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Alitalia denunciata per presunto spreco di denaro pubblico

Il Codacons ritiene che Alitalia abbia primo stipulato accordi illegittimi con i sindacati, e successivamente abbia sfruttato tali accordi per ottenere finanziamenti in denaro pubblico. Infine, avrebbe violato gli accordi usando quel denaro per politiche diverse da quelle stabilite.

Il Codacons ha denunciato Alitalia alla Corte dei Conti e Commissione Europea, chiedendo formalmente l'apertura di un'indagine "sul percepimento dei fondi pubblici da parte dell'azienda e l'utilizzo delle risorse, nonché sulle politiche aziendali relativi ai lavoratori".

Stando al comunicato stampa dell'associazione Alitalia avrebbe violato gli accordi firmati nel 2008/2009 con istituzioni e sindacati, stipulando 7.300 nuovi contratti quando si era impegnata a riassumere i lavoratori in cassa integrazione.

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Dall'inizio del 2015, poi, "Alitalia Sai ha iniziato ad assumere un rilevantissimo numero di personale (sic) con contratto a tempo determinato, senza attingere dal personale posto in mobilità così come era stato previsto dagli accordi firmati: per 600 dipendenti sono stati stipulati nuovi contratti di lavoro, si è riaperta la Scuola Piloti Alitalia e si sono sostenuti cospicui investimenti per migliorare il servizio, per rinnovare la flotta di aerei, e per sviluppare nuove rotte internazionali".

Secondo l'esposto del Codacons, quindi, Alitalia avrebbe approfittato degli accordi sindacali, contrari alla normativa europea, per ottenere finanziamenti pubblici salvo poi violare quegli stessi accordi. In particolare, il Codacons evidenzia gli sgravi fiscali ottenuti tramite "l'escamotage" del Jobs Act, e il progetto di ricollocazione del personale finanziato con fondi europei.

Tutto questo si traduce in "danno agli utenti/contribuenti derivante dalla cattiva gestione delle risorse pubbliche", come dimostrerebbe uno studio realizzato da alcune associazioni sindacali. Ed ecco perché l'associazione chiede a "magistratura, Corte dei Conti Antitrust e Commissione Ue di accertare e verificare se nei fatti sopra esposti possano celarsi responsabilità a carico della società Alitalia e dei suoi amministratori, nonché delle associazioni sindacali firmatarie dell'accordo e della Regione Lazio".

L'esposto cita la possibilità di danno erariale "connessa allo spreco di risorse pubbliche", violazione della normativa anticoncorrenziale, responsabilità penale per la violazione degli artt. 316 ter c.p. Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e 640 bis c.p, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e utilizzo improprio dei fondi europei stanziati per incrementare il lavoro creando una spinta propulsiva all'economia del paese, – "ed invece mal gestiti e investiti in azioni totalmente contrarie al benessere pubblico, del lavoratore e del cittadino e del consumatore stesso".