Spazio e Scienze

Come sarebbe vivere sull’esopianeta Kepler-186f

Dal 1992 ad oggi il telescopio spaziale Kepler della NASA e altri osservatori hanno scoperto più di 1.800 pianeti extrasolari, e migliaia di altri "candidati" pianeti sono in attesa di conferma. Si tratta di mondi al di fuori del nostro Sistema Solare che orbitano attorno a una stella diversa dal nostro Sole, e che si trovano nella cosiddetta zona abitabile – la regione intorno ad una stella ove è teoricamente possibile per un pianeta mantenere acqua liquida sulla sua superficie.

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Illustrazione artistica dell'esopianeta Kepler-186f. Credit: Danielle Futselaar

La nostra tecnologia attuale non è lontanamente in grado di permetterci di intraprendere viaggi intergalattici in tempi rapidi, ma se doveste immaginare di trovarvi su un mondo alieno delle dimensioni della Terra come vorreste che fosse?

Lo scorso anno gli scienziati hanno annunciato la scoperta di Kepler-186F, un pianeta molto simile alla Terra, che si trova nella fascia abitabile, potrebbe avere acqua liquida e una temperatura in superficie compresa fra 20 e 30 gradi.

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"La stella (Kepler-186, N.d.R.) ha dimensioni e massa pari a circa la metà del Sole, quindi è meno luminosa del nostro Sole" ha spiegato Elisa Quintana, ricercatore capo del gruppo che ha scoperto Kepler-186F, scienziato di NASA e SETI. Però l'esopianeta si trova a soli 52,4 milioni di chilometri dalla sua stella, al contrario della Terra che dista 150 milioni di km dal Sole.

Se foste in piedi sulla superficie di questo pianeta extrasolare, la sua stella Kepler-186 vi sembrerebbe circa il 30 percento più grande di quanto il Sole appaia dalla Terra. Kepler-186F però riceverebbe un po' meno luce dalla sua stella di quanto non faccia la Terra dal Sole. La conseguenza è che su Kepler-186F a mezzogiorno di una giornata soleggiata ci sarebbe la stessa luce che sulla Terra abbiamo un'ora prima del tramonto.

Non è chiaro se su Kepler-186F vedremmo albe e tramonti simili a quelle a cui siamo abituati perché questo dettaglio dipende dall'atmosfera del pianeta. Secondo Quintana però se l'esopianeta avesse un'atmosfera simile a quella della Terra, albe e tramonti sarebbero più "intensi" di quanto siamo abituati a vedere perché ci sarebbe complessivamente meno luce blu proveniente dalla stella.

Considerate le incognite che riguardano l'atmosfera di Kepler-186F, non è nemmeno chiaro quale tipo di meteo o di temperature trovereste una volta sbarcati sul pianeta. Sono un mistero anche le caratteristiche fisiche della superficie di Kepler-186F. "Sappiamo solo che è alla giusta distanza dalla sua stella per permettere l'esistenza di acqua in forma liquida", sottolinea Quintana.

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Le misurazioni indicano che Kepler-186F è l'11 percento più grande della Terra, ma non è possibile calcolare la gravità del pianeta extrasolare senza conoscerne la composizione. Secondo i calcoli dei ricercatori, se fosse "roccioso" come la Terra (composto da un terzo di ferro e due terzi di silicato di roccia, acqua e ghiaccio), la sua gravità sarebbe simile a quella terrestre.

Quel che è certo è che sulla Terra un anno dura 365 giorni, mentre su Kepler-186F è di soli 130 giorni, perché è questo il periodo che impiega a completare l'orbita attorno alla sua stella, che è quasi circolare. Quest'ultima informazione significa che probabilmente non ci sono sostanziali differenze stagionali di temperatura dovute alla distanza del pianeta dalla sua stella. Le stagioni però ci sono comunque perché, come la Terra, l'esopianeta ha un'inclinazione assiale che influisce sulla quantità di luce che irradia la superficie nei diversi periodi dell'anno.

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Quintana e il suo gruppo di ricerca non sono attualmente in grado di quantificare con esattezza la lunghezza del giorno su Kepler-186F, o di dire se il pianeta sia in rotazione sincrona con la sua stella (ossia se una faccia del pianeta sia sempre rivolta verso la propria stella). Quello che sappiamo è che il sistema Kepler-186 conta altri quattro pianeti, tutti più vicini alla stella rispetto a Kepler-186F. Questi pianeti interni sono tutti in rotazione sincrona con Kepler-186, ma i modelli suggeriscono Kepler-186F sia abbastanza lontano dalla sua stella da poter non essere in rotazione sincrona.

Se vi trovaste sulla superficie di Kepler-186F avreste difficoltà a vedere i pianeti interni di questo sistema. Per un breve periodo di tempo – per esempio durante il tramonto – si potrebbe vedere Kepler-186e che appare come una stella luminosa, un po' come Venere vista dalla Terra spiega Quintana.

Infine, prima di trasferivi a vivere su questo esopianeta sappiate che le comunicazioni con amici e partenti sulla Terra sarebbero impossibili: un messaggio inviato da Kepler-186F impiegherebbe quasi 500 anni per giungere a destinazione.

Nota: questo articolo è l'undicesimo di una interessante serie di contenuti che illustra in sintesi come potrebbe essere vivere su o vicino a pianeti e lune nel nostro Sistema Solare e non solo. Ci vediamo la prossima settimana per la puntata successiva! La lista riepilogativa dei contenuti pubblicati di questa serie è a questo link.