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Grandi Eventi DC: Millenium (1988)

Dopo il tellurico e rivoluzionario evento Crisi sulle Terre Infinite, che aveva fatto collassare il Multiverso, la DC si era ritrovata con un nuovo ed unico universo in cui far interagire i suoi personaggi e che di fatto rappresentava sotto molti punti di vista un canovaccio seppur non del tutto immacolato – come si sarebbe potuto davvero cancellare 50 anni di storie pregresse che rappresentavano un bacino creativo senza precedenti? – decisamente più facilmente gestibile e abbastanza fresco da poter essere declinato per nuove ed inedite interazioni e situazioni narrative.

Il primo passo in questo senso fu l’evento Legends del 1986 il cui scopo, dal punto di vista meramente narrativo, era quello quindi di fornire un nuovo contesto ai personaggi con particolare attenzione su quelli fortemente rinnovati come Superman, Wonder Woman e Flash, sui “nuovi ingressi” come Shazam! e I Nuovi Dei e sulla sfruttamento di nuovi filoni narrativi come quello legato alla nascita di una nuova Justice League – divenuta da lì a poco International e dal tono spiccatamente ironico – o come quella della rinnovata Suicide Squad e del filone spy/thriller.

Millenium, l’evento successivo a Legends, si innestava ancora in questo contesto narrativo ed editoriale dove però i personaggi principali si erano già abbondantemente assestati e bisognava invece concentrarsi su quei personaggi che fino a quel momento erano stati decisamente meno sotto i riflettori. 

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Uscita fra il gennaio ed il febbraio del 1988, Millenium è una miniserie di 8 numeri scritta da Steve Englehart e disegnata da Joe Staton con chine di Ian Gibson che fu presentata, una prima assoluta per il mercato americano dei supereroi, a cadenza settimanale e il cui sviluppo si intrecciò in maniera strettissima con svariate serie regolari sia a causa della sua periodicità che per la struttura stessa del plot.

In un Universo DC che si andava cristallizzando, Millenium avrebbe dovuto rappresentare l’ultima fase di quella lunga e certosina riorganizzazione che sarebbe dovuta servire a rilanciare i personaggi con un piglio rinnovato e più moderno verso il decennio successivo.

Millenium: fra spionaggio e new age

Le vicende di Millenium sono strettamente connesse a due “conseguenze” di Crisi sulle Terre Infinite. La prima riguardava Harbinger che, dopo aver racchiuso la storia del Multiverso oramai collassato in una Sfera Dorata, l’aveva spedita in orbita consegnandola al cosmo. La seconda riguardava i Guardiani dell’Universo che proprio a causa delle rivelazioni riguardanti la nascita del Multiverso e loro impotenza di fronte all’assalto dell’Antimonitor avevano deciso di lasciare il loro pianeta-base OA.

La narrazione inizia quindi in media res: ogni eroe scopre che un suo alleato, un suo caro o una persona a lui vicina è in realtà un Manhunter. La potente razza di androidi creata milioni di anni prima dai Guardiani come prima incarnazione del loro corpo di polizia intergalattico – poi dismessa dopo il Massacro del Settore 666 – si è trasformata in un culto intergalattico arrivato anche sulla Terra pronto a farne la sua nuova base. Il tutto è possibile perché hanno recuperato la Sfera Dorata di Harbinger che ha incrociato l’orbita del loro pianeta fantasma Orinda.

L’occasione per i Manhunter si presenta quando il Guardiano Herupa Hando Hu e la sua compagna Zamaron Nadia Safir compaiono sulla Terra. I due spiegano che Guardiani e Zamaron si sono spostati in un’altra dimensione cercando di ripopolare la razza malthusiana nel frattempo però hanno deciso di creare dei Nuovi Guardiani dell’Universo facendo evolvere 10 umani e mostrando loro come tutto il creato sia armonizzato.

Agli eroi della Terra toccherà prima il compito di trovare questi 10 candidati e poi quello di proteggerli dagli attacchi dei Manhunter.

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Dopo aver perso alcuni di questi 10 individui sotto i colpi dei subdoli Manhunter, gli eroi decidono di contrattaccare rintracciando il Tempio dei Manhunter in Louisiana e distruggendolo. Mentre Herupa e Nadia iniziano l’istruzione dei candidati rimasti – i quali dovranno prima di tutto superare le diffidenze verso l’uno l’altro provenendo da nazioni e culture diverse – Harbinger, fuggita da Orinda, torna sulla Terra e avverte gli eroi che il pianeta è pericolosamente vicino alla Terra e che il Gran Maestro dei Manhunter è pronto a sterminare Guardiani e Zamaron nella dimensione in cui si sono rifugiati. Mentre gli eroi attaccano Orinda, Superman e Lanterna Verde affrontano il Gran Maestro.

Debellata la minaccia, Herupa e Nadia possono far evolvere i candidati ne I Nuovi Guardiani.

Millenium: un evento che non decolla

Millenium è un evento decisamente poco riuscito che a dispetto delle premesse intriganti, seppur non originalissime, non riesce quasi mai a né a trovare un ritmo coinvolgente né la portata giusta con cui raccontare una storia che più che traghettare gli angoli remoti del “nuovo” Universo DC nel nuovo decennio sembra quasi prendere il meglio del decennio precedente e piegarlo per esigenze editoriali più o meno chiare.

Se l’evento precedente, Legends, aveva fornito il canovaccio per le strutture degli eventi moderni – una miniserie principale su cui innestare una serie infinita di albi tie-in – Millenium la estremizza in maniera davvero poco brillante: con una periodicità settimanale infatti la miniserie principale viene usata come battistrada per gli eventi che però si svolgono poi effettivamente nelle serie regolari dei vari personaggi! Una scelta infelice che infatti porta a leggere i punti nodali del plot – la perdita di alcuni dei candidati scelti da Herupa e Nadia o la sconfitta del Gran Maestro – nelle serie regolari lasciando il lettore spesso interdetto e con la sensazione di essersi perso un pezzo di storia. In questo senso mai come in questo caso Millenium è il prototipo dell’evento che in epoca moderna potrebbe essere raccolto in un gigantesco omnibus.

Se la scelta, editorialmente parlando, è decisamente interlocutoria, l’autore Steve Englehart – famoso in DC per il suo ciclo su Detective Comics intitolato Strane Apparizioni – non migliora di certo la situazione con una trama compressa che cerca di rispondere alle esigenze dei filoni narrativi più in voga in quegli anni con digressioni intimistiche e cosmiche di chiara matrice settantiana. Una tensione che si spezza sin da subito non coinvolgendo quasi mai il lettore che si trova rimbalzato da atmosfere urbane e spionistiche a lunghi dialoghi lisergici in cui ad un certo a tenere la bussola sono solo la ricomparsa di Harbinger e i riferimenti a Crisi sulle Terre Infinite.

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C’è da dire che ad Englehart non vengono forniti di fatto personaggi di primo piano da mettere al centro della narrazione, come in Legends, se non la complessa situazione delle Lanterne Verdi e del loro Corpo. La serie Green Lantern era stata trasformata in Tales of the Green Lantern Corps: Hal Jordan guidava un manipolo di Lanterne con base sulla Terra, il sistema di pattugliamento dei settori era decaduto alla fine della Crisi e gli anelli depotenziati quando si era tentato di giustiziare Sinestro. Con il ritorno su OA dei Guardiani il sistema di pattugliamento verrà ripristinato – Guy Gardner sulla Terra, John Stewart su Mosaic e Hal Jordan come reclutatore – situazione che però non durerà.

La serie verrà rilanciata nel 1990 come Green Lantern Vol. 3 e dove nei numeri #48-50 andrà in scena il famoso arco narrativo Emerald Twilight: Hal Jordan, posseduto da Parallax, l’entità della paura, a seguito della distruzione di Coast City da parte di Mongul, impazzirà e massacrerà il Corpo e i Guardiani. L’unico Guardiano sopravvissuto, Ganthet, recluterà personalmente l’unica nuova Lanterna Verde sulla Terra, Kyle Rayner.

C’è anche un altro aspetto che Millenium, dal punto di vista editoriale, porterà alle estreme conseguenze: dalla sua conclusione sarebbero dovuti nascere nuovi personaggi, I Nuovi Guardiani, di cui fu varata subito una testata. La serie durerà solo 12 numeri con risvolti molto drammatici rispetto a quanto immaginato dallo scrittore e dalla DC, vi basti pensare che metà di questi Nuovi Guardiani moriranno di AIDS. Englehart cercherà ancora una volta di iniettare temi sociali e di attualità nelle sue storie – come fatto alla Marvel negli anni ’70 – ma con risultati tutt’altro che apprezzabili.

Un problema, quello della creazione di nuovi personaggi, che ritornerà ciclicamente al termine di molti altri eventi basti pensare, in tempi recentissimi, alla sfortunata DC New Age of Heroes lanciata alla fine di Dark Nights Metal e di cui ad oggi, dopo poco più di un paio d’anni, si sono perse le tracce di tutti i suoi protagonisti ovvero di tutti quei personaggi creati ad hoc come “conseguenza” degli avvenimenti dell’evento.

Millenium chiude un cerchio iniziato con Crisi sulle Terre Infinite e proseguito con successo con Legends volto a riorganizzare tutto l’Universo DC peccato lo faccia con una nota decisamente calante.

Millenium: Joe Staton, lo stacanovista

Steve Englehart aveva raccolto consensi di critica durante la sua breve permanenza alla DC negli anni ’70 – su Justice League of America e Detective Comics – ma al suo ritorno a metà anni ’80 l’approccio editoriale della casa editrice era notevolmente cambiato e lo scrittore risentì notevolmente di questo cambio di passo tanto che DC preferì affiancargli un disegnatore molto esperto ma non di certo una superstar come Joe Staton per la realizzazione di Millenium.

La scelta fu dettata da due criteri fondamentali. Il primo: dal 1979 al 1981 circa, Staton aveva disegnato Green Lantern e co-creato gli Omega Men con Marv Wolfman era quindi avvezzo alle ambientazioni spaziali e conosceva il sottouniverso delle Lanterne vero e proprio filo conduttore degli eventi di Millenium. Inoltre era in grado di disegnare molti personaggi nella stessa pagina con disinvoltura essendosi cimentato nel revival della Justice Society of America in All Star Comics con Paul Levitz.

Il secondo è che Staton era considerato uno dei disegnatori più veloci, ed affidabili, della DC e per questo unico candidato per reggere i ritmi di una miniserie di 8 numeri che sarebbe dovuta uscire settimanalmente.

C’è ovviamente un risvolto della medaglia per questa sua, non indifferente, peculiarità ovvero la mancanza di quella precisione e cura nel dettaglio a tutto tondo che invece distingue solitamente i disegnatori di un certo calibro.

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Non si tratta di un lavoro insufficiente sia chiaro ma non paragonabile all’estro di George Peréz o alla solidità di John Byrne, giusto per citare i suoi due predecessori negli eventi annuali, e soprattutto è un lavoro che per stile, tratto e composizione risentiva ancora fortemente dell’estetica degli anni ’70 nel solco tracciato da Neal Adams e Jim Aparo.

La tavola è estremamente ordinata facendo dello storytelling la sua cifra primaria, per questo motivo le soluzioni per inserire molti personaggi sono meno iperboliche e più “esperte” giocando su inquadrature e piani. Non mancano splash-page certo ma sono eccezioni che confermano la regola, e dove il livello di dettaglio è chiaramente maggiore, mentre le anatomie sono sinuose e flessuose ancora lontane dalla muscolarità tipica degli anni ’80 che di lì a pochi anni si sarebbe trasformata in ipertrofismo.

Al netto di un evento decisamente poco riuscito e a tratti confuso, il lavoro di Joe Staton è forse fuori tempo massimo ma rimane comunque encomiabile e sopra la sufficienza.

Millenium: le edizioni italiane

Millenium ha beneficiato di due edizioni italiane.

Fu proposto inizialmente sul mensile Justice League edito dalla Play Press e precisamente sui numeri 13, 15, 16, 18, 19 e 20 a partire dall’aprile 1991 e con un discreto numero di tie-in ad esso correlati; per una edizione in volume bisognerà attendere invece Planeta DeAgostini e la collana DC Sagas che ospitò nella sua seconda uscita proprio Millenium.

Questa edizione in volume ha un adattamento e traduzione discreti ma alcuni passaggi in fase di traduzione sono stati evidentemente travisati o quantomeno non posti al vaglio attento di un editor italiano, sicuramente più facile magari recuperare nell’usato gli spillati Play Press.

DC ha ristampato Millenium in volume qualche anno fa, stiamo ovviamente parlando della versione in lingua originale, ma il volume è attualmente esaurito.

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