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Spazio e Scienze

La NASA dichiara morto il rover Opportunity, è stata una missione sensazionale

Anche gli ultimi tentativi di ristabilire i contatti con il rover Opportunity sono stati vani, la missione Opportunity è ufficialmente terminata e con lei quella dell'intero progetto Mars Exploration Rover. Restano i dati importantissimi raccolti dal rover e le immagini che ha spedito a Terra.

È ufficiale, il rover Opportunity è morto, la NASA smette di cercarlo.  È l’esito, prevedibile, dell’incontro che si è tenuto ieri sera. Sono passati 8 mesi da quando la tempesta planetaria su Marte ha impedito ai pannelli solari di ricaricare le batterie, e anche le ultime chiamate per svegliare Oppy non hanno ricevuto risposta.

Thomas Zurbuchen, amministratore associato del NASA Science Mission Directorate, ha scelto queste parole: “Dichiaro che la missione Opportunity è completa e con essa la missione Mars Exploration Rover”. Opportunity, ricordiamo, aveva un rover gemello, Spirit, che era atterrato su Marte tre settimane prima, nell’ormai lontano 2004 e che rimase impantanato nella sabbia all’inizio del 2010. La loro missione congiunta era stata battezzata “Mars Exploration Rover” (MER).

Crediti: NASA / JPL / Cornell University

A prescindere dall’epilogo, quello di Opportunity è e resta un successo da ascrivere agli annali, dato che il rover ha solcato il terreno di Marte per oltre 15 anni e trovando prove conclusive del fatto che il Pianeta Rosso ospitasse in un passato antico grandi bacini di acqua liquida. Lui e Spirit hanno anche contribuito, con le loro foto sensazionali, a portare un po’ di Marte sulla Terra. Spirit e Opportunity “hanno reso Marte un luogo familiare” ha dichiarò poco dopo l’inizio della tempesta di polvere il responsabile del progetto John Callas. Grazie a loro, “quando diciamo, ‘il nostro mondo’, non stiamo più parlando solo della Terra, dobbiamo includere anche parti di Marte”. Pensare che i due rover erano stati progettati per durare per circa 90 giorni terrestri.

Foto scattata dalla Pancam di Opportunity da una posizione al di fuori del cratere Endeavour a giugno 2017. Crediti: NASA / JPL-Caltech / Cornell / Arizona State Uni

Non solo: le analisi di Opportunity sui minerali argillosi hanno indicato che almeno una parte dell’acqua che scorreva tra 4 miliardi e 3,5 miliardi di anni fa, aveva un pH relativamente neutro. Cioè, non era eccessivamente acido o basico. “Direi che il rover ha stabilito l’abitabilità fisica di Marte nel momento in cui la vita è iniziata sulla Terra”, ha detto Callas.

Sui motivi dell’interrizione delle comunicazioni da parte di Opportunity si è già detto tutto. Resta il ricordo delle bellissime immagini che ha inviato a Terra, e una montagna di preziosissimi dati scientifici.

Se le traversie di Opportunity attirano la vostra attenzione, il libro che fa per voi è Robot nell’infinito cosmico. L’esplorazione del sistema solare con l’utilizzo di sonde spaziali automatiche di Carlo Di Leo.