Libri e Fumetti

Lanterna Verde – i fumetti essenziali

Quale fumetto o volume acquistare per iniziare la lettura? Dove trovo le origini? Quali sono le storie imprescindibili? Queste sono solo alcune delle domande che un lettore si pone quando deve addentrarsi in un nuovo universo narrativo e che, soprattutto per quanto riguarda l’ingresso nel mondo dei fumetti supereroistici, rappresentano spesso un ostacolo davvero difficile da sormontare a causa della forte stratificazione narrativa e dei continui rimaneggiamenti e rilanci delle serie e dei personaggi.

Oggi approfondiremo la biblioteca essenziale di uno dei personaggi più caratteristici della DC nonché uno dei personaggi che meglio esprime il concetto di legacy all’interno dell’Universo DC, stiamo parlando di Lanterna Verde. Non soltanto molti uomini e molte donne terrestri si sono fregiati del titolo di Lanterna Verde ma la loro appartenenza al Corpo delle Lanterne Verdi ci ha portato nello spazio profondo facendoci scoprire il lato cosmico dell’Universo DC!

Vi ricordiamo che questo spazio è pensato per condurvi nella maniera più diretta e facile possibile all’interno dell’Universo DC e delle sue molte ramificazioni. L’obbiettivo è quello di andare alla scoperta dei suoi iconici e leggendari personaggi offrendovi una panoramica (il più possibile ragionata con puntuali riferimenti cronologici) delle letture da aggiungere alla vostra libreria.

Lanterna Verde: fumetti essenziali e letture consigliate

Le Origini

Lanterna Verde (Alan Scott) fu creato dallo scrittore Bill Finger (uno dei papà di Batman, tanto che Alan Scott si trasferirà da Capitolo City a Gotham City come base operativa dopo pochi mesi di pubblicazione) e dal disegnatore Martin Nodell ed esordì su All-American Comics #16 (data di copertina luglio 1940). Proprio il disegnatore parlò della creazione del personaggio nel 1984 dicendo che fu l’editor Sheldon Mayer a chiedergli di creare un nuovo personaggio per la linea All-American Comics del leggendario M.C. Gaines che sarebbe confluita di lì a qualche mese sotto l’ombrello della DC Comics.

Nodell raccontava che la richiesta gli fu fatta alla fine di una giornata di lavoro e quindi si diresse a casa assorto nei suoi pensieri esplorando idee e soluzioni creative. All’epoca abitava a Brooklyn e per andare negli uffici di Mayer doveva prendere la metropolitana, nel viaggio di ritorno osservo che i treni venivano diretti “manualmente” da un addetto che cambiava il colore della propria lanterna segnalatrice da rossa a verde per segnalare il via libera.

Il disegnatore confermò in quella occasione che l’idea quindi non era una elaborata rielaborazione della fiaba di Aladdin e del genio della lampada ma aveva invece origini molto più pratiche e metropolitane.

I poteri di Alan Scott derivano da una entità mistica denominata Starheart giunta sulla Terra sotto forma di un meteora i cui resti vennero modellati in una lanterna. Questa lanterna ha “viaggiato” negli anni fino a salvare, con la sua influenza, un giovane ingegnere ferroviario, Alan Scott appunto, vittima di un disastroso incidente causato da un sabotaggio di un ingegnere rivale. Sotto la guida dello Starheart, Alan forgiò un anello dal metallo della Lanterna con il quale poter attingere al suo potere che gli permetteva, fra le altre cose, di creare oggetti di luce solida e verde adottando così l’identità di Lanterna Verde per combattere il crimine.

L’unica debolezza: l’inefficacia al legno, questo per evitare che il potere dello Starheart si utilizzato come “arma d’offesa” contro le armi tradizionali costituite per lo più di legno.

Con l’avvento della Silver Age, il leggendario editor Julius Schwartz propose anche per Lanterna Verde un radicale revival così come avvenuto in maniera estremamente fruttuosa per The Flash, Atom e Hawkman. Nel 1959 debutta su Showcase #22 quindi la nuova Lanterna Verde ovvero Hal Jordan ad opera di John Broome (testi) e Gil Kane (matite).

Questa nuova incarnazione del personaggio è, come quella degli altri suoi nuovi colleghi, profondamente influenzata dal clima socio-culturale degli anni ’60. Dalle atmosfere mistiche e magiche della Golden Age si passa ad atmosfere prettamente fantascientifiche.

Hal Jordan infatti è un pilota collaudatore che viene reclutato dal morente alieno Abin Sur, schiantatosi sulla Terra con la sua navicella, nel misterioso Corpo delle Lanterne Verdi, un corpo di polizia intergalattico creato e amministrato dai Guardiani ovvero una razza di esseri millenari.

L’Anello del Potere, l’arma in dotazione al Corpo, è alimentata dalla Forza di Volontà del suo portatore che viene tradotta in costrutti di energia solida e verde. Come ogni poliziotto anche Hal ha la sua ronda che corrisponde al Settore 2814 dello spazio diviso dai Guardiani in 3600 settori e pattugliato da altrettante Lanterne (successivamente diverranno 7200 cioè due per ogni settore).

Il concetto di Corpo delle Lanterne Verdi e in generale di un corpo di polizia intergalattico apre narrativamente le porte, narrativamente, a soluzioni che partendo dai classici della fantascienza pulp si codificheranno velocemente nella space opera. Inoltre la formula stessa della serie permetteva soluzioni estetico-narrative nuove e all’avanguardia oltre all’introduzione di personaggi sempre nuovi e uno stuolo di emuli, successori e compagni del protagonista.

L’unica debolezza: il colore giallo. Questa “impurità” verrà spiegata solo dopo molti decenni e sarà uno degli elementi fondanti della rinascita del personaggio e del suo universo narrativo a partire dagli anni ’90 e soprattutto nella prima metà degli anni 2000.

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Lanterna Verde – Origini Segrete (Green Lantern Vol. 4 #29-35) di Geoff Johns & Ivan Reis

Come avrete facilmente intuito è difficile parlare di una sola origine per Lanterna Verde. Ogni portatore dell’Anello del Potere infatti ha un suo peculiare percorso umano e psicologico che l’ha portato ad entrare nel Corpo delle Lanterne Verdi superando le sue più grandi paure.

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Al netto di questa doverosa precisazione, il retelling più efficace rimane ad oggi quello effettuato da Geoff Johns, coadiuvato da uno straordinario Ivan Reis alle matite, per Hal Jordan in un arco narrativo della sua seminale gestione rinominato in maniera appropriata Origini Segrete.

Geoff Johns ricostruisce la figura dello spericolato pilota collaudatore Hal Jordan e del suo trauma legato alla morte del padre, anche lui pilota, a cui aveva assistito da bambino. L’atteggiamento tronfio di Hal in realtà nasconde un animo buono, quasi ingenuo, ma dal temperamento impulsivo e spavaldo. Proprio questo temperamento porta Hal a recarsi sul luogo di quello che sembra l’ennesimo incidente aereo.

La scena che però si parerà davanti al pilota è di ben altra gravità. Sulla Terra si è schiantata una nave aliena e al suo interno uno strano essere di nome Abin Sur riesce, con le ultime forze rimaste, a spiegare ad Hal che deve raccogliere la sua eredità prendendo possesso dell’Anello del Potere e diventando membro del Corpo delle Lanterne Verdi. Hal, fra l’incredulo e lo scettico, viene catapultato nelle profondità dello spazio e sul pianeta OA al cospetto dei Guardiani.

Lì Hal apprende cosa sia davvero il Corpo delle Lanterne Verdi e inizia il suo addestramento incontrando quella che è ritenuta la migliore delle Lanterne, il risoluto Sinestro. Ma cosa si nasconde dietro l’inflessibile collega? e perché Abin Sur viaggiava su una nave anche se l’Anello permette tranquillamente di volare e di viaggiare nello spazio? Ma soprattutto cos’è la misteriosa “notte più profonda” oggetto di una minacciosa profezia?

Geoff Johns rimaneggia gli ottimi spunti del precedente retelling post-Crisi sulle Terre Infinite di Hal Jordan (le miniserie Emerald Dawn e Emerald Dawn II) in una operazione di continuity retroattiva che, partendo da piccoli ma suggestivi tasselli, riverbera e si espande per rifondare con basi più solide e dare maggior profondità al personaggio in primis e al suo universo narrativo poi.

Le altre Lanterne:

Per le origini di Alan Scott, la Lanterna Verde della Golden Age, è d’uopo recuperare i seguenti albi singoli: Secret Origins Vol. 2 #18 (1987) con un retelling delle origini “classiche”; Green Lantern Corps Quarterly #5 (1993) di Jim Balent e Andrew Pepoy in cui Alan Scott appare per la prima volta ringiovanito dopo gli avvenimenti che avevo coinvolto lui e la Justice Society of America sia nel post-Crisi che nei successivi eventi annuali come Armageddon 2001; Showcase ’95 #1 (1995) di Gene Gonzalez e Wade Von Grawbadger in cui Alan Scott, dopo gli avvenimenti di Ora Zero e Underworld Unleashed, diventa Sentinel.

Per le origini di John Stewart è d’uopo recuperare Green Lantern Vol. 2 #87. L’albo fa parte della mitica Lanterna Verde/Freccia Verde ovvero la run sul personaggio firmata da Dennis O’Neil e Neal Adams durante la Bronze Age. John venne scelto di fatto come “riserva” di Hal come da regolamento del Corpo, non è un caso che sia afroamericano alla luce dell’impianto narrativo della run stessa.

Per le origini di Guy Gardner è d’uopo recuperare Green Lantern Vol. 2 #59. Nell’albo ci viene presentato l’arrogante Guy come “riserva” di Hal, ruolo che non potrà effettivamente ricoprire causa infortunio e per cui verrà scelto John Stewart invece. Guy avrà però un’altra occasione per entrare effettivamente in azione in Green Lantern Vol. 2 #195-198: al culmine di Crisi sulle Terre Infinite, i Guardiani richiamano anche Guy in servizio nella speranza di rimpolpare le fila del Corpo contro l’Antimonitor.

Per le origini di Kyle Rayner è d’uopo recuperare Green Lantern Vol. 3 #48. Il suo esordio è collegato alla caduta di Hal Jordan, torneremo sull’argomento nel corso dell’articolo.

Per le origini di Simon Baz e Jessica Cruz infine è d’uopo recuperare The New 52 Free Comic Book Day Special Edition #1Justice League Vol. 2 #30. Mentre Simon Baz è l’ennesima “riserva” di Hal Jordan; le origini di Jessica Cruz sono interessanti perché legate all’anello di Power Ring ovvero la versione alternativa e malvagia di Lanterna Verde proveniente da Terra-3 il cui anello “possiede” il portatore facendolo vivere in uno stato perenne di ansia e panico.

Lanterna Verde – Origini Segrete è stato proposto in svariate edizioni e formati sia da Planeta DeAgostini che da RW Lion. Potete recuperarlo agilmente in volume anche nell’usato o negli arretrati di qualche fumetteria ben fornita.

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La run

Lanterna Verde di Geoff Johns & AA.VV.

Geoff Johns, dopo aver dato nuova linfa vitale alla JSA, ad Hawkman ed in parte a The Flash, prende le redini di Lanterna Verde nel 2004.

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Si tratta dell’inizio di un incredibile percorso che non solo redimerà il personaggio e tutto il suo sotto-universo narrativo ma alzerà anche la barra per tutta la produzione contemporanea e successiva divenendo di fatto il nuovo standard di scrittura per il fumetto supereroistico.

Lanterna Verde di Johns non dà tregua al lettore. Il ritmo è altissimo, la tensione costante e crescente e divisa fra l’introduzione di nuovi incredibili personaggi e l’utilizzo di una continuity retroattiva che riporta in primo piano, aggiornandoli, elementi classici del personaggio e legati soprattutto alle storie di Alan Moore, Len Wein e Steve Englehart. Si tratta di un viaggio incredibile che fa letteralmente esplodere il lato cosmico dell’Universo DC in un tripudio di colori (è proprio il caso di dirlo) che trova nell’inedito concetto dello Spettro Emozionale (diviso appunto in colori a cui fanno capo diversi Corpi di Lanterne con poteri specifici oltre la capacità di creare i classici costrutti) la cifra narrativa.

Johns spinge costantemente il racconto oltre i confini della space opera classica (La Guerra del Sinestro Corps) per abbracciare tutto l’Universo DC e quella dimensione intima di partenza (d’altronde per essere una Lanterna bisogna superare le proprie paure) che trova compimento prima nel doppio evento La Notte più Profonda/Il Giorno più Splendente e poi nella coda, forse meno brillante ma suggestiva, del periodo New 52 in cui Hal Jordan e la sua nemesi Sinestro si ritrovano clamorosamente a lavorare fianco a fianco.

Lanterna Verde di Geoff Johns fu una delle pubblicazioni ammiraglie della Planeta DeAgostini che la presentò in uno spillato omonimo per poi raccogliere l’intera gestione in ricercatissimi omnibus ristampati anche da RW Lion. Attualmente l’unico modo per recuperarli è nell’usato (o presso qualche fumetteria ben fornita di arretrati) oppure in lingua originale dove sono stati ristampati recentemente in tradepaperback. Parte di questa seminale gestione verrà ristampata da Panini DC Italia nella nuova collana collaterale da edicola Supereroi – Le leggende DC di cui potete recuperare la nostra guida alla lettura.

Menzione d’onore merita sicuramente Lanterna Verde/Freccia Verde ovvero la leggendaria run firmata da Dennis O’Neil e Neal Adams negli anni ’70. Diametralmente opposta a quella di Geoff Johns per intenti e realizzazione, la run inseriva di prepotenza elementi socio-politici nella narrazione supereroistica, giocando con il contrasto fra il poliziotto Lanterna Verde/Hal Jordan e il liberale Freccia Verde/Oliver Queen, in una struttura che faceva del racconto on the road la sua cifra stilistica. Anche questa gestione ha visto numerose edizioni in Italia, Panini DC Italia la ristamperà nella nuova collana collaterale da edicola Supereroi – Le leggende DC di cui potete recuperare la nostra guida alla lettura.

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L’evento

La Notte più Profonda di Geoff Johns & Ivan Reis

La Notte più Profonda è l’apice della gestione targata Geoff Johns di Lanterna Verde. Dopo aver rifondato e irrobustito la mitologia del personaggio e aver introdotto in maniera certosina e spettacolare il concetto di Spettro Emozionale e i Corpi degli altri colori, l’autore è pronto a far realizzare quella che fino ad allora sembrava solo una profezia.

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In un cosmo ora popolato da forze che vanno dalla Paura all’Odio passando per l’Avidità, la Speranza e la Compassione, Johns riporta bruscamente l’azione sulla Terra recuperando una suggestione di Alan Moore, prendendo alla lettera il Giuramento stesso delle Lanterne Verdi e giocando con quello che era diventato un topos abusato del fumetto supereroistico. Cos’è davvero la notte più profonda?

È il ritorno dalla tomba degli eroi morti, tutti anche quelli già ritornati in vita che devono fronteggiare dei grotteschi doppelganger, e che Hal Jordan insieme alle Lanterne dei vari Corpi si ritrovano a fronteggiare dovendo per forza di cose unire le proprie forze. Si tratta di una sfida psicologica ancora prima che fisica in cui la morte non è più solo un’ombra che aleggia pesante ma si fa esercito mettendo i protagonisti di fronte alla loro mortalità e ai loro passati fallimenti, risentimenti e rimpianti.

Come sempre Johns non manca di stupire sia per la qualità e la profondità dello storytelling, in una incredibile e crescente tensione empatica, sia per la capacità di utilizzare in maniera puntuale, ancora una volta, lo strumento della continuità retroattiva non solo ripescando Alan Moore ma anche due villain come Mano Nera (in realtà già riutilizzato nella miniserie Rinascita) e soprattutto Nekron.

Anche La Notte più Profonda fu presentata da Planeta DeAgostini in albi spillati per poi essere raccolto in volume, in varie edizioni, da RW Lion. L’evento ovviamente è compreso negli omnibus citati precedentemente. Panini DC Italia ha recentemente ristampato l’evento in volume anche se, ovviamente, il consiglio è quello di leggere organicamente tutta la gestione Johns di modo da avere un quadro complessivo più completo.

In seno agli eventi con protagonisti Lanterna Verde, e più nello specifico Hal Jordan, è impossibile non citare Emerald Twilight (ne parleremo fra poco) e i crossover Ora Zero (recuperate il nostro articolo dedicato) e L’ultima Notte (recuperate il nostro articolo dedicato).

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L’albo singolo

Green Lantern Vol. 3 #51 di Ron Marz & Daryl Banks

Dopo i drammatici avvenimenti dell’arco narrativo Emerald Twilight (lo troverete sviscerato fra poco) su Green Lantern Vol. 3 #51 esordisce ufficialmente Kyle Rayner nei panni di Lanterna Verde.

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L’avvicendamento di un nuovo personaggio sotto il costume non era assolutamente una novità soprattutto nell’Universo DC degli anni ’90 e qui, pur strettamente motivato da esigenze commerciali (la serie era flagellata da scarse vendite), trova una inedita ragion d’essere sia nelle premesse che portano all’esordio di Kyle sia alla sua lenta ma inesorabile affermazione come Lanterna Verde.

Certo l’inizio non è dei più incoraggianti (il celebre episodio che vede il villain Major Force uccidere Alex, la ragazza di Kyle, facendola trovare a pezzi nel frigo) ma Ron Marz gestisce con sicurezza una serie che, partita senza grosse aspettative, si guadagna mese dopo mese uno stuolo di affezionati lettori anche forte dello stile muscolare alla matite di Daryl Banks.

Il merito va senz’altro rintracciato nelle caratteristiche stesse con cui si scelse la nuova Lanterna Verde. Kyle incarna lo spirito di “rinnovamento” degli anni ’90: non è un eroe di seconda generazione, è un ragazzo come tanti alla ricerca del suo posto nel mondo (il fatto che di professione faccia il disegnatore è poi un affascinante cortocircuito meta-fumettistico) che viene investito di una enorme responsabilità.

La sua continua e coriacea accettazione di questa responsabilità, quasi come una inconsapevole dichiarazione di intenti al netto di una inesperienza totale o quasi, separa Kyle dagli altri eroi sia da quelli della Silver Age che da quelli che a partire dalla seconda metà degli anni ’80 iniziarono a popolare l’Universo DC stesso vedasi l’esempio più lampante costituito dal passaggio, soffertissimo, di testimone fra Barry Allen e Wally West.

Trovate l’esordio di Kyle Rayner in appendice alla mitica serie spillata Flash della Play Press che propose anche gran parte della sua serie regolare. L’albo, ed il primo arco narrativo, è stato poi raccolto in volume da Planeta DeAgostini in Lanterna Verde – Alba e Crepuscolo (tomo fondamentale se siete fan del personaggio).

Le altre Lanterne:

Come albo singolo per Alan Scott è d’uopo sicuramente segnalare All-Star Comics Vol. 1 #3 (data di copertina dicembre 1940) di Gardner Fox e Everett E. Hibbard. L’albo è importante perché segna l’esordio della leggendaria Justice Society of America di cui Alan è uno dei membri fondatori e principali artefici ponendosi come uno degli eroi più importanti della Golden Age e in generale dell’Universo DC.

Come albo singolo per Hal Jordan è d’uopo sicuramente segnalare il suo esordio assoluto su Showcase #22 (data di copertina ottobre 1959) di John Broome e Gil Kane.

Come albo singolo per Guy Gardner è d’uopo sicuramente segnalare Justice League #5 (data di copertina settembre 1987) di Keith Giffen, J.M. DeMatteis e Kevin Maguire. Si tratta dell’albo che ha generato il popolarissimo meme “one punch”. Dopo infinita serie di provocazioni Batman cede e rifila a Guy un destro che lo manda al tappeto facendolo diventare lo zimbello della comunità supereroistica per gli anni a venire.

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La gemma del passato

Green Lantern Vol. 2 #188, Tales of the Green Lantern Corps Annuals #2 & #3 di Alan Moore, Dave Gibbons e AA.VV.

A metà anni ’80 la carica lisergica della fantascienza britannica si affaccia con veemenza nei comics americani e Alan Moore è una delle teste di ponte della famigerata British Invasion. Al netto dei grandi capolavori da lui pubblicati in quegli anni, il Bardo realizza un trittico di storie dedicate a Lanterna Verde che lasciano indelebilmente il segno tanto sui lettori quanto sui futuri scrittori del personaggio.

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Si tratta di Green Lantern Vol. 2 #188, Tales of the Green Lantern Corps Annuals #2 & #3 che realizza coadiuvato da altri nomi noti destinati ad entrare nella leggenda come Dave Gibbson, Bill Willingham e Kevin O’Neill. Sono soprattutto le prime due storie saranno foriere di sviluppi futuri.

Nella prima, intitolata Mogo Doesn’t Socialize, facciamo la conoscenza di Mogo ovvero il pianeta Lanterna Verde. Con ironia, tutta britannica, facciamo la sua conoscenza tramite l’ignaro Bolphunga che, giunto sul pianeta, è alla ricerca di Mogo non sapendo però che si tratta di un intero pianeta e non di una semplice persona…

Con le altre due il tono cambia radicalmente. In Tygers ritroviamo Abin Sur in esplorazione sul mefitico pianeta Ysmault, lì le misteriose 5 Inversioni profetizzano che non solo Abin cadrà a causa di un non meglio specificato malfunzionamento dell’Anello ma anche che presto il Corpo delle Lanterne Verdi andrà incontro alla sua “notte più profonda” ovvero una guerra che lo spazzerà via. Dai toni immanenti e dalla atmosfera opprimente, Tygers diverrà un cult e sarà imitata in più di una occasione inoltre sarà proprio su questa storia che Johns fonderà la sua rifondazione del personaggio.

Al netto della profezia sulla “notte più profonda”, Johns giustificheà perché Abin Sur solcava lo spazio a bordo di una nave e soprattutto come e perché il suo anello aveva smesso di funzionare.

La terza storia intitolata In Blackest Night ha per protagonista Katma Tui intenta ad addestrare una recluta di un settore dello spazio in cui non penetra nessun tipo di luce. Ha senso parlare di Lanterna Verde o luce verde in questo caso? Katma sostituisce quindi l’idea della luce con quella di una nota musicale…

Alcune menzioni d’onore.

A cavallo fra Crisi sulle Terre Infinite e gli eventi Legends e Millenium, Lanterna Verde e il Corpo ebbero una piccola spinta editoriale grazie a Len Wein prima e Steve Englehart poi. Le loro gestioni sono state raccolte in due serie di volumi intitolate rispettivamente Tales of the Green Lantern Corps (4 volumi in inglese) e Green Lantern: Sector 2814 (3 volumi pubblicati in Italia da RW Lion con il titolo di Lanterna Verde: Settore 2814).

Sempre RW Lion ha pubblicato, in 3 volumi, la serie Mosaic del 1992 con protagonista John Stewart. Dopo i tragici avvenimenti di Odissea Cosmica, un folle Guardiano trasporta su OA interi pezzi di varie civiltà diverse e toccherà proprio a John Stewart ergersi a guardiano dell’ordine in una insolita società multietnica per una serie dalle tematiche senz’altro molto avanti rispetto ai tempi.

Queste storie sono state ristampate in Italia in svariati volumi dedicati ad Alan Moore e a Lanterna Verde. L’ultima e più completa edizione è sicuramente il volume I grandi maestri – Alan Moore edito da RW Lion.

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La gemma del presente

Il Corpo delle Lanterne Verdi di Peter J. Tomasi, Dave Gibbons, Patrick Gleason e AA.VV.

Come dichiarato in più di una occasione da Geoff Johns, il rilancio di Lanterna Verde del 2004 fu concepito come un rilancio corale cioè di tutto l’universo (e mitologia annessa) che il personaggio o meglio i personaggi avevano accumulato nella loro lungo e travagliata vita editoriale. Per questo motivo viene varata, contestualmente alla testata Lanterna Verde, anche la gemella Il Corpo delle Lanterne Verdi che vede impegnati fra gli altri Peter J. Tomasi, il leggendario Dave Gibbons (disegnatore di Watchmen) e Patrick Gleason.

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Con il ritorno di Hal Jordan e una notte più profonda sempre più vicina, i Guardiani decidono di riformare il Corpo delle Lanterne Verdi con l’aiuto di Kyle Rayner e di alcuni vecchi membri tornati in vita (Kilowog ad esempio) che accettano di buon grado di riprendere il loro posto. Tuttavia il Corpo ha bisogno di nuove reclute e non tutti coloro che vengono scelti dall’Anello per la loro capacità di superare la paura accettano di buon grado di entrare a far parte del Corpo.

Inoltre l’universo è un posto diverso rispetto all’ultima incarnazione del Corpo e le tensioni non mancano fra pianeti e settori vicini, inoltre le attività criminali sembrano essere in aumento esponenziale corroborate da misteriose forze che sembrano avere un unico obbiettivo: spazzare via OA e i Guardiani.

Quella de Il Corpo delle Lanterne Verdi è la serie perfetta per accompagnare l’epopea di Hal Jordan. Qui Kyle Rayner, John Stewart e Guy Gardner e non solo trovano una nuova ed inedita dimensione personale legittimandosi definitivamente come personaggi con una propria identità fuori dall’ombra di Jordan. I nuovi personaggi introdotti, gli intrecci e le trame mai banali offrono poi uno nuovo sguardo al lato cosmico dell’Universo DC che diventa vivo e vitale. Una serie estremamente influente che diverrà il canovaccio per le successive interazioni del franchise soprattutto durante l’ultima parte dei New 52 e poi nel Rebirth.

Il Corpo delle Lanterne Verdi fu pubblicato in volumi da Planeta DeAgostini.

Menzione d’onore per merita sicuramente la gestione firmata da Robert Venditti con matite di uno stellare Rafa Sandoval del periodo Rebirth. La serie venne rinominata in occasione di quel rilancio Hal Jordan and The Green Lantern Corps e parte con una incredibile alleanza fra il Corpo delle Lanterne Verdi e quello di Sinestro. La serie è ricca di azione ed evolve in maniera molto rapida includendo in maniera organica (a differenza da quanto fatto alla fine dell’era New 52 dallo stesso Venditti forse irretito dal dover raccogliere il testimone da Geoff Johns) tutti gli elementi che fino ad allora avevano caratterizzato la serie con rinnovato vigore includendo persino I Nuovi Dei di Jack Kirby.

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L’elseworld

Lanterna Verde Terra Uno Vol. 1 & 2 di Corinna Bechko & Gabriel Hardman

Così come tutti gli eroi principali dell’Universo DC anche Lanterna Verde gode di una serie di sue versioni alternative ed è stato protagonista in solitario di due elseworld (Green Lantern: Evil’s Might e Green Lantern: 1001 Emerald Nights) tuttavia la sua versione alternativa più convincente è quella protagonista della serie Lanterna Verde Terra Uno ad oggi composta da due volumi.

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Corinna Bechko e Gabriel Hardman rileggono il personaggio di Hal Jordan in chiave fantascientifica ispirandosi ad una certa letteratura sci-fi anni ’70 e ’80 e all’immancabile Alien di Ridley Scott per le atmosfere plumbee e opprimenti. In questo universo narrativo alternativo Hal Jordan è al servizio della Ferris Galactis come minatore di asteroidi, un lavoro che gli permette di restare nello spazio ma che ha poco a che fare con il fascino dell’ignoto e della scoperta tipico dei cosmonauti.

Proprio durante una delle sue spedizioni di ricerca, recupera un misterioso anello dagli incredibili poteri. Ma qual è la sua origine e perché il Corpo delle Lanterne Verdi è stato massacrato dai Manhunter, androidi dalla mortale direttiva primaria?

Portando alle estreme “conseguenze” l’ispirazione spaziale del personaggio, gli autori confezionano una storia robusta e moderna a tratti molto autoriale in cui gli elementi caratteristici del personaggio vengono riletti e rimaneggiati in maniera personale e mai scontata. Ottime anche le matite graffianti ed evocative di Hardman in cui il tratteggio pesante e i neri profondi si scontrano con improvvisi squarci di luce e soluzioni prospettiche tanto audaci quante algide per uno spazio più pericoloso e meno accogliente di quello a cui i fumetti ci hanno sempre abituato.

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Il volume per il neofita

Lanterna Verde: Rinascita di Geoff Johns & Ethan Van Sciver

Come detto poco sopra Geoff Johns prende le redini di Lanterna Verde nel 2004, tuttavia prima di lanciare la nuova serie regolare l’autore architetta una partenza bruciante con la miniserie Lanterna Verde: Rinascita in cui Hal Jordan ritorna in vita dopo essersi sacrificato nell’evento L’ultima Notte ed essere diventato l’ospite dello Spettro in Il Giorno del Giudizio.

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Il fulcro della miniserie non è l’utilizzo del topos della morte e resurrezione dell’eroe (che ritornerà in auge nella prima metà degli anni 2000 anche grazie a questa miniserie) divenuto già parte integrante della letteratura supereroistica moderna bensì una sua rilettura più intima il cui volano diventa la simbologia stessa del personaggio e le nello specifico le vicende che hanno coinvolto personalmente Hal Jordan.

Si tratta quasi di una narrazione corale in cui l’ascesa e la caduta di Hal Jordan vengono narrate e rivissute attraverso il vissuto dei suoi amici, dei suoi compagni nel Corpo e soprattutto dei suoi nemici. Nel corso della lettura ben presto ci accorgiamo che non si tratta di legittimare il ritorno dell’uomo Hal Jordan e neanche dell’eroe in sé per sé ma del simbolo e di quello che rappresenta: speranza, forza di volontà, abnegazione, resilienza… come una luce in una notte profonda.

Anche la formula narrativa di Lanterna Verde: Rinascita verrà imitata e ripetuta (anche dallo stesso Johns) senza particolare successo. Una piccola curiosità: il lancio della miniserie fu presentato al San Diego Comic-con ma il panel venne chiuso in fretta e furia perché gli spettatori iniziavano ad accalcarsi per la presentazione successiva ovvero quella che avrebbe svelato il primo trailer di Batman Begins di Christopher Nolan, ma questa come si suol dire è un’altra storia!

Come accessibilità Lanterna Verde: Rinascita non è esattamente un volume adattissimo per un lettore neofita che si troverà, come facilmente intuibile, a dover ricostruire una serie di avvenimenti che, pur riassunti in maniera puntuale dall’autore, ovviamente non sono vissuti e letti direttamente. Questo grado di difficoltà leggermente superiore è però compensato dal grande pathos del racconto (e da una parte grafica assolutamente strabiliante) che rendono la lettura coinvolgente ed emozionante.

Lanterna Verde: Rinascita fu presentato, parzialmente, sulla antologica DC Universe della Play Press (ultimo flebile respiro dell’editore romano) salvo poi essere riproposto subito in volume da Planeta DeAgostini che la incluse ovviamente anche negli omnibus. La miniserie è tornata recentemente disponibile in una nuova edizione targata Panini DC Italia.

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La fine

Emerald Twilight (Green Lantern Vol. 3 #48-50) di Ron Marz & Darryl Banks

Emerald Twilight (in italiano Tramonto di Smeraldo) è l’arco narrativo che si dipana su Green Lantern Vol. 3 #48-50 e sancisce di fatto la caduta di Hal Jordan. Durante il lunghissimo arco narrativo de La Morte di Superman, il tiranno spaziale Mongul aveva reso al suolo Coast City ovvero la città natale di Hal Jordan.

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Da questa immane tragedia Hal Jordan non si era mai di fatto ripreso iniziando a manifestare con allarmante frequenza segni di squilibrio, sfiducia nella sua missione e nel potere stesso dell’Anello. Tuttavia questo non gli impedì di provare il tutto per tutto e riportare in vita la città e tutti i suoi abitanti.

I Guardiani ovviamente dovettero intervenire cercando di prendere il controllo dell’Anello scatenando l’ira di Hal che in un raptus aveva chiesto con veemenza ai Guardiani di utilizzare il loro potere per riportare tutto alla normalità. Incassato il rifiuto, Hal si era diritto su OA dove, in una escalation di brutali combattimenti, aveva spazzato via l’intero Corpo. I Guardiani, in un ultimo disperato tentativo, avevano addirittura liberato la sua nemesi Sinestro che però non aveva potuto nulla contro un Hal in possesso di una moltitudine di Anelli strappati direttamente ai suoi ex-compagni.

Pronto ad assorbire l’energia della Batteria Centrale del Potere, Hal ne era poi emerso drasticamente cambiato: non più Lanterna Verde ma Parallax. L’ascesa e la caduta di questa entità passeranno poi dagli eventi Ora Zero e L’Ultima Notte.

Per quanto riguarda Lanterna Verde invece, Ganthet, l’ultimo Guardiano rimasto in vita, si dirigerà sulla Terra alla ricerca di un nuovo portatore trovando in Kyle Rayner il torch bearer (il portatore della fiamma) colui che per molti, molti anni sarà l’unica Lanterna Verde nell’Universo ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.

Emerald Twilight fu proposto in appendice alla mitica serie spillata Flash della Play Press e poi raccolto in volume da Planeta DeAgostini in Lanterna Verde – Alba e Crepuscolo (tomo fondamentale se siete fan del personaggio).

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Il villain

La Guerra del Sinestro Corps (Green Lantern: Sinestro Corps Special #1, Green Lantern #21-25, and Green Lantern Corps #14-19) di Geoff Johns, Dave Gibbons, Peter J. Tomasi & AA.VV.

Nella sua incredibile opera di reintroduzione/ricostruzione della mitologia di Lanterna Verde e di Hal Jordan, Geoff Johns sapeva bene quale fosse il valore della nemesi principale dell’eroe ovvero Sinestro. Subito mostrato nella miniserie di apertura, di Sinestro si perdono relativamente le tracce almeno fino a quando non iniziamo a capire che così come il Corpo delle Lanterne Verdi si sta riformando anche Sinestro, Lanterna caduta in disgrazia, sta reclutando membri per il suo Corpo personale.

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È il preludio a La Guerra del Sinestro Corps, quello che da molti fan è ritenuto il vero capolavoro di Geoff Johns sul personaggio. Sinestro ha infatti imparato a incanalare l’energia Gialla della Paura e grazie agli armieri di Qward dell’Universo di Antimateria ha costruito un anello capace di generare con essa costrutti. Mentre negli angoli più remoti dell’universo procede, aggressiva, la campagna di reclutamento del Sinestro Corps l’obbiettivo è subito chiaro: una guerra per spazzare via OA, i Guardini e il Corpo delle Lanterne Verdi.

Lo scontro è senza esclusioni di colpi e la vittoria per Hal Jordan e le altre Lanterne Verdi arriverà non senza remore. Ancora una volta Sinestro è riuscito ad imporre la sua volontà sul Corpo e sui Guardiani costringendoli a riscrivere una delle loro preziosissime regole. Li ha cioè costretti a sbloccare l’uso della forza letale negli Anelli dando alle Lanterne Verdi la possibilità di uccidere.

La Guerra del Sinestro Corps è un arco narrativo epico che contribuisce a rendere immediatamente Sinestro uno dei villain più pericolosi e subdoli di tutto l’Universo DC.

Anche La Guerra del Sinestro Corps fu proposta da Planeta DeAgostini in spillato per poi essere raccolta all’interno dei ricercatissimi omnibus ristampati anche da RW Lion. Attualmente l’unico modo per recuperarli è nell’usato (o presso qualche fumetteria ben fornita di arretrati) oppure in lingua originale dove sono stati ristampati recentemente in tradepaperback.

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