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Star Trek Enterprise, il lascito di Roddenberry

Pagina 1: Star Trek Enterprise, il lascito di Roddenberry

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Nota del curatore. Cinema e TV ci fanno appassionare, e qualche volta da spettatori ci trasformano in fan. Il fenomeno dei fan qualche volta genera stranezze. Prendete il fandom di Star Trek. All’annuncio di un nuovo film o una nuova serie nasceranno immediatamente due fazioni: i catastrofisti, convinti che il nuovo prodotto sarà uno schifo assoluto e che rovinerà tutto ciò che ST è stato finora. E gli attendisti, che sospettano la stessa cosa ma sperano che le cose andranno diversamente e che ne uscirà un capolavoro.

Poi il nuovo film (o la nuova serie esce), e puoi star certo che tra i fan saranno pochi quelli a non lamentare mal di pancia, nausee, emicranie, rush cutanei, orticarie e chissà che altro. Pare che per Discovery, in effetti, ci sia stato persino qualche caso di Lupus.

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Passa del tempo, mesi o anche anni a volte, e le opinioni cambiano. Con Deep Space Nine, per esempio, molti sono arrivati a considerarla la migliore serie di Star Trek mai prodotta (sono tendenzialmente d’accordo ma con qualche riserva).

Ma allora i fan sono dei pazzi? Degli irragionevoli romantici incapaci di accettare qualsiasi deviazione dal loro canone personale? Sono adulti che si rifiutano di crescere e che hanno incatenato i miti dell’infanzia, rifiutandone qualsiasi nuova lettura? E poi dopo aver gridato allo scandalo cambiano idea come se niente fosse?

Certo, i fan sono tutte queste cose. E meno male. Senza un po’ di sana follia negli occhi di chi guarda e ascolta con passione, non saremmo mai stati in grado di creare tutte le incredibili storie che ci raccontiamo.