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Grandi Eventi DC – Ora Zero (1994)

Ora Zero, l’evento che DC pubblica nel settembre del 1994, chiude idealmente una parabola iniziata circa 10 anni prima con il seminale Crisi sulle Terre Infinite (l’evento con cui DC aveva azzerato e riavviato il suo universo narrativo cancellando l’idea di infinite universi paralleli) e proseguita poi con Armageddon 2001, il convulso evento del 1991, non è un caso infatti che il sottotitolo dell’evento sia Crisi nel Tempo (Crisis in Time! – in originale).

Editorialmente parlando, DC arrivava nel 1994 da un lato da due importanti eventi ovvero La Morte di Superman, ed il suo ritorno, e la caduta di Batman per mano di Bane con conseguente arrivo nei panni del Cavaliere Oscuro di Jean-Paul Valley nella lunga saga Knightfall culminata ovviamente con il ritorno di Bruce Wayne. La casa editrice aveva quindi inaugurato un proficuo filone narrativo (quello della morte e resurrezione dell’eroe) che si sarebbe protratto per molti anni a venire con riletture più o meno proficue.

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Dall’altro lato, dopo il già menzionato Armageddon 2001, la casa editrice aveva sperimentato formule alternative per gli eventi successivi, relegandoli agli annual delle varie testate, ma senza ottenere un grosso riscontro sia di critica che di pubblico vedasi Eclipso – The Darkness Within ed il successivo Bloodlines con il quale era entrata a gamba tesa proprio negli anni ’90.

Ora Zero unisce queste esperienze editoriali ed infatti ha una pubblicazione più tradizionale. Si tratta di una miniserie settimanale di 5 albi con due prologhi apparsi su Showcase ’94 #8-9. A questa miniserie poi si collegarono tutte le testate mensili (circa una trentina).

La lunga premessa è necessaria perché alla guida di Ora Zero viene chiamato Dan Jurgens (“l’uomo che aveva ucciso Superman”) che curerà sia i testi che i disegni (con preziose chine di Jerry Ordway) dell’evento sugellando il suo status di demiurgo della DC dei primi anni ’90. L’editor dell’evento invece fu K.C. Carlson.

Ora Zero – una crisi nel tempo

Ora Zero si apre con il ritorno di alcuni personaggi incontrati in Armageddon 2001. Si tratta dei Linear Men e di Waverider che nel Punto di Fuga (Vanishing Point – in originale NdA) ovvero il luogo fuori dallo spazio-tempo dove si osserva e si sorveglia sull’integrità di tutta la realtà avvertono, delle anomalie nel flusso del tempo che hanno come epicentro il 1994. Contemporaneamente assistiamo anche al ritorno di Monarch! Il tiranno temporale, creduto sconfitto proprio alla fine di Armageddon 2001, è vivo e vegeto e prepara un nuovo terribile piano per ricreare la sua linea temporale. Per farlo attira Waverider e Rip Hunter in una trappola e ne assorbe l’energia cronale e trasformarsi in Extant.

Alla fine del tempo un’altra figura sembra aver dato il via al suo piano attaccando il Time Trapper. Intanto nel 1994 iniziano a comparire personaggi provenienti da altre realtà e linee temporali come Triumph e Alpha Centurion ma anche come una perfettamente sana Barbara Gordon nei panni di una Batgirl non ancora vittima della brutalità del Joker come accaduto nel seminale The Killing Joke.

Con queste anomalie che iniziano a moltiplicarsi la situazione appare subito grave. Nel Punto di Fuga Matthew Ryder, un altro dei Linear Men, osserva come una serie di spaccature entropiche stanno divorando il futuro a ritroso! Waverider e Hunter provano subito a chiedere aiuto a Flash ma il Velocista Scarlatto sembra impotente di fronte alla forza entropica e perisce insieme ad Hunter.

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Proprio le ultime parole di Hunter tuttavia riescono a dare un indizio importante a Waverider. “Crisi” è la parola usata dal Linear Man e Waverider in un terribile momento di lucidità accede agli archivi e finalmente ricorda e capisce cosa si sta fronteggiando. Le conseguenze della grande crisi che aveva fatto collassare il Multiverso non sono ancora sopite: le spaccature entropiche aperte in vari punti dello spazio-tempo non sono altro che vere e proprie onde cronali che stanno cancellando il tempo a ritroso in maniera del tutto simile a quanto avevano fatto le onde di anti-materia che distrussero molti universi in Crisi sulle Terre Infinite.

Anche Metron dei Nuovi Dei avverte il pericolo mortale e chiede subito la collaborazione di Superman e Batman. Proprio l’Uomo d’Acciaio prende in mano la situazione e chiama a raccolta gli eroi spiazzati dalla situazione: c’è infatti un nuovo Lanterna Verde, Kyle Rayner, un nuovo Hawkman, che ha improvvisamente rivissuto tutte le sue precedenti incarnazioni, e un nuovo Kid Flash anzi Impulso fra gli altri.

È la Justice Society of America tuttavia a subire il primo e più terribile colpo da Extant. Il villain, conoscendo l’esperienza con le anomalie temporali degli eroi della Golden Age, li cattura e rimuove l’effetto che dagli anni ’40 li manteneva giovani facendoli invecchiare rapidamente, solo Alan Scott ovvero la Lanterna Verde originale sembra sfuggire all’attacco.

A questo punto Waverider prova il tutto per tutto: un attacco simultaneo nel passato e nel futuro. Gli eroi però sembrano essere sempre un passo indietro rispetto ad Extant che intanto rivela il suo terribile segreto connesso proprio a Waverider. Tutto sembra perduto: gli eroi superstiti si rifugiano nel Punto di Fuga e sotto la guida di Metron cercano di riorganizzarsi per un ultimo disperato tentativo di ripristinare lo spazio-tempo.

Mentre Extant osserva il suo operato di cui sinistramente contempla anche gli effetti indesiderati, ovvero spaccature entropiche formatesi spontaneamente, decide di sferrare il suo colpo finale agli eroi ma una volta giunto nel Punto di Fuga viene svelato il vero deus ex-machina di tutte le vicende: Parallax!

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È infatti l’ex-Lanterna Verde Hal Jordan, completamente impazzito, ad aver guidato Extant che ora viene esautorato dal suo ruolo. Parallax può riscostruire l’universo a sua immagine e somiglianza e riportare in vita Coast City anche se questo significa sacrificare tutto. Gli eroi ovviamente sono esterrefatti dalla rivelazione e cercano di fermare il potente villain che ha però già avviato il processo per portare la realtà alla sua ora zero e poterla così riscrivere come contrassegnato dalle pagine bianche nell’ultimo numero dell’evento in cui la realtà è sagacemente associata ad una pagina bianca di un fumetto.

Il ritorno di Waverider e l’intervento de Lo Spettro riescono a rallentare l’operato di Parallax. Grazie al sacrificio di Batgirl e della nuova Lanterna Verde ma soprattutto al sangue freddo di Freccia Verde, viene inferto un colpo mortale a Parallax. Tuttavia gli eroi si ritrovano con un spazio-tempo estremamente contratto in cui sostanzialmente non vi è nulla. Fortunatamente tutta l’energia cronale viene accumulata e fatta letteralmente detonare dal giovane eroe Damage che riavvia il tempo.

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La nuova linea temporale, spiega Waverider, è pressoché identica a quella precedentemente cancellata eccetto qualche piccola variazione. Chi è perito nelle anomalie è tornato in vita sano e salvo, chi invece è morto per altre cause purtroppo no. Freccia Verde è l’eroe che, psicologicamente, ha subito il colpo più duro mentre fra i perduti si contano Flash, Lanterna Verde e Parallax la cui minaccia è stata debellata per sempre… o forse no?

Ora Zero – la genesi

A differenza dei precedenti eventi, Ora Zero si ispira direttamente, e senza farne mistero, a Crisi sulle Terre Infinite. L’ispirazione è tanto formale quanto pratica e lo scopo alla base dell’evento del 1994 è del tutto simile a quello della seminale serie di metà anni ’80: correggere le contraddizioni della stratificata continuity DC.

L’obbiettivo che DC si era proposta con Crisi sulle Terre Infinite infatti era stato raggiunto solo in parte e per un numero relativamente circoscritto di personaggi/testate. Da un lato infatti c’erano stati i grandi rilanci di Superman, Batman, Wonder Woman a cui erano seguiti, seppur non immediatamente, altri successi come The Flash o la rinnovata formula di Justice League of America divenuta Justice League International. Ma c’erano stati altrettanti “passi falsi” e problemi cronici mai risolti: Aquaman per esempio, la continuity della Legione dei Super-eroi radicalmente modificata dopo l’eliminazione di Superboy, Hawkman le cui origini erano state rimaneggiate due volte dopo Crisi senza successo e infine la Justice Society of America prima eliminata e poi reintrodotta ufficialmente.

Tutte queste esigenze vengono raccolte e passate nelle mani dell’editor K.C. Carlson e di Dan Jurgens a cui viene sostanzialmente consegnato campo libero come fu fatto in passato a quelli che erano ritenuti gli autori di punta in DC e quindi capaci quindi di sintetizzare lo zeitgeist del tempo in seno alla tradizione della casa editrice.

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Conscio del compito non facile, ma soprattutto degli errori compiuti nel recente passato in temi di rilanci ed eventi, Jurgens imbastisce un canovaccio semplice e lineare che parte da un’altra crisi nel tempo che aveva contribuito a forgiare (Armageddon 2001) recupera alcuni assunti classici dalle grandi Crisi sulle Terre Multiple, come avere un grande ed inaspettato deus ex-machina, e termina con un cambiamento dello status quo tanto drammatico quanto capace di fornire carta bianca, letteralmente come si vede nell’ultimo albo, agli autori.

Jurgens traccia sì questo canovaccio ma prima di entrare nel dettaglio interpella gli altri scrittori ed editor chiedendo direttamente a loro quali personaggi inserire, come inserirli, a quali trame fare riferimento e come rimaneggiarle per il futuro rilancio. Una strategia editorialmente forse troppo avanti nei tempi e che non porterà il risultato sperato.

Ora Zero – un tributo a Crisi sulle Terre Infinite

In Ora Zero, dal punto di vista del plot e grafico, Dan Jurgens paga dazio a Crisi sulle Terre Infinite soprattutto in termini di ritmo, sviluppo della trama, costruzione della tavola e stile grafico un po’ diverso da quello fino a quel momento adottato.

Ora Zero è un evento fortemente character driven e giocato sulla tensione fra Extant, il fato della Justice Society of America e di alcuni altri personaggi fra cui Flash, Lanterna Verde, Hawkman prima e sulla drammatica rivelazione di Parallax e sul fato di Freccia Verde e Batgirl poi.

Proprio su Parallax si basa il plot twist dell’evento consegnando Hal Jordan, divenuto completamente pazzo dopo la distruzione di Coast City per mano di Mongul durante La Morte di Superman, agli annali dei villain grazie alla sua trasformazione avvenuta su Green Lantern Vol. 3 #48-50 ovvero il fondamentale arco narrativo Emerald Twilight.

Avendo quindi bene in mente l’obbiettivo da raggiungere e con un antagonista solido con cui raggiungerlo, Jurgens costruisce una storia resa fortemente incalzante dalla claustrofobica numerazione discendente degli albi (da #4 allo #0) ma anche dal conto alla rovescia progressivo che apre le varie sequenze negli albi stessi. Con l’azione ridotta al minimo, e relegata soprattutto nell’ultimo albo, gli eventi di Ora Zero mostrano tutta la loro drammaticità nelle reazioni dei personaggi incapaci di fronteggiare una minaccia inarrestabile che ha mietuto vittime e modificato sin dalla sua apparizione per sempre le loro vite (vedasi Flash e la Justice Society of America) prima e poi nell’orrore di dover fronteggiare coloro il quale fino a poco tempo prima avevano ritenuto un compagno, un eroe, un amico.

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L’ombra di Crisi sulle Terra Infinite si proietta anche sullo Jurgens disegnatore. Lo stile muscolare ma solido che l’aveva reso uno dei più capaci interpreti del tradizionale in house style della DC fra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 cede il passo a figure più plastiche e affusolate in cui è molto forte anche la mano di Jerry Ordway più che un semplice inchiostratore.

Dove però vi è una maggiore differenze è nella costruzione della tavola. Soprattutto nei primi 3 albi infatti Jurgens sembra riprendere quella costruzione barocca del George Peréz di Crisi sulle Terre Infinite per poi “normalizzarsi” verso stilemi più personali con una cambiamento progressivo ma evidente dalla verticalità alla orizzontalità, splash page e figure intere spesso sbordate che dominano la pagina.

Dal punto di vista della sceneggiatura quindi Ora Zero è un lavoro che nasconde una complessità di intenti che Dan Jurgens cerca di conciliare non senza qualche scelta abbastanza interlocutoria. A tratti la narrazione risulta frammentaria e alcuni passaggi sembrano sconnessi eppure il tutto trova un appagante compimento nell’ingresso in scena dell’antagonista principale che diventerà per i successivi due anni uno dei villain più temuti non solo per le sue tragiche origini ma anche per la sua determinazione.

Dal punto di vista grafico Ora Zero non è il lavoro più solido e completo di Dan Jurgens, fiaccato forse anche dalla periodicità settimanale degli albi. Resta comunque un lavoro privo di grosse sbavature e pienamente inserito nell’estetica e negli stilemi in voga in quegli anni alla DC.

Ora Zero – l’inizio del domani, lo zero month e tutte le conseguenze

Ora Zero doveva sanare quelle discrepanze della continuity DC pre-esistenti e mai colmate da Crisi sulle Terre Infinite anche a causa dei rilanci tardivi. All’epoca infatti, qualora non fosse già stato pensato, DC diede agli scrittori e agli editor un certo margine di tempo prima di rilanciare i personaggi. Accadde così che per anni i personaggi pre-Crisi “circolassero liberamente” nell’universo post-Crisi, il caso più eclatante fu Hawkman che venne realmente rilanciato solo nel 1989 con Hawkworld di John Ostrander, serie comunque contradditoria rispetto alle incarnazioni precedenti.

Ora Zero doveva sopperire a questa eventualità con una nuova linea temporale “unica” in cui venivano posizionati tutti i più importanti avvenimenti del “nuovo” Universo DC, e che fu allegata all’ultimo albo, e fornire un rilancio immediato, a caldo, delle serie con dei numeri zero che vennero pubblicati nell’ottobre del 1994 ribattezzato giustamente Zero Month.

Questo comportò alcune chiusure e altrettanti rilanci. Chiusero: Team Titans (uno spin-off di The New Titans), L.E.G.I.O.N. ’94, Valor e Justice League International. Divennero quindicinali Legion of Super-Heroes e Legionnaires che subirono un vero e proprio reboot mentre furono lanciate la nuova Extreme Justice, Primal Force, Fate (con un nuovo protagonista), R.E.B.E.L.S. ’94 (che sostituì L.E.G.I.O.N. ’94), Manhunter (con un nuovo protagonista), Xenobrood e Starman anche qui con un nuovo protagonista dopo che la JSA aveva visto morire alcuni dei suoi membri mentre altri erano invecchiati ritirandosi

Le altre serie regolari subirono più o meno piccoli cambiamenti retroattivi (per esempio Batman non si confrontò mai con Joe Chill, l’uomo che uccise i genitori, e il suo status a Gotham era quello di leggenda urbana) oppure furono toccate dall’assestamento della linea temporale per semplici espedienti narrativi vedasi Superman e il ritrovamento del suo cadavere.
In altri casi vennero introdotti nuovi personaggi come Connor Hawke, il figlio di Oliver Queen, mentre ad altri numeri zero fu lasciato il compito di esporre le conseguenze dell’evento come in The Flash #0 e Green Lantern #0 più che fondamentali anche per gli sviluppi futuri non solo delle serie regolari ma anche del resto dell’Universo DC.

Non tutto ovviamente andò come ipotizzato da Dan Jurgens. Innanzitutto la nuova linea temporale prevedeva già al suo interno delle contraddizioni come la presenza di Supergirl/Matrix e l’includere come canonici gli eventi di Armageddon 2001 e poi, come sempre, l’ago della bilancia fu dettato dal riscontro di pubblico sulle nuove serie.

L’autore aveva avuto parecchie intuizioni ma,  a causa delle classiche ingerenze editoriali, molte furono scartate. Una su tutte l’idea di far sopravvivere due sole terre di cui una (Terra-2) in cui avrebbe trovato residenza stabile la Justice Society of America. O ancora la trama, mai più ripresa, della nuova Time Trapper.

Nell’evento Il Regno di Mark Waid (1999) si cercò di spiegare le contraddizioni della nuova linea temporale con il concetto di Ipertempo, spiegazione che non attecchì mai del tutto e che venne “sconfessata” con maggiore convinzione da Crisi Infinita nel 2005. I rilanci furono abbastanza effimeri e l’unica testata che davvero sopravvisse fu Starman, uno dei più grandi successi DC della seconda metà degli anni ’90, che evidenziava come i lettori avessero molto a cuore i personaggi della Justice Society of America e volessero esplorarne la loro eredità, la loro legacy, aspetto su cui qualche anno più tardi avrebbero costruito la loro fortuna autori come Mark Waid e Geoff Johns.

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Ora Zero è un gradino sopra Armageddon 2001, di cui è l’ideale prosecuzione e conclusione, ma sicuramente un gradino sotto la leggendaria Crisi sulle Terre Infinite a cui chiaramente si ispira. Rimane tuttavia, a dispetto dei molti difetti fra cui una notevole compressione, una lettura fondamentale per ogni fan DC poiché getta le basi per la proposta editoriale del decennio successivo estremamente carica di soddisfazioni commerciali e di critica.

A margine di questa considerazione c’è anche da sottolineare come l’idea alla base di Ora Zero, quella di creare una nuova ed unica linea temporale su cui posizionare gli eventi principali, è tornata ciclicamente in voga anche in tempi recentissimi in casa DC. Inoltre durante i New 52 venne ripetuto l’esperimento dello Zero Month con i numeri zeri che rinarravano le origini dei personaggi così come più o meno rimaneggiate durante il reboot del 2011.

Ora Zero, le edizioni italiane

Ora Zero ha goduto di due edizioni italiane.

La prima fu opera della Play Press con 4 albi spillati antologici che raccoglievano la saga principale (compresi i prologhi apparsi su Showcase ’94 #8-9) e alcuni numeri zero che non trovarono posto nelle serie regolari allora pubblicate. Play Press puntò molto sull’evento che però purtroppo non diede lo sperato slancio alle pubblicazioni che rimasero sostanzialmente invariate sia nella forma che nei contenuti.

La seconda invece è stata quella della Planeta DeAgostini che inserì Ora Zero nella sua preziosissima collana DC Saga come settima uscita. Il volume raccoglie la saga principale e i prologhi citati poco sopra. Da segnalare in questa edizione purtroppo i molti errori in fase di lettering con refusi e omissioni.

Possiamo ovviamente rivolgerci anche al mercato della lingua originale con ben due edizioni attualmente disponibili.

La prima è la più recentemente ristampa (2018) in volume cartonato (la prima dopo molto edizioni brossurate) contenente solo la saga principale e intitolata Zero Hour: Crisis in Time. La seconda invece è la Zero Hour: 25th Anniversary Omnibus. Si tratta di una edizione omnibus uscita nel 2019 per commemorare i 25 anni dell’evento contenente oltre la saga principale e i suoi prologhi anche tutti i tie-in e alcuni numeri zero.

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