Giochi in scatola

Speciale Mecha – robot giganti sui nostri tavoli

Non si può parlare di animazione giapponese senza menzionare il genere dei mecha – dal temine giapponese mekanikaru che indica in generale tutti gli oggetti meccanici – robot giganti umanoidi da combattimento. Perno centrale della programmazione di molte tv private locali, gli show con i robot giganti nascono negli anni ’40, ma è dagli anni ’70 in poi che vengono sviluppati dando vita ad un genere vero e proprio, codificato principalmente dal grande autore Go Nagai, a cui si deve la creazione di alcuni tra i più famosi esempi del genere come il Grande Mazinga, Mazinga Z e UFO Robot Goldrake.

Nel mondo dei manga prima, e degli anime poi, i robot giganti hanno spopolato in decine e decine di variazioni, dagli archetipi originali come Mazinga fino al famosissimo Gundam, apprezzato in tutto il mondo e celebrato in patria come un vero e proprio fenomeno di culto tale da giustificare la costruzione di una statua semovente a grandezza naturale, passando dalla decostruzione del genere effettuata da Neon Genesis Evangelion fino a sfondare persino nel fantasy come in Magic Knight Reyearth (da noi atterrato sulle reti Mediaset con il titolo “Una porta socchiusa ai confini del sole”)

Il fenomeno naturalmente non si è fermato sulla carta e sul piccolo schermo, ma è diventato multimediale. Di videogiochi sui mecha se ne sono visti parecchi, sia con gusto giapponese (due esempi su tutti: la serie di Xenogears dallo stesso studio di Final Fantasy e i due Zone of the Enders) che con un gusto più occidentale (ancora due esempi: la serie di Armored Core o di MechWarrior, oltre 20 titoli nel corso degli anni), e il collezionismo di model kit, modellini statici super-dettagliati di robot famosi da montare e dipingere, fa delle cifre spaventose in Giappone e nel mondo. Secondo Bandai, l’azienda che li commercializza, i gunpla (abbreviazione da Gundam Plastic Model) alcuni anni fa avevano già superato i 450 milioni di unità vendute in tutto il mondo. (qui una guida al mondo del modellismo di Gundam pubblicata sulle nostre pagine)
Naturalmente anche i giochi da tavolo hanno subito il richiamo dei mechs e mecha, anche se è solo in tempi recenti che il mercato ha visto l’arrivo di prodotti sempre più validi ed elaborati – probabilmente come effetto della disponibilità maggiore di miniature di plastica con eccezionale livello di dettaglio, e del mercato che i giochi di miniature hanno conquistato negli anni recenti.

I giochi in scatola a tema Mech

In questo speciale, andremo alla ricerca dei giochi che trasmettono le esperienze tipiche del genere mecha e mech. Ecco la lista (ancora in espansione) dei giochi che andremo ad analizzare:

Finding mecha: i criteri di valutazione

Come di consueto la valutazione del gioco cercherà di mettere i risalto pro e contro delle meccaniche e di raccontare l’esperienza di gioco, per aiutare il lettore a capire se il gioco può essere nelle sue corde. Dal momento però che siamo alla ricerca dei giochi che fanno vivere le esperienze ed i cliché tipici del genere mecha, nelle recensioni metteremo in evidenza questi aspetti in particolare, cercando i temi ricorrenti e gli stereotipi. Non vogliamo in alcun modo esprimere preferenze per un sottogenere o per un altro, per cui la presenza o meno di alcuni degli elementi descritti qui sotto è riportata solo per aiutare il lettore a trovare l’esperienza desiderata.

Mech vs. Mecha

Le opere sui robot giganti vengono in genere classificate in due principali categorie: Super Robot (che qui chiameremo mecha) e Real Robot (mech).
Nel sottogenere dei Super Robot, i mecha sono quasi dei supereroi. Spesso creati dalla mente di un unico scienziato, i mecha sono unici nel loro genere, hanno quasi dei superpoteri (ad es. l’Attacco Solare di Daitarn) e utilizzano un qualche tipo di energia o di tecnologia misteriosa. Poca attenzione viene posta sugli aspetti tecnologi o industriali del robot: basti pensare ai controlli dei super robot, che spesso non hanno alcun senso, con il pilota che strilla il nome dell’attacco speciale (altra caratteristica del genere) per farlo eseguire al robot. Anche i nemici finiscono per essere super, con mostri spaziali e civiltà perdute alla conquista del pianeta.
Nelle opere Real Robot invece il mech viene militarizzato, considerato al pari di un super-carrarmati, spesso prodotto in serie. Viene posto molto accento sull’aspetto industriale ed economico del costruire un armata di mech: come parte di un esercito più vasto (e composto da altri tipi di veicoli più tradizionali) sovvenzionato e gestito da un governo o da un esercito privato, i mech sono veicoli militari che partecipano ad un conflitto “normale”, anche se alle volte su scale interplanetarie, contro altri eserciti simili, utilizzando alla fin fine armi di tipo più convenzionale. Laddove un Mazinga non deve mai preoccuparsi di finire l’energia o i missili, non è raro vedere un mech preoccuparsi di munizioni, carburante o surriscaldamento delle armi.
Ovviamente la distinzione non è poi così netta – e negli anime, più la serie è lunga, più i real robot hanno la tendenza a diventare super. Anime come Evangelion hanno volontariamente mescolato i due sottogeneri per creare qualcosa di ibrido, saltando da un estremo all’altro
In termini di gameplay, un gioco super robot sarà un po’ più spensierato, fatto di superarmi e supercombattimenti, mentre in un gioco real robot ci aspetteremo maggiore attenzione alla gestione delle risorse.

Nella scala utilizzata, Gundam viene usato come esempio di Real Robot/mech, e Mazinga, in qualità di archetipo del genere, rappresenta i Super robot/mecha. Con Neon Geneses Evangelion invece verranno indicati i prodotti che hanno caratteristiche di entrambi i sottogeneri.

Una testa calda ai comandi: il ruolo del pilota

Che sia mech o mecha, c’è sempre un pilota ai comandi del robot – e questo esclude categoricamente altri robot senzienti come i Transformers. C’è pilota e pilota, però: c’è la testa calda, coraggioso e valoroso dei classici dei super robot (ad. es. Haran Banjo in Daitarn 3), divertente ma bidimensionale; poi c’è il pilota con una personalità più sviluppata, con una coscienza, con dei dubbi, che combatte perché deve come un qualsiasi soldato, con tutti i traumi del caso.
Nella nostra analisi, valuteremo il ruolo del pilota nel gameplay, se è semplice elemento di contorno, senza nome e non ben definito, o se è trattato come un elemento importante del gameplay.

Gattai!

Il termine giapponese gattai viene spesso tradotto come “unione” e, nell’ambito del genere mecha, indica il sottogenere in cui il super robot è un “conglomerato” formato dall’unione di altre parti. Il super robot può essere formato a partire da altri robot più piccoli (da Getter Robot, che veniva assemblato in ben tre forme diverse per il combattimento aereo, terrestre o sottomarino, a Voltron composto da leoni meccanici, passando per i Power Rangers), da veicoli combinati insieme (come Daitarn 3) oppure da un mix di veicoli, robot senza pilota o esoscheletri (come Gordian o Daltanious).
In termini di gameplay, questo potrebbe significare combinare insieme mecha diversi, oppure potenziare il proprio mecha con elementi che non siano dei semplici componenti aggiuntivi.

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Why so serious? Comicità e mecha

Come in molta della produzione giapponese, l’umorismo trova sempre uno spazio nelle storie dei mecha. Già dal primo Mazinga Z, il maldestro Boss Robot serve solo a fornire comic relief. Tra gli anime moderni, la comicità è un elemento centrale in Gurren Lagan o Full Metal Panic (tanto che da quest’ultimo è stato tratto uno spinoff, FMP: Fumoffu, interamente incentrato sulle gag comiche), e persino opere di base molto serie e profonde come Neon Genesis Evangelion mantengono elementi comici, gag ricorrenti e personaggi buffi.
Ovviamente non ci aspettiamo che la comicità o l’umorismo nonsense possano influenzare il gameplay. Analizzeremo perciò il tema ed il flavor alla ricerca di questi elementi buffi di rottura della patina di serietà.

Esclusioni:

Come spiegato sopra, la lista di giochi da coprire è ancora in via di lavorazione. Tuttavia sono già state fatte delle esclusioni a priori per restringere il campo di questa serie di articoli.

Giochi di mecha, non giochi con i mecha.

I robot giganti devono ad essere al centro del gameplay e non solo presenti nel gioco. Un esempio su tutti, Scythe: ci sono dei mechs, certo, ma sono solo uno degli elementi del gameplay, non sono di certo più importanti dei lavoratori, delle strutture o della popolarità. Sostituendo i mecha con un altro qualsiasi mezzo di trasporto (come ad esempio le navi dell’espansione The Wind Gambit), magari armato, la sostanza non cambierebbe. Per la nostra analisi, Scythe è un gioco in cui ci sono dei mechs, ma non è un gioco sui mechs.

Solo mechs. Niente robot, niente androidi.

Il mecha/mech è una categoria particolare di robot, per cui abbiamo tralasciato tutti gli altri tipi di robot . Niente Ricochet Robot, Robo Rally, Android. Ma neppure robot senzienti come i Transformers.

Giochi da tabellone o di carte, non wargames da tavolo.

Prima ancora che nascessero tutti questi titoli da tavolo, il genere dei mechs ha inspirato innumerevoli wargames da tavolo, specialmente attingendo all’estetica dei real robot con un sapore molto più occidentale che orientale. Da Battletech a Adeptus Titanicus: The Horus Heresy, ci sono innumerevoli wargames da tavolo sulla falsariga di Warhammer o Heroclix. Kickstarter ospita spesso campagne per la realizzazione di collezioni di miniature di mecha da usare con qualche sistema di gioco generico, e Boardgamegeek ospita numerosi regolamenti per utilizzare miniature generiche, gunpla, o persino mech costruiti con dei lego. Sebbene siano prodotti molto interessanti e tutto sommato facilmente avvicinabili – il core set di Battletech ad esempio è molto accessibile, costa pochi euro ed è semplice da giocare – abbiamo deciso di escludere questo tipo di giochi.

Accensione! Brain Condor, via! Mazinga fuori! Agganciamento! Pronti all’attacco!

Siamo pronti ora ad accompagnarvi in questo viaggio nei giochi da tavolo sui mecha. Ad ogni nuova recensione aggiorneremo la lista di giochi (salta alla lista) inserendo il link diretto agli articoli dedicati, per cui tornate spesso su questa pagina per seguire questo speciale.