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Multa record per YouTube: rischia tra 150 e 200 mln di dollari per la privacy dei minori

Google a breve sarà costretta a staccare un assegno da oltre 150 milioni di dollari alla Federal Trade Commission per aver raccolto illegalmente informazioni personali sugli utenti minorenni della sua piattaforma YouTube. Oggi il New York Times spiega che secondo fonti autorevoli la Commissione avrebbe votato a favore di una sanzione compresa tra 150 e 200 milioni di dollari – praticamente una multa record per la FTC in relazione al settore privacy. L’importo comunque dovrà essere approvato dal Dipartimento di Giustizia.

La privacy recentemente sta diventando l’incubo delle piattaforme social. Pochi mesi fa la celebre app TikTop è stata sanzionata per 5,7 milioni di dollari; poi è toccato a Facebook con 5 miliardi di dollari multa. E non si può dimenticare la dozzina di iniziative legislative firmate da diversi senatori del Congresso che negli ultimi 12 mesi hanno puntato a regolamentare privacy e trasparenza per rafforzare le protezioni per i dati sui social media, i dati genetici, i dati di riconoscimento facciale e altri tipi di informazioni.

FTC e YouTube in realtà sono giunti a un accordo, che sarà ufficializzato a settembre, ma non tutti hanno gradito. “Ancora una volta, questa FTC sembra aver posto fuori dai guai una potente società con una multa nominale per aver violato la privacy degli utenti online”, ha commentato il senatore Edward Markey, democratico del Massachusetts.

Secondo Josh Golin, direttore esecutivo della Campagna non-profit per un’infanzia senza pubblicità, pensa che senza una posizione più severa per proteggere la privacy dei bambini, le pratiche discutibili delle società di social media non cambieranno. “YouTube ha ottenuto enormi profitti ignorando la legge federale sulla privacy dei minori e impegnandosi nella raccolta di dati illegali e nel marketing mirato”, ha affermato Golin.

La sintesi è che nel tempo YouTube non sembra aver fatto abbastanza per proteggere i minori: l’ultimo scandalo risale al 2017 quando si è scoperto che malintenzionati o predatori sessuali potevano lasciare commenti sotto i video – oggi l’opzione è disabilitata. Ma anche a giugno il New York Times ha pubblicato un’inchiesta su come il sistema di raccomandazione di YouTube promuovesse automaticamente video di bambini vestiti in modo molto ridotto o in posizioni discutibili.

La Legge sulla protezione della privacy online dei minori vieta ai servizi online rivolti ai minori di 13 anni di raccogliere dati personali – come la data di nascita di un bambino, le informazioni di contatto, le foto o dati di localizzazione – senza il permesso dei genitori. È pur vero che YouTube sostiene che la sua piattaforma non è destinata agli under 13, ma alcuni dei suoi canali più popolari – con nomi come Cocomelon Nursery Rhymes e ChuChu TV – sono chiaramente rivolti ai più giovani.

Gli addetti ai lavori sostengono che la sanzione che sta per investire YouTube potrebbe avere implicazioni anche in altri settori, come ad esempio i videogiochi. È risaputo che molti titoli pur essendo vietati ai minori sono molto apprezzati fra i più giovani.