gioco aumentano spingendoci a utilizzare tutte le numerose possibilità e abilità della valchiria e ci si diverte sempre più.

Il ritmo dei combattimenti è supportato dalla Soul Lance, ovvero un sistema di aggancio istantaneo molto simile al teletrasporto di Noctis di Final Fantasy XV: si punta un nemico o un punto di interesse adatto e ci si trasporta a grande velocità in quella direzione. Assolutamente sotto-sfruttato nell'esplorazione, è molto utile invece a imporre il ritmo nei combattimenti per passare da un nemico a un altro in rapida sequenza e cogliere le aperture nei pattern dei boss.

È possibile avere la meglio sulle orde di nemici che ci si parano davanti grazie al tempismo di schivate e parry, che ci ricompenseranno con micidiali possibilità di contrattacco. Senza trascurare l’importanza delle magie che possono mandare in Elemental Crush gli avversari e renderli carne da macello per la nostra spada. Arma che tra l’altro è possibile sostituire con vari altri tipi (lance, aste magiche, doppie lame…) che potremo scovare nel corso dell’avventura o delle subquest.

La feature più interessante è però senza dubbio il coinvolgimento degli Einherjar, spiriti di guerrieri che arruoleremo nel corso dell’avventura e che possono sia intervenire in modo situazionale sbloccando determinate abilità passive (ad esempio: se si viene atterrati o completando una combo aerea), sia evocandoli tramite una semplice combinazione di tasti. In quel caso rimarranno sul campo controllati dall’AI del gioco per un tempo limitato partecipando all'azione, attirando l’attenzione dei nemici e dotando la nostra arma dell’elemento a cui sono associati, in modo da sfruttare tatticamente le debolezze nemiche.

Tutti questi elementi sorreggono un combat system virtuoso, fluido e ricco di potenzialità di approccio. Magari non sarà un trionfo di originalità, la telecamerà riceverà parecchie vostre maledizioni e ci saranno diversi momenti in cui lo schermo sarà davvero troppo pieno di effetti speciali (facendo scivolare il frame rate sotto i 60 fps), ma nel complesso è comunque efficace.

Mi è dispiaciuto, però, non vederlo sfruttato al meglio con una buona varietà di situazioni. Nell'arco dell’avventura mi sono imbattuto in nemici sempre più tosti e numerosi, ma molto raramente in avversari dalle caratteristiche particolari che mi obbligassero a ricalibrare il mio approccio di attacco. In questo senso la ripetitività purtroppo è sempre dietro l’angolo. Se siete dei giocatori navigati che godono di un’esperienza che li metta alla prova, accettate un consiglio e partite direttamente dalla modalità difficile.

In generale Valkyrie Elysium funziona abbastanza bene nel flow dei combattimenti, ma è parecchio carente in tutto il resto, a cominciare dall'esplorazione dei dungeon caratterizzati dalla già accennata linearità. Gli Einherjar possono essere evocati anche per sbloccare dei passaggi, ma non c’è nessuna complessità né soddisfazione in questa meccanica e, nonostante quello che il gioco ci dice, non esistono dei veri puzzle ambientali.

Voto Recensione di Valkyrie Elysium - PS5


6.8

Voto Finale

Il Verdetto di Tom's Hardware

Pro

  • - Atmosfera fedele ed evocativa.

  • - Combat system frenetico e ricco di possibilità.

  • - Colonna sonora epica.

Contro

  • - Storia trita e mal scritta.

  • - Pochi personaggi poco approfonditi.

  • - Esplorazione e obiettivi retrivi.

  • - Limiti di design anacronistici.

Commento

Valkyrie Elysium non è decisamente il titolo che ci farà innamorare di nuovo di Valkyrie Profile. Può contare su un’atmosfera azzeccata, ma la mediocrità della scrittura e la piattezza dei (pochi) personaggi non gli permettono di sollevarsi. Le diverse carenze del titolo purtroppo tradiscono la sua natura a basso budget. Il team di Soleil è comunque riuscito a dedicargli un buon combat system, quindi se siete in vena di un action frenetico e divertente, e siete disposti a passare sopra ad alcuni limiti del genere, potreste comunque trovarlo piacevole. Paradossalmente Valkyrie Elysium trova il suo lato migliore nel comparto più dissonante dai suoi predecessori, e potrebbe essere apprezzato maggiormente dai giocatori profani della serie. Ma se preso come un revival di Valkyrie Profile, non posso fare a meno di notare una mancanza di freschezza e di un focus deciso, che finiscono per privarlo di un’identità adatta a raccogliere l’eredità della saga principale.È innegabile che negli ultimi tempi, in controtendenza rispetto al passato, Square Enix stia dando una possibilità di riscatto alle sue serie meno conosciute e commercialmente più rischiose. Tale politica però dovrebbe essere accompagnata da un controllo qualità più rigoroso, anche per un progetto di basse aspettative come questo, perché il rischio è quello di sfornare titoli insoddisfacenti per tutti, che rischiano di diventare pietre tombali di franchise che meriterebbero molto di più.

Informazioni sul prodotto

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