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Grandi Eventi DC: Legends (1986)

Alla vigilia del suo 50° anniversario la DC decise di compiere con Crisi sulle Terre Infinite la prima e più grande rivoluzione del fumetto moderno facendo collassare l’impianto teorico-narrativo su cui si basava il suo universo, la presenza delle Terre parallele, con un evento di portata cosmica che pagava dazio alla tradizione delle Crisi sulle Terre Multiple che sin dalla Silver Age aveva accompagnato i lettori. Il risultato fu la fine del Multiverso e un nuovo unico universo in cui, su una sola Terra, avrebbero convissuto vecchi e nuovi eroi pronti ad essere rilanciati e “rinnovati” e proprio il nuovo contesto, la nuova unica Terra, è il fulcro del primo evento post-Crisi sulle Terre Infinite intitolato Legends.

Uscita fra il novembre del 1986 e il maggio del 1987,  Legends è una miniserie di 6 numeri scritta da John Ostrander e Len Wein con matite di John Byrne i cui avvenimenti coinvolsero in maniera massiccia tutti gli angoli del rinnovato Universo DC con parecchi tie-in e crossover fra testate e serie regolari sotto precisa volontà del team editoriale plasmando da questo punto di vista la formula stessa dei grandi eventi, poi divenuta ipertrofica, negli anni a venire soprattutto per necessità commerciali.

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Se Crisi sulle Terre Infinite rappresentava la fine, Legends avrebbe rappresentato l’inizio. Più concretamente e semplicemente: una volta distrutti una serie di universi paralleli, come si vive nell’unica nuova Terra?

Lo scopo di Legends, dal punto di vista meramente narrativo, era quello quindi di fornire un nuovo contesto ai personaggi.

Legends: Darkseid e il concetto di eroismo

Darkseid ha ancora una volta preso di mira la Terra ma questa volta anziché cercare un attacco frontale utilizza un’arma ben più subdola. Uno dei suoi più pericolosi sottoposti, Glorious Godfrey, sotto le mentite spoglie di G. Gordon Godfrey inizia una campagna di odio e sospetto contro gli eroi alimentata dai suoi poteri che risiedono nella sua voce.

Il compito è facilitato da una serie di provvidenziali interventi rappresentati da minacce come il gigante elementale del fuoco Brimstone o il cyborg Macro-Man che più che mettere fuorigioco gli eroi devono metterli in cattiva luce di fronte all’opinione pubblica e gettarli nello sconforto come accade a Shazam – qui ancora Captain Marvel – che, tramite un ingegnoso trucco, sembra uccidere con il suo fulmine mistico proprio Macro-Man e rifiutandosi di trasformarsi nuovamente.

La situazione degenera velocemente. Robin viene linciato dalla folla e il Presidente Reagan è costretto a dichiarare gli eroi mascherati fuorilegge. Il momento è opportuno per agenti del governo come Amanda Waller per intervenire direttamente dando il via al progetto Task Force X ovvero la Suicide Squad che, reclutando criminali detenuti e ritenuti sacrificabili, sarebbe intervenuta per fermare minacce come Brimstone e/o per portare avanti gli interessi del governo lontano dai riflettori.

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Quando G. Gordon Godfrey organizza una marcia su Washington con l’intento di rovesciare il governo, il Doctor Fate avverte che c’è qualcosa di “alieno” dietro il comportamento della folla. Inizia così a reclutare vari eroi fra cui il nuovo riluttante Flash, Wally West, Guy Gardner e Blue Beetle e alla battaglia si unisce anche Wonder Woman che debutta ufficialmente insieme ad altri eroi.

Quando la folla inizia a rumoreggiare contro gli eroi, Robin in stampelle cercherà di fermare la follia ma sarà solo l’intervento di alcuni bambini a far rinsavire gli adulti ricordando loro il vero ruolo e volto dell’eroismo. Godfrey è alle corde e perdendo il controllo della folla cercherà di fuggire indossando l’Elmo di Fate ma il potere è troppo grande per lui infliggendosi da solo il colpo di grazia.

Legends: il 1986 e uno zeitgeist politicamente consapevole

Rispetto al suo illustre predecessore, Legends ha uno svolgimento più asciutto al netto delle moltissime ramificazioni che il contesto generale generato sin dal primissimo capitolo della miniserie e che si esplica e coinvolge come detto poco sopra parecchie serie regolari da Detective Comics a Superman passando per Secret Origins e Justice League of America. Il ritmo è serrato e l’azione concitata pur con una portata meno “cosmica” e più concreta e riportata prepotentemente su un piano decisamente “terrestre”.

Legends debutta quando l’anno mirabile del fumetto americano si andava chiudendo – quel 1986 in cui uscirono Maus, opera che aveva elevato la produzione americana di fumetti oltre la sua innata commercialità, mentre il decostruzionismo di Watchmen e de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro aveva esautorato il genere supereroistico, depurandone la forma e i contenuti in cerca di spunti formali nuovi e di una fruizione più matura – e propende subito per un approccio che faccia concentrare l’attenzione del lettore tanto sui suoi protagonisti eccezionali quanto sul mutato clima politico dell’allora società contemporanea che entrava in un quinquennio che, attraverso l’apice della Guerra Fredda, sarebbe culminato con la disgregazione dei blocchi contrapposti e dei delicati equilibri a loro connessi, con la caduta del Muro di Berlino e soprattutto con la consapevolezza di una retorica socio-politica in cui le zone grigie sarebbero state sempre più evidenti e sempre più soggette ad interrogazioni più o meno legittime.

Per racchiudere il tutto in una formula: la Dottrina Reagan irrompeva prepotentemente nello scenario della narrazione a fumetti e supereroistica in particolare come forse solo il Maccartismo aveva fatto. Questo quinquennio porterà poi in relazione all’industria del fumetto alla Morte di Superman – evento di portata extra normale – ma soprattutto al più profondo mutamento del suo stesso sistema editoriale con la nascita della Image.

Legends è una lettura incredibilmente agile, ancora attuale sotto molteplici aspetti – uno su tutti il suo peculiare villain ovvero quel G. Gordon Godfrey che aizza la folla contro gli eroi “colpevoli” di uno stile di vita poco trasparente – che, come si suol dire in questi casi, è invecchiata decisamente bene e sotto molti punti di vista anticipa di circa vent’anni certe suggestioni che, coltivate da autori di estrazione britannica, deflagreranno in serie come Authority o in eventi come Civil War della Marvel.

Ricollegandoci a quanto detto poco sopra, l’evento filtra alcune esigenze editoriali ben precise: mostrare il nuovo ed insicuro Flash, la cui nuova serie era in rampa di lancio, iniziare ad inglobare più ampiamente quel corpus di idee e personaggio lasciato da Jack Kirby con il Quarto Mondo, far debuttare la “nuova” Wonder Woman rilanciata ex-novo da George Pérez e rilanciare Shazam!/Captain Marvel come parte integrante dell’Universo DC.

Da questo punto di vista però sono due di queste esigenze che risaltano maggiormente. La prima è la fine della Justice League of America che proprio durante Legends termina la sua corsa con il numero #261 – data di copertina aprile 1987 – in cui si chiude anche il poco brillante “periodo di Detroit” della League. Qualche mese dopo, e con un approccio drasticamente e radicalmente diverso, Keith Giffen e J. M. DeMatteis avrebbero rilanciato la Justice League in quella che passerà alla storia come Justice League International con quel mix di azione, umorismo e ironia che oggi, pur travisato, rappresenta il canone per la rappresentazione del genere al grande pubblico.

Di contro in Legends debutta la Suicide Squad nella versione moderna ora divenuta “classica”. Il concetto stesso alla base della squadra di criminali guidati da Amanda Waller è uno dei più originali ed intriganti – e imitati – dell’Universo DC e che da un lato si svilupperà in una delle serie più interessanti della seconda metà degli anni ’80, scritta dallo stesso John Ostrander, e dall’altro aprirà un sotto filone narrativo molto edgy in seno all’Universo DC in cui troveranno collocazione serie come dal taglio spiccatamente spionistico come Manhunter e Checkmate! ma anche altre più classiche come Captain Atom o il Green Arrow di Mike Grell.

Legends termina con un messaggio rassicurante e vagamente meta-testuale: gli eroi trionfano grazie allo sguardo candido dei bambini come a voler confermare al lettore che, pur nel mezzo della rivoluzione editoriale, i loro personaggi preferiti sono sempre lì. Intanto però la Justice League of America, ed il suo concetto stesso, era tramontata in favore di una versione che rispondeva alle insicurezze del tempo con ironia mentre la Suicide Squad in rapida ascesa si sarebbe crogiolata in quelle zone grigie e in quel realismo che avrebbe aperto un’altra fruttuosa stagione della narrativa a fumetti e non solo.

Legends: John Byrne e un nuovo standard

Legends è scritta, cosa più unica che rara, da un esordiente per la DC ovvero John Ostrander che per questo motivo fu affiancato ai dialoghi dall’espertissimo Len Wein che già aveva scritto eventi importanti all’epoca delle Crisi sulle Terre Multiple e poteva perciò incanalare meglio le voci dei vari personaggi per una storia corale. Se Ostrander diverrà un autore importante per la DC fino alla fine degli anni ’90 scrivendo fra gli altri Lo Spettro, Martian Manhunter e la già citata Suicide Squad e Len Wein ne rimarrà invece una colonna fino alla sua morte avvenuta pochi anni fa, Legends si distingue per le matite di John Byrne.

Nel 1986, Byrne era all’apice della sua carriera: aveva disegnato gli X-Men e gestito, come autore completo, i Fantastici Quattro ma durante il 1985, quando gestiva The Incredible Hulk, il rapporto con la Marvel aveva iniziato ad inaridirsi e la DC si fece avanti proponendogli il rilancio di Superman.

Byrne scrisse e disegnò la seminale miniserie Man of Steel in cui rinarrò le origini di Superman e prese le redini delle due serie dell’Uomo d’Acciaio – Superman e Action Comics – concedendo l’apporto delle sue matite a Legends incoraggiato dal team editoriale DC che voleva fargli prendere confidenza con la maggior parte dei personaggi dell’Universo DC che si ritrovò a disegnare per la prima volta.

Il suo lavoro è assolutamente fantastico e di una solidità invidiabile. Lo storytelling è chiaro grazie ad un costruzione della tavola ordinata in cui i barocchismi del George Pérez di Crisi sulle Terre Infinite cedono il passo alla sicurezza di griglie orizzontali il cui climax è sempre ben evidenziato sia che esso sia una sequenza d’azione o lo scambio di battute fra personaggi in cui le influenze di Steve Ditko e quelle di Jack Kirby sono lontane dalla sintesi estrema del suo secondo periodo in DC a partire dal 1995.

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In questo senso grazie alle sue figure solide e dalla anatomia statuaria, alla sicurezza del tratto realistico ma sempre attento alla espressività, John Byrne diverrà il disegnatore di riferimento per lo stile DC che si rinnovava in seno ad una tradizione che aveva fatto di José Luis García-López il suo cardine con la mitica guida stilistica di riferimento che ogni disegnatore doveva sempre rispettare.

Escludendo alcune eccezioni legate all’etichetta Vertigo e a progetti speciali comunque quasi sempre provenienti da scuole fumettistiche non legate a quella tradizionale americana, ci vorranno circa 10 anni prima che lo standard creato da Byrne, e più in generale i diktat del così detto in house style, decada alla DC.

Legends: le edizioni italiane

Legends è uno dei Grandi Eventi DC che ha beneficiato di più edizioni italiane.

Fu proposto inizialmente sui primi tre numeri del nuovo mensile Justice League varato dalla Play Press nell’aprile del 1990; per una edizione in volume bisognerà attendere invece Planeta DeAgostini e la collana DC Sagas che partì a novembre del 2006 proprio con Legends.

Vi sconsiglio questa edizione in volume il cui adattamento e traduzione lasciano decisamente a desiderare, più facile magari recuperare nell’usato gli spillati Play Press.

Se volete avere Legends in volume sarebbe opportuno ripiegare sulla versione uscita nella collana DC Comics – Le Grandi Storie dei Supereroi edita da Eaglemoss con la collaborazione di RW Lion. Si tratta dell’uscita 79 del marzo 2018.

Infine per i più esigenti DC ha ristampato Legends in volume qualche anno fa in concomitanza del suo 30° anniversario, si tratta ovviamente della versione in lingua originale.

Attualmente le due versioni più facilmente acquistabili sono DC Sagas 1 – LegendsLegends: 30th Anniversary Edition.