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Star Wars: Le Navi della Flotta Ribelle

In Star Wars, l’Impero Galattico è una delle forze antagonistiche più imponenti e minacciose della narrativa cinematografica. Le sue navi, le sue uniformi e i suoi leader trasudano minaccia, potenza e forse anche un discreto fascino. Ma Star Wars in essenza è una storia di eroi, e spettatori grandi e piccoli sognano di volare assieme ai paladini dell’Alleanza Ribelle e di sconfiggere a bordo di caccia Ala-X e del Millennium Falcon le spietate macchine da guerra dell’Impero. Ed è proprio nel tentativo di dare un’anima all’Alleanza Ribelle che Lucas e i conceptual artist che lo hanno assistito nella realizzazione della saga hanno scelto di non impartire alle navi della Flotta Ribelle un singolo tema estetico o una linea universale, bensì di farne un crogiolo di mezzi e caccia provenienti dal passato più disparato: vecchi residui della Repubblica, cantieri che hanno disertato le rigide imposizioni di produzione Imperiale, prototipi e progetti sperimentali sviluppati da razze aliene, un pizzico di veicoli mercantili e di contrabbando, e perfino navi della flotta Imperiale trafugati e riadattati all’uso contro i loro vecchi padroni! Il messaggio è chiaro: proprio come l’Alleanza Ribelle è l’unione di uomini, alieni e organizzazioni molto diverse accomunate dalla volontà di combattere l’Impero, anche la sua flotta simboleggia un’unione di intenti e di ideali al di là della diversità estetica. Andiamo quindi a conoscere le navi che hanno fatto la storia della Guerra Civile Galattica e che popolano gli incubi degli ufficiali della Flotta Imperiale!

Le astronavi delle Flotta Ribelle di Star Wars

Ecco quali sono le astronavi che hanno sfidato e vinto la potenza dell’Impero:

Caccia Ala-X

Forse il caccia stellare più famoso della storia di Star Wars è anche uno dei primi con cui abbiamo fatto la conoscenza. L’Ala-X, ufficialmente noto come Astrocaccia Incom T-65, come molti altri caccia Ribelli deve il suo nome alla forma delle sue ali ed è un’evoluzione del più vetusto e scomodo Z-95 Headhunter. Era in origine destinato all’Impero, ma finisce per diventare il caccia-simbolo della Flotta Ribelle quando l’intera ditta che lo produce, la Incom, diserta per unirsi all’Alleanza. Molti i piloti e i caccia Ala-X specifici che hanno scritto la storia della Guerra Civile Galattica: Luke Skywalker a bordo del Rosso 5 ha sovvertito le sorti della guerra distruggendo la prima Morte Nera. Quasi altrettanto famoso è Wedge Antilles, che eredita da Luke le redini della celebre Squadriglia Rogue e merita una menzione anche Biggs Darklighter, compagno d’infanzia di Luke ritrovato nella Ribellione e sacrificatosi per lui nella Battaglia di Yavin. In tempi più recenti, l’arrivo di un Ala-X solitario ha provocato un tuffo al cuore degli spettatori di The Mandalorian, preannunciando il ritorno in scena del Cavaliere Jedi più amato della saga.

Dietro le Quinte: La Squadriglia Rossa che attacca la prima Morte Nera doveva in origine essere la Squadriglia Blu, ma ne fu cambiato il colore quando l’azzurro dei caccia si rivelò problematico al momento di girare le scene al blue screen. Ben prima dell’avvento degli effetti speciali digitali, varie versioni di un Ala-X furono a grandezza naturale furono costruite per girare le scene nell’hangar della base Ribelle in Episodio IV  e per quelle che ci mostrano Rosso 5 naufragato nella palude di Dagobah in Episodio V. Un Ala-X a grandezza naturale è anche stato scelto come la nave che accoglie i visitatori all’ingresso dell’attrazione originale di Star Tours, nei parchi Disney, inaugurata all’inizio degli anni 90.

Ala-Y

Il cugino meno famoso dell’Ala-X, ma veterano di altrettante battaglie, è sotto molti aspetti il suo opposto: massiccio e poco manovrabile là dove l’Ala-X punta su uno scafo snello e agile, e adatto soprattutto a mansioni di bombardiere là dove l’Ala-X è destinato a missioni di ricognizione e dogfight, l’Ala-Y (ufficialmente denominato astrocaccia/bombardiere d’assalto Koensayr BTL) è vanta una storia più longeva dell’Ala-X, nel bene e nel male. I suoi primi modelli, anche se dallo chassis piuttosto diverso, risalgono ai tempi della Repubblica (e in un arco narrativo della serie Clone Wars vediamo lo stesso Anakin Skywalker ai comandi di uno di questi caccia). Nell’epoca della Ribellione, gli Ala-Y compongono la sfortunata Squadriglia Oro, che tenterà senza successo la corsa d’attacco nel canalone della prima Morte Nera prima che lo facciano gli Ala-X della squadriglia rossa. Il capitano Jon Vander e i suoi gregari saranno facilmente falcidiati dalle forze Imperiali nel momento in cui Darth Vader e la sua Squadriglia Nera entrano in battaglia. Uno dei maggiori pregi dell’Ala-Y è la varietà di armamenti che può montare. Oltre ai vari ordigni esplosivi che può lanciare come bombardiere, è solito dotarsi anche di un cannone a ioni, con cui può temporaneamente disabilitare i dispositivi elettronici delle navi nemiche.

Dietro le Quinte: Nei progetti iniziali del caccia, la torretta sopra l’abitacolo del pilota doveva essere protetta da una bolla di vetro, ma ancora una volta questa configurazione creava problemi in fase di ripresa e finì per essere rimossa. Come molte delle navi che hanno un ruolo prominente in Una Nuova Speranza, anche gli Ala-Y sono stati recuperati e riproposti nel film antologico Rogue One: A Star Wars Story, che precede di poco le vicende dell’episodio classico, in certi casi riutilizzando perfino le riprese e le fattezze dei piloti del 1977.

Ala-A

Se gli altri caccia della Flotta Ribelle possono vantare un equilibrio più o meno riuscito tra le varie caratteristiche che definiscono un astrocaccia, l’Ala-A invece non a dubbi: punta tutto sulla velocità e sulla manovrabilità, a discapito della robustezza e della potenza di fuoco. Noto ufficialmente come Intercettore Kuat RZ-1, è considerato il caccia più veloce in assoluto, battendo di poco gli Intercettori TIE dell’Impero e ha esordito ‘cinematograficamente’ in Episodio VI, Il Ritorno dello Jedi, anche se nell’universo starwarsiano è in circolazione da ben prima della Battaglia di Endor. È proprio in questa pellicola che il caccia si guadagna il suo maggior momento di gloria, quando il pilota Ribelle Arvel Crynyd, prossimo ormai a essere distrutto, guida il suo mezzo in una corsa kamikaze contro il ponte del Super Star Destroyer Executor, mandando la colossale nave fuori controllo a impattare contro la superficie della Morte Nera. Nel nuovo canone starwarsiano, la Squadriglia Verde degli Ala-A della Flotta Ribelle guadagna un nuovo pilota famoso, Shara Bey, la madre del Poe Dameron che poi combatterà nella Resistenza trent’anni dopo. Gli Ala-A giocano un ruolo di primo piano anche nella cellula Ribelle incontrata dagli eroi di Star Wars Rebels nella seconda stagione dello show animato, la Squadriglia Phoenix.

Dietro le Quinte: Le linee e lo scafo del caccia Ala-A sono un’evoluzione degli Snowspeeder Ribelli già visti su Hoth ne L’Impero Colpisce Ancora. Anche in questo caso, un primo tentativo di colorare di blu i caccia della squadriglia ha costretto poi a virare sul rosso per avere meno problemi in fase di riprese. L’Ala-A è anche protagonista di una curiosità a livello di merchandising: il relativo giocattolo della celebre linea Kenner arrivò in ritardo, quando ormai buona parte dell’hype per Il Ritorno dello Jedi presso il grande pubblico era passata. Fu quindi riproposto nella serie a cartoni animati Star Wars Droids e immesso sul mercato con un packaging relativo a quella serie e alla linea ‘antologica’ di giocattoli targata The Power of the Force.

Ala-B

Tra i vari caccia in uso nella Flotta Ribelle, l’Ala-B è sicuramente uno dei più insoliti. Denominato ufficialmente Astrocaccia A/SF-01, fu concepito per assaltare le navi ammiraglie e i vascelli di grossa stazza dell’Impero, fungendo essenzialmente da bombardiere spinto all’ennesima potenza, ma sacrificando molto in termini di velocità e manovrabilità. Le meccaniche di pilotaggio sono quanto mai anomale: l’abitacolo del pilota è l’elemento del caccia che rimane fisso e traccia la rotta, mentre il resto del corpo del vascello ruota attorno a lui (un effetto che la versione giocattolo della Kenner tenterà di riprodurre tramite l’uso di contrappesi e calamite). Ufficialmente l’Ala-B fa il suo esordio ne Il Ritorno dello Jedi, ma la scena principale che avrebbe dovuto vederlo protagonista, l’assalto e la distruzione dello Star Destroyer Devastator non è stata inclusa nella versione finale e il caccia compare solo in alcune scene d’insieme nella flotta. Un episodio di Star Wars Rebels è dedicato alla creazione e al collaudo del prototipo di Ala-B.

Dietro le Quinte: In realtà gli Ala-A e gli Ala-B non hanno poi troppa somiglianza con le rispettive lettere dell’alfabeto. Devono il loro nome essenzialmente al fatto che i tecnici dell’ILM avevano per Episodio VI il compito di inventare due nuovi caccia, chiamati in lavorazione il caccia A e il caccia B. Il materiale ancillare di romanzi e fumetti penserà poi a dare una spiegazione “in-universe” all’Ala-B spiegando che voleva essere un ‘Blade Wing’, per il suo scafo simile a una lama. La modalità di pilotaggio anomala è stata spiegata sia nell’universo Legends che nel Canon attribuendo la progettazione dell’Ala-B a una razza aliena. Nella vecchia continuity a crearlo erano gli alieni Verpine, sotto la supervisione dell’Ammiraglio Ackbar, mentre nel nuovo canone è un ingegnere Mon Calamari di nome Quarrie a crearlo, ovvia strizzata d’occhio al leggendario concept artist di Star Wars Ralph McQuarrie.

Ala-U

Una delle aggiunte più recenti cinematograficamente parlando, ma in dotazione all’Alleanza Ribelle fin dai suoi primi passi è l’Ala-U, tecnicamente denominato astrocaccia/vascello di supporto UT-60D: esordisce in Rogue One: A Star Wars Story dove funge da mezzo di trasporto per la coppia di agenti Ribelli Cassian Andor e K-2S0 con la denominazione Bravo Uno. Il mezzo di Cassian si schianterà su Eadu nel corso della pellicola, ma altri caccia dello stesso tipo parteciperanno alla battaglia finale del film sul pianeta Scarif. Ciò che distingue essenzialmente l’Ala-U dagli altri mezzi a denominazione “alfabetica” è la sua stazza e il suo uso come trasporto truppe e merci: anziché essere un caccia monoposto con esclusive funzioni di combattimento, l’Ala-U è concepito essenzialmente come mezzo di trasporto e veicolo di supporto.

Dietro le Quinte: L’Ala-U è stato uno dei primissimi mezzi di Rogue One a essere rivelato: le sue immagini promozionali sono state diffuse in largo anticipo rispetto all’uscita del film e anche i relativi modelli e giocattoli che lo riproducono hanno funto da ‘apripista’ per il merchandise legato alla pellicola.

Spettro

Casa, rifugio, mezzo da battaglia e simbolo: lo Spettro, Ghost in originale, è la nave in dotazione alla Cellula Spectre, il gruppo di proto-Ribelli protagonista della serie animata Star Wars Rebels. Un mercantile di mole perfino superiore a quella del Millennium Falcon, porta la denominazione ufficiale di VCX-100. Protagonista di innumerevoli avventure nella serie animata in questione, presenta come tratto peculiare la navetta ancillare Fantasma (Phantom in originale), un piccolo veicolo monoposto che può sganciarsi e agganciarsi al corpo centrale della nave madre. Data la continuità temporale che affianca Star Wars Rebels a Rogue One, era inevitabile che la nave si guadagnasse una comparsata nella pellicola cinematografica, partecipando alla battaglia di Scarif assieme al resto della Flotta Ribelle. Nella pellicola compaiono o vengono nominati anche due sei suoi classici passeggeri, il droide Chopper, visibile nei pressi della base de Templi Massassi e Hera Syndulla, la pilota per eccellenza dell’astronave, che apprendiamo essere diventata Generale dell’Alleanza.

Dietro le Quinte: In Solo: A Star Wars Story, il VCX-100 è la nave che il giovane Han Solo finge di avere e che offre come posta nella sua prima partita a Sabacc contro Lando Calrissian (a partita persa, dovrà ammettere di non averla mai posseduta). Lo Spettro compare anche tra la miriade di navi che accorre in aiuto della Resistenza nelle scene finali della battaglia di Exegol in Episodio IX: L’Ascesa di Skywalker.

Millennium Falcon

Non basterebbe un volume intero per raccontare tutte le imprese che hanno visto protagonista il mercantile corelliano YT-1300 più famoso della galassia, forse la nave-simbolo di Star Wars per eccellenza. Ci limiteremo a ripercorrerne le tappe più famose della carriera, partendo dalla nave all’avanguardia e tirata a lucido di proprietà di Lando Calrissian che conosciamo in Solo: A Star Wars Story, dove la vedremo compiere la famigerata Rotta di Kessel in meno di dodici parsec. A fine pellicola lo vedremo non solo cambiare di proprietario per passare a Han Solo, ma anche cambiare look, assumendo l’aspetto malridotto e scalcagnato dopo le molte traversie passate nel Maelstrom. In questa occasione scopriamo anche che esisteva un modulo sganciabile che occupava il posto tra le due “ganasce” anteriori, poi rimasto vuoto. È ai comandi di Han e Chewbacca che il mercantile si distinguerà in molte imprese per conto della Ribellione nella Guerra Civile Galattica, tra cui la mirabolante fuga attraverso il campo di asteroidi nei pressi di Hoth e l’assalto alla seconda Morte Nera con corsa fino al reattore centrale. In qualche modo la strada della nave si separerà da quella del duo di contrabbandieri fino agli Eventi di Episodio VII dove, tornata a volare nei cieli di Jakku, accompagnerà i viaggi e le avventure degli eroi della Resistenza fino a chiudere il cerchio per partecipare alla battaglia finale di Episodio IX di nuovo sotto la guida di Lando.

Dietro le Quinte: Così come nell’universo di Star Wars circolano mille leggende sul Millennium Falcon, anche sulla sua creazione cinematografica gli aneddoti si sprecano: basta esaminare i bozzetti preliminari di Ralph mcQuarrie per vedere quanti sviluppi e look alternativi siano stati presi in considerazione prima di giungere a quello finale. Menzioneremo almeno il più pittoresco, secondo cui l’ispirazione per la forma finale, con l’insolito abitacolo collocato lateralmente, sarebbe frutto di un’improvvisa illuminazione di fronte a un hamburger la cui oliva era rotolata giù dal panino! Il Millennium Falcon è anche protagonista di una delle più immersive e ipertecnologiche attrazioni al Galaxy’s Edge dei parchi Disney, dove i visitatori possono cimentarsi nel pilotaggio della celebre nave in questione. Superfluo a dirsi, la coda per provare l’esperienza è spesso chilometrica!

Outrider

Il “cugino minore” del Millennium Falcon, sempre di fattura corelliana, è l’YT-2400, modello più recente e più evoluto dell’YT-1300, e si distingue nel vecchio universo Legends come la nave di Dash Rendar, mercenario e contrabbandiere con un debole per i Ribelli che prende il posto di Han Solo mentre quest’ultimo è ibernato nella grafite tra Episodio V ed Episodio VI. Tecnicamente relegato soltanto nelle produzioni dell’Universo Espanso, l’Outrider riesce a guadagnarsi un posto nel canone grazie alla sua fugace comparsa nell’Edizione Speciale di Una Nuova Speranza del 1997, dove decolla dallo spazioporto di Mos Eisley proprio mentre Luke Skywalker e Obi-Wan Kenobi arrivano all’insediamento di frontiera.

Dietro le Quinte: L’Outrider deve la sua popolarità anche e soprattutto al fatto di essere il mezzo principale usato dal giocatore nel celebre videogame di Shadows of the Empire, che consentiva di rivivere le imprese di Rendar in prima persona in occasione di numerose avventure, inclusi vari combattimenti spaziali.

Trasporto Ribelle

Il trasporto medio GR-75 prodotto dalla Gallofree era già in uso negli ultimi anni della Repubblica, ma è nel periodo della Guerra Civile Galattica che diventa di uso comune. Un’evoluzione del modello GR-45, usato per il trasporto dei civili, fu impiegato dall’Alleanza Ribelle per il trasferimento dei soldati e delle attrezzature. Fa uso di un metodo di carico molto particolare, radunando i container delle merci destinate al trasporto sotto il suo ventre, che poi aggancia allo scafo tramite un campo magnetico, una tecnica che sveltisce di molto le operazioni di carico e scarico. La scena che li vede protagonisti è l’evacuazione della Base Echo su Hoth, dove con la copertura di un cannone a ioni e la scorta di due soli caccia riescono a portare in salvo buona parte del personale Ribelle

Dietro le Quinte: Il trasporto Ribelle si è guadagnato il soprannome di “balenottero” per la forma che ricorda quella di un cetaceo, peraltro fonte primaria di ispirazione del suo design.

Nebulon-B

La Fregata Nebulon-B, denominata ufficialmente fregata di scorta EF76 Nebulon-B si distingue per il fatto di essere famosa come nave Ribelle, pur essendo in realtà una nave Imperiale! La sua peculiare struttura la rende particolarmente vulnerabile lungo il pilone di collegamento centrale e l’Impero ne ha abbandonato presto l’uso per concentrarsi sulla produzione dei più massicci Star Destroyer. Questo ha permesso all’Alleanza Ribelle di impadronirsi di un buon numero di Nebulon-B, poco protette dalle forze Imperiali o comunque relegate a mansioni di supporto. Nei film è una Nebulon-B adibita a nave ospedale quella dove gli eroi si riuniscono per recuperare le forze alla fine de L’Impero Colpisce Ancora e dove Luke riceve la sua mano bionica.

Dietro le Quinte: È stato Nilo Rodis-Jamero, uno dei principali modellisti e tecnici degli effetti speciali della prima generazione della Industrial Light & Magic a creare la Nebulon-B, usando come base il motore di un fuoribordo.

Corvetta Corelliana

Il Falcon sarà forse la nave più famosa tra quelle Ribelli, ma la corvetta Corelliana ha l’onore di essere la prima nave in assoluto che vediamo nella saga e di ricomparire in molti momenti cruciali dell’enalogia. La nave più famosa di questa categoria etichettata come Corvetta CR90 è la Tantive IV, la nave consolare che la Principessa Leia usa per trafugare i piani della Morte Nera e che viene catturata da Darth Vader nei cieli di Tatooine. Una corvetta corelliana ricompare, a tradimento, nelle scene finali di Episodio III, la Vendetta dei Sith, come punto di collegamento ideale tra la trilogia classica e i sequel. Sebbene sembri la stessa identica nave di Leia, i guru della continuity hanno poi affermato che si tratta di una nave diversa dello stesso modello, ma il ritorno ai suoi corridoi bianchi per quello che all’epoca sembrava l’addio finale alla saga è stato comunque sufficiente a riscaldare il cuore. Stesso, identico effetto che sortisce quando la vediamo sganciarsi dall’hangar dell’incrociatore Ribelle nelle scene finali di Rogue One: A Star Wars Story per ricollegarci, stavolta sì, alla conseguente storica scena d’apertura di Episodio IV. Non paga di tutto questo, la Tantive IV fa la sua comparsa anche in Episodio IX, l’Ascesa di Skywalker, per chiudere il cerchio. Una nave che ha visto di tutto ed è sopravvissuta a tutto!

Dietro le Quinte: Inizialmente concepita per svolgere il ruolo del Millennium Falcon, è poi stata riutilizzata come la nave consolare di Leia Organa. Da segnalare la curiosa omonimia del suo capitano, Raymus Antilles (che finirà strangolato da Vader poco dopo la cattura), con il pilota Wedge Antilles. Gli amanti del modellismo potrebbero infine spulciare le foto di scena alla ricerca del poster di una pin-up che i modellisti della ILM inserirono nell’abitacolo della nave per scherzare

Incrociatore Mon Calamari

Cinematograficamente, gli Incrociatori Mon Calamari entrano in scena ne Il Ritorno dello Jedi, quando tutte le forze Ribelli si riuniscono in un’unica grande flotta in previsione della battaglia di Endor. Nell’universo Starwarsiano, l’insurrezione del pianeta Mon Cala e la sua decisione di mettere i suoi prolifici cantieri al servizio della Flotta Ribelle è uno dei punti di svolta della Guerra Civile Galattica, fornendo finalmente all’Alleanza navi di dimensioni e di potenza analoghe a quelle dei temuti Star Destroyer Imperiali. Concepiti come contraltare degli incrociatori Imperiali a livello bellico, lo sono anche a livello estetico: là dove gli Star Destroyer hanno una forma metallica, minacciosa e lineare, gli incrociatori Mon Calamari hanno linee tondeggianti e colori che suggeriscono quasi una natura organica. Nella succitata battaglia di Endor facciamo la conoscenza della Home One, da cui l’Ammiraglio Ackbar guida l’attacco alla seconda Morte Nera, e del Liberty, che ha la sfortuna di essere il primo a scoprire che l’arma primaria della stazione da battaglia è pienamente funzionante. Entra nella leggenda anche la Profundity, la nave dell’Ammiraglio Raddus che decide di intervenire alla battaglia di Scarif portandosi dietro buona parte della Flotta Ribelle in Rogue One: A Star Wars Story.

Dietro le Quinte: Gli incrociatori Mon Calamari si guadagnarono il poco lusinghiero soprannome di “navi cetriolo” tra i tecnici della ILM a causa della loro forma oblunga e delle varie bozze che spuntavano sulla superficie. Per precisa scelta di Lucas, mentre gli Star Destroyer Imperiali dovevano essere rigidamente identici, tutti gli incrociatori Mon Calamari dovevano avere forme individuali diverse l’una dall’altra, a rappresentare l’individualismo e la libertà creativa della razza ittica in contrasto con la rigidità produttiva dell’Impero.