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Chi è She-Hulk? Dal fumetto alla serie Disney+

Disney e Marvel annunciano la serie di She-Hulk in arrivo su Disney+. Ma chi è davvero Jennifer Walters, la cugina di Bruce Banner?

Insieme a Moon Knight e Ms. Marvel, anche la prossima serie su She-Hulk è ormai ufficiale. La piattaforma streaming Disney+ di Walt Disney Company sembra voler dare spazio a tanti supereroi lasciati in disparte dal MCU, un po’ come fece Netflix con i Defenders. E chissà che un domani non sia possibile vederli sbarcare al cinema. Ma, intanto, chi è She-Hulk? Quanto approfonditamente conosciamo l’avvocatessa Jennifer Walters?

She-Hulk

She-Hulk, nomen omen, è una versione femminile di Hulk, meno potente dal punto di vista fisico, ma che in compenso può controllare le proprie trasformazioni, mantenendo il proprio normale intelletto anche quando ha la pelle verde. L’alias di Jennifer Walters è, comunque, uno dei personaggi fisicamente più forti dell’Universo Marvel, pur non arrivando agli exploit del cugino Banner.

E cugino non è un modo di dire, perché Bruce Banner è davvero cugino di Jen, colpo di scena degno di una telenovela ma, in realtà, motivo stesso dietro le origini di She-Hulk. Dopo essere stata assunta come avvocato difensore da un pentito della mafia, con informazioni sensibili sul boss Nicholas Trask, degli agenti di quest’ultimo sparano e feriscono gravemente Jennifer. Per fortuna, quel giorno il cugino Bruce è in città e riesce a mettere in fuga i criminali, con un po’ d’aiuto della sua controparte verde. Ma Jen è ricoverata d’urgenza e sta per morire. A quel punto, una trasfusione è la sua ultima speranza, e Bruce Banner è un donatore compatibile.

L’operazione va a buon fine, ma il sangue irradiato di raggi gamma del cugino si diffonde nel suo corpo, trasformandola per l’appunto in una versione moderata e intelligente di Hulk femmina. Sono i mafiosi stessi, durante un secondo attacco, a definirla, terrorizzati, un qualche tipo di She-Hulk. Da qui, il suo nome da supereroina.

She-Hulk fu creata da Stan Lee

Ma c’è una storia dietro la storia: She-Hulk fu creata da Stan Lee, nel 1980, a causa del grande successo che la serie The Incredible Hulk (esistevano serie TV Marvel da molto prima di Netflix) stava riscuotendo presso il pubblico. Era operazione comune all’epoca, quando uno show televisivo allargava il proprio audience, di introdurre una protagonista femminile per fare da controparte a quello maschile. Marvel temeva che sarebbe successo anche con L’Incredibile Hulk, così creò prima She-Hulk in modo che, se fosse successo, ne avrebbe posseduto i diritti per intero.

Un’origin story piuttosto demotivante, specchio del personaggio stereotipico che le fu poi affidato. Dopo una serie dedicata, The Savage She-Hulk, durata appena due anni, sebbene avvocatessa in carriera e modello di potenza e moralità She-Hulk fu relegata ad apparizioni saltuarie su diverse testate Marvel, con la sola costante di avere sgangherati e ripetuti problemi con le automobili.

Nonostante l’etichetta di “materiale da cameo” le rimarrà affibbiata per molto tempo, nel frattempo Marvel si accorge che Jennifer Walter è anche un’ottima compagna di squadra, che si tratti di maxi-eventi crossover come Secret Wars e World War Hulk (disponibile su Amazon) o di team di prim’ordine quali Avengers e Fantastici Quattro, per i quali rimpiazza temporaneamente La Cosa. È durante questo periodo che Jennifer Walters viene nuovamente esposta ai raggi gamma e perde per un bel po’ la capacità di ritrasformarsi in forma umana. La “sempreverde” She-Hulk farà quindi parte anche di altri, numerosi gruppi, tra cui: la Fondazione Futuro istituita da Reed Richards, le vendicatrici dell’A-Force, ma soprattutto I Temibili Quattro insieme a Howard il Papero, Nighthawk e il Mostro di Frankenstein, durante Fear Itself.

Inoltre, da sottolineare anche come la seconda serie dedicatale, The Sensational She-Hulk, con John Byrne come autore-testimonial, inizi nel 1989 per proseguire fino al numero 60, quindi per ben 5 anni di pubblicazioni. Non solo longeva, la serie introduce novità editoriali importantissime. È con Byrne che She-Hulk rompe la quarta parete, diventando con le sue provocazioni e la satira al mondo reale, anche legata al ruolo della donna nella società, una sorta di Deadpool, più che di Hulk, al femminile.

La terza incarnazione di She-Hulk

Purtroppo, di questa She-Hulk sensazionale e graffiante si perdono le tracce, ma dopo un’altra manciata di appuntamenti da Battle Royale quali Civil War e Avengers vs. X-Men (disponibili qui e qui), ci pensano Charles Soule e Javier Pulido a ridarle lo spazio apposito e meritato di una storia tutta per lei. La terza incarnazione solista di Jennifer Walters fa parte di quel movimento di rivalutazione di eroi secondari, scandagliati in profondità attraverso un’inedita chiave ironica, solo apparentemente più leggera e non priva di lati oscuri. Ne fanno parte anche i succitati Howard il Papero (disponibile su Amazon) e Ms. Marvel, ma anche i tre fondamentali precursori: il Silver Surfer (disponibile su Amazon) di Slott e Allred, l’Hawkeye di Fraction e Aya e il Daredevil di Waid e Samnee.

Più di recente, con la seconda guerra civile dei supereroi (disponibile su Amazon) e la morte di Bruce Banner, She-Hulk attraversa un periodo di rabbia e disperazione che la portano a trasformarsi nella sua versione grigia. Sarà solo con una profonda introspezione, dure lotte nel suo stesso inconscio e una gran dose di coraggio nell’affrontare, indifesa, il dolore del lutto che Jennifer tornerà verde, simbolicamente, e psicologicamente in pieno controllo di sé.

Ancora una nuova incarnazione, dopo i brevi ma intensi fasti di Soule e Pulido (12 numeri divisi in volume 1 e volume 2), quella di Mariko Tamaki, di un volume più lunga e sicuramente diversa nel tono, più serio, che ritorna alla tematica del doppio e del potere del lato oscuro.

La citazione non è causale: è cosa provata che più un Hulk ceda all’ira e più la sua forza ne guadagni esponenzialmente, ma a quale prezzo? E soprattutto, la vera domanda: conosciute tutte queste versioni di Jennifer Walters, a.k.a. She-Hulk, quale sarà quella ritratta nella serie Disney+? Ai posteri (di qualche mese) l’ardua sentenza.