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Star Wars Speciale: Le Navi della Flotta Imperiale

Forse non è un caso che la scena d’esordio dello Star Wars originale, nel 1977, sia quella che coinvolge due navi: sullo sfondo del cielo stellato fa la sua comparsa la piccola corvetta Ribelle Tantive IV che fugge disperatamente da una raffica di colpi di laser… e poi sullo schermo fa la sua comparsa maestosa e soverchiante lo Star Destroyer Imperiale Devastator che gli dà la caccia. In pochi secondi, la storia del conflitto tra l’Impero e l’Alleanza Ribelle è già tutta qui, in queste immagini. Le astronavi di Star Wars quasi “parlano” da sole: il loro aspetto, il loro stile, i loro movimenti raccontano la storia delle fazioni, dei personaggi e dei piloti che le manovrano. E non sono certo da meno quelle della Flotta Imperiale.

Copertine

Una legge che vale per tutte, ma soprattutto per i mezzi della Flotta Imperiale. Caccia TIE, Star Destroyer e navette Lambda “descrivono” l’Impero meglio di mille parole, con i loro colori grigi e spenti, le linee aspre e squadrate e un design spigoloso e regolare. Vi proponiamo una guida ai caccia e alle navi più famose della Flotta Imperiale, nella speranza di rivelarvi qualche informazione in più sui potenti mezzi dell’Impero, sui personaggi ad essi associati e magari anche sui retroscena della loro creazione e del loro uso.

Le astronavi delle Flotta Imperiale di Star Wars

Ecco quali sono le astronavi che hanno reso temibile la Flotta Imperiale:

 

TIE Figther

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Forse il caccia più rappresentativo e immediatamente associato alla Flotta Imperiale è il caccia TIE, che trae il suo nome dal sistema di propulsione utilizzato (Twin Ionic Engines, motori ionici gemelli), ma che “fuori universo” allude anche alla sua peculiare forma ‘a farfallino’. Il caccia TIE è anche l’esemplificazione estrema della filosofia bellica dell’Impero, che potendo vantare su un numero di forze sterminato, predilige la quantità alla qualità: scafo minimale, niente scudi o iperguida. La discreta manovrabilità conferita dalla leggerezza dello scafo è uno dei pochi vantaggi che il caccia TIE può vantare, assieme alla superiorità numerica che lo rende pericoloso quando agisce “in sciame”. La fragilità dello scafo è valsa al caccia il soprannome “fabbricavedove” tra i piloti Imperiali. Nei film i caccia TIE hanno il loro maggiore momento di gloria durante l’attacco alla prima Morte Nera durante la battaglia di Yavin, dove sfruttando la superiorità numerica riescono a falcidiare molti caccia Ribelli. Sul fronte dei videogames è storico il titolo della Lucasarts dedicato proprio al punto di vista dell’Impero, TIE Fighter, le cui atmosfere sono state riprese in parte dal recentissimo Star Wars Squadrons di Electronic Arts. Anche la Marvel ha dedicato una miniserie ai valorosi piloti del caccia, intitolata appunto Caccia TIE ed edita in Italia da Panini Comics.

Dietro le quinte: Il caccia TIE è noto soprattutto per il particolarissimo suono dei suoi motori, una sorta di sgradevole stridore che echeggia sul grande schermo quando i caccia in questione sfrecciano nell’inquadratura. Come tanti altri suoni, è frutto del genio di Ben Burtt, il tecnico del suono della trilogia originale, che l’ha ottenuto mescolando il barrito di un elefante allo stridore delle gomme di un’auto in frenata.

TIE Advanced

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Darth Vader nei film e pochi altri piloti eletti nelle opere secondarie pilotano una versione evoluta del caccia TIE dotata di scudi e di iperguida, nonché di uno scafo più robusto. Il TIE Advanced si distingue dai suoi cugini normali per le ali ricurve e più allungate. Nel nuovo canone alcuni prototipi del TIE Advanced sono stati dati in dotazione agli Inquisitori Imperiali, ch vediamo in azione nella serie animata Star Wars Rebels. Questo ha portato ad applicare la distinzione tra TIE Advanced v1, riferita ai prototipi, e il TIE Advanced x1, che indica il modello finale. Anche il TIE Advanced fa bella mostra di sé nella battaglia di Yavin, dove Darth Vader lo pilota con perizia decimando numerosi caccia Ribelli tra cui quello di Capo Rosso e Biggs Darklighter. Vader si esibisce in acrobazie mirabolanti a bordo del suo caccia anche nell’esordio della stagione 2 di Star Wars Rebels, dove assalta quasi da solo la Squadriglia Phoenix. Memorabile infine il suo ingresso nel finale di stagione al tempio di Malachor, in piedi sulla carlinga del caccia stesso.

Dietro le quinte: Nelle fasi progettuali di Una Nuova Speranza, nel 1977, il TIE Advanced figurava in vari bozzetti di produzione come un altro vascello generico, il ‘TIE Assault Craft’, vascello d’assalto TIE. Solo in un secondo momento fu deciso di farne un mezzo più esclusivo, riconfigurandolo come caccia personale di Darth Vader.

TIE Intercettore

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L’intercettore TIE è un’evoluzione del normale caccia TIE che fa il suo esordio in Episodio VI, Il Ritorno dello Jedi. Concepito per consentire ai piloti Imperiali di combattere ad armi più pari i caccia Ribelli di qualità superiore, compare qua e là in numerose scene della battaglia spaziale nei cieli di Endor ma non ha scene o momenti degni di nota. Riprende parzialmente il concetto di ali ricurve del TIE Advanced, a cui si aggiunge una “spaccatura” centrale per conferire una maggiore visibilità laterale al pilota.  Si è poi imposto come caposaldo delle forze Imperiali in numerosi prodotti del vecchio universo espanso e anche del nuovo canone. L’Intercettore TIE è il caccia di quello che probabilmente è il pilota Imperiale più famoso di tutti i tempi, il Barone Soontir Fel, pilota della 181a  Squadriglia, che compì il miracolo di trasformare lo squadrone di piloti reietti o inaffidabili che gli era stato assegnato nella squadriglia più famosa ed efficiente dell’Impero. Fel appartiene al vecchio Universo Espanso, ma il fatto che continui a comparire in giochi e materiale secondario lascia credere che il suo recupero nel nuovo canone sia solo una questione di tempo.

Dietro le quinte: Appassionati e curiosi della saga hanno discusso a lungo sul numero dei cannoni di cui è dotato l’Intercettore. Alcuni ritengono che il caccia faccia fuoco coi quattro cannoni sulla punta delle ali, quelli più visibili. Altri credono che a questi vadano aggiunti anche i due cannoni installati sulla sfera centrale, analoghi a quelli montati dai caccia TIE regolari. A complicare le cose sono giunte alcune delle prime foto promozionali de Il Ritorno dello Jedi, che mostravano il caccia dotato solo di due cannoni sulle punte superiori delle ali. In tempi più recenti, la questione è stata risolta dagli ultimi prodotti ufficiali stabilendo che l’Intercettore monta sei cannoni.

TIE Bombardiere

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Uno dei mezzi più massicci e meno manovrabili della flotta Imperiale è il bombardiere TIE, che come suggerisce il suo nome porta un ingente carico di armamenti ed è usato principalmente nelle missioni di bombardamento e demolizione. Il bombardiere fa uso di ali ricurve simili a quelle del TIE Advanced, ma al posto del classico abitacolo sferico centrale monta un doppio abitacolo oblungo, uno destinato al pilota e uno a ospitare l’arsenale. Il bombardiere è uno dei caccia Imperiali meno utilizzati/visibili. La sua apparizione più rilevante è quella nel campo di asteroidi de L’Impero Colpisce Ancora, dove uno stormo di bombardieri conduce una corsa di bombardamento sulla superficie degli asteroidi più grandi nel tentativo di stanare il Millennium Falcon. Un paio di bombardieri scorta inoltre la navetta che conduce Darth Vader all’abbordaggio finale della Profundity in Rogue One.

Dietro le quinte: Il bombardiere TIE era stato progettato fin dai tempi di Episodio IV, ma non fu utilizzato nella versione finale del film. Poiché era stato concepito, fu tuttavia utilizzabile e utilizzato nel primo ciclo di storie a fumetti della Marvel, dove esordì a tutti gli effetti nel numero #12, Doomworld. Una variante del bombardiere usata come navetta (la navetta TIE/vip) si intravede di sfuggita ne L’Impero Colpisce Ancora, usata dal Capitano Needa per recarsi a bordo dell’ammiraglia di Vader per “porgergli le sue scuse”, poiché in Episodio V le più regolari navette Lambda usate per questi scopi non erano ancora state concepite.

Navetta Lambda

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L’elegante vascello tri-alare denominato navetta Lambda è il mezzo principale di raccordo usato dall’Impero. Ne esistono varie versioni, destinate allo sbarco di truppe e di merci o alle mansioni di raccordo tra le navi più grandi, ma quella più nota al grande pubblico è quella destinata al trasporto dei passeggeri vip, come vediamo nel film in cui il mezzo fa il suo esordio, Il Ritorno dello Jedi. A differenza di tutti i mezzi della linea TIE, prodotti dalla Sienar Fleet Systems, la navetta lambda e tutte le sue varianti sono prodotte da un’altra ditta dell’universo starwarsiano, la Cygnus Spaceworks (che ha un rapporto conflittuale e complicato con la suddetta Sienar). Il Ritorno dello Jedi è il film che fa un uso più ampio della navetta Lambda: è quella che conduce prima Darth Vader e poi l’Imperatore a bordo della seconda Morte Nera. I Ribelli, a loro volta, fanno uso di una navetta Lambda rubata, la Tydirium, per infiltrarsi sulla luna di Endor. Il mezzo è tornato alla ribalta di recente, nel finale della seconda stagione di The Mandalorian, in cui Din Djarin e la sua squadra assaltano la navetta che trasporta il Dottor Phershing e la usano poi per salire a bordo dell’incrociatore di Moff Gideon.

Dietro le quinte: La navetta Lambda viene retroattivamente introdotta ne L’Impero Colpisce Ancora Edizione Speciale mostrandoci il rientro di Darth Vader a bordo dell’Executor da Cloud City (riciclando in realtà alcune riprese relative al suo arrivo a bordo della seconda Morte Nera. Sempre digitalmente, la sua variante Sentinel è stata aggiunta a Una Nuova Speranza Edizione Speciale per mostrarci lo sbarco delle truppe Imperiali su Tatooine alla ricerca dei droidi. Vale la pena di menzionare anche variante Delta T-3c usata dal direttore Orson Krennic in Rogue One.

TIE Defender

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Le necessità di progettazione obbligano spesso l’Impero a scegliere se specializzare i modelli di TIE in un senso o nell’altro, dando la precedenza all’agilità e alla manovrabilità come nel caso dei caccia TIE o degli Intercettori, o alla stabilità come nel caso dei bombardieri. Nel creare il Defender, tuttavia, l’Impero ha voluto dotare i suoi piloti più meritevoli di un caccia completo sotto ogni punto di vista: veloce, manovrabile, solido, dotato di scudi e di armamenti all’avanguardia. Ne consegue che i Defender sono stati prodotti in quantità estremamente limitata e che la loro realizzazione è stata oggetto di accese dispute nella gerarchia Imperiale. Il Defender, come molti TIE, fa uso del classico abitacolo sferico centrale, ma è dotato di ali disposte in una singolare struttura tripartita. Momenti e personaggi salienti: La storia del TIE Defender viene narrata in discreto dettaglio nella serie animata Star Wars Rebels, presentandocela come uno dei progetti che più stavano a cuore al Grand’Ammiraglio Thrawn, che ne concepisce il modello e caldeggia la sua produzione. Nonostante un certo numero di caccia venga realizzato, il progetto dei Defender sarà abbandonato in parte a causa delle interferenze dei Ribelli di Lothal, in parte per la scelta del Comando Imperiale di concentrare le forze sulla realizzazione della Morte Nera di Krennic.

Dietro le quinte: Il Defender ha la singolare qualità di aver avuto origine in un videogame, il succitato TIE Fighter. Una delle espansioni realizzate dalla Lucasarts per il gioco vedeva lo stesso Thrawn (all’epoca Vice Ammiraglio) occuparsi della realizzazione del caccia per contrastare le manovre dell’Ammiraglio Zaarin, traditore dell’Impero. La creazione del Defender da parte di Thrawn in Rebels è probabilmente un omaggio al suo coinvolgimento nel vecchio canone. Superfluo a dirsi, l’espansione era chiamata Defender of the Empire. E poiché anche in Star Wars si procede per corsi e ricorsi storici, l’espansione diffusa recentemente per Star Wars Squadrons include tra nuovi caccia giocabili il TIE Defender.

TIE Phantom

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Un altro caccia Imperiale concepito per un videogame, il TIE Phantom fa il suo esordio in Rebel Assault II, uno dei primi giochi Lucasarts diffusi su CD negli anni 90. Il Phantom è in un certo senso il protagonista dell’intero gioco, che vede i Ribelli indagare sui misteri che aleggiano sulla Nebulosa di Dreighton. Ritenuta dai più un tratto di spazio maledetto o infestato, la nebulosa ospita in realtà le strutture di produzione segrete del Phantom, la cui caratteristica principale è quella di montare un dispositivo dissimulante che lo rende invisibile. Esteticamente, il Phantom è un incrocio tra un TIE e una Lambda, con il consueto abitacolo sferico centrale e tre ali disposte attorno ad esso in un pattern simile a quello della navetta in questione. Il Phantom non ha visto uso al di fuori della vicenda che lo vede protagonista in Rebel Assault II, ma il suo ruolo e le sue particolari caratteristiche hanno lasciato il segno nell’immaginario e ne hanno permesso l’inclusione in numerose guide e materiale di riferimento del vecchio Universo Espanso.

Dietro le quinte: Ricavato a sua volta da un vecchio bozzetto per una prima variante della navetta Lambda, il Phantom viene prodotto nella stazione segreta di Imdaar Alpha. Nel corso del gioco, i protagonisti scopriranno che lo stesso campo dissimulante di cui fa uso il caccia protegge non solo la stessa struttura di produzione ma anche un Super Star Destroyer, il Terror, che segna una delle poche apparizioni di un’altra nave di quella classe al di fuori dell’Executor di Darth Vader.

TIE Striker

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Uno degli ultimi a fare la sua comparsa sugli schermi cronologicamente, ma tecnicamente uno tra i primi caccia della linea TIE usati dall’Impero, il TIE Striker si distingue dagli altri della linea per essere un caccia prevalentemente a uso atmosferico, anziché spaziale. I suoi alettoni, che conservano la fattura a pannelli solari tipici dei TIE, sono tuttavia orientati in modalità aliante e regolabili a varie gradazioni per consentire al mezzo di sfruttare al meglio le correnti e regolare il volo in atmosfera. Il TIE Striker fa la sua comparsa in Rogue One: A Star Wars Story ed è anche l’occasione che ha per distinguersi durante la battaglia di Scarif, lo scontro finale del film per permettere al gruppo di Jyn Erso di trasmettere i piani rubati della Morte Nera.

Dietro le quinte: Una variante su scala più grande dello Striker, il TIE Reaper, è stata concepita come veicolo da trasporto. È visibile sempre in Rogue One, dove viene usato per condurre gli assaltatori della morte di Krennic sulla spiaggia di Scarif per unirsi alla battaglia in corso.

Incrociatori Gozanti

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Se i mezzi trattati finora rientrano nelle categorie di piccola o medio/piccola scala, con l’incrociatore Gozanti iniziamo a entrare nei vascelli di taglia più grossa. Il Gozanti, oltre a essere un valido trasporto corazzato e da battaglia, svolge anche una funzione essenziale per le forze Imperiali, vale a dire quella di trasporto caccia TIE da una regione all’altra della galassia. I TIE sono privi di iperguida e non potrebbero spostarsi da un settore all’altro, e non sempre è conveniente mobilitare un intero Star Destroyer, la nave madre a cui generalmente fanno riferimento, per schierarli altrove. A svolgere questa funzione è appunto il Gozanti, che consente ai caccia TIE di “agganciarsi” alla parte inferiore dello scafo come se fossero dei sinistri pipistrelli meccanici e di viaggiare nell’iperspazio assieme ad esso. Il Gozanti fa spesso la sua comparsa nelle battaglie spaziali di Star Wars Rebels, dove svolge appunto la sua funzione primaria di trasporto caccia. Ha però conosciuto un momento di gloria in tempi recentissimi come oggetto del contendere dell’episodio L’Erede della serie TV The Mandalorian, dove il protagonista ha affiancato Bo-Katan e i suoi Mandaloriani nell’arrembaggio a bordo di un Gozanti per prendere il controllo del portacaccia stesso.

Dietro le Quinte: In quanto nave secondaria che fino a poco tempo fa aveva fatto la sua comparsa soltanto in prodotti periferici, il Gozanti era uno dei pochi mezzi di Star Wars a non essere mai stato prodotto come giocattolo o modellino. Ha rimediato la Fantasy Flight Games, realizzandone una versione per il gioco di miniature X-Wing, con tanto di piccoli caccia TIE da agganciare al suo ventre. È seguita di lì a poco la versione LEGO, con il nome di Imperial Assault Carrier.

Star Destroyer

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Forse la più famosa tra le navi su grande scala di Star Wars è proprio lo Star Destroyer, il caposaldo della flotta Imperiale, una vera e propria città sospesa erta di armamenti, dotata di un solido scafo e di potenti scudi deflettori. Esistono numerose versioni dello Star Destroyer. Quella che siamo abituati a conoscere e che vediamo in abbondanza appartiene alla classe Imperial. Vale la pena di menzionare almeno la classe Victory, leggermente più piccola e meno potente, sviluppata agli albori dell’Impero, e l’incrociaore Interdictor, dotato della peculiare capacità di proiettare un pozzo gravitazionale che simula una massa planetaria al fine di strappare le navi in transito nell’iperspazio per farle riemergere nello spazio reale e bloccarle. Lo Star Destroyer è protagonista di numerose scene memorabili della saga, prima tra tutte quella d’apertura di Episodio IV, in cui lo vediamo inseguire la Corvetta Corelliana della Principessa Leia in uno scorrimento dal basso che sembra non finire mai! Memorabile anche la fuga del Millennium Falcon ne L’Impero Colpisce Ancora, dove Han Solo sfugge agli inseguitori Imperiali posandosi proprio sullo scafo di un Destroyer, e la furibonda battaglia tra navi ammiraglie nello spazio di Endor in Episodio VI, dove incrociatori Ribelli e Imperiali si affrontano a distanza ravvicinata. In tempi più recenti ricordiamo la sinistra presenza dello Star Destroyer che sovrasta la città occupata di Jedhah in Rogue One.

Dietro le quinte: In una delle potenziali aperture alternative per Episodio VII: Il Risveglio della Forza, il relitto di uno Star Destroyer veniva lentamente trascinato nello spazio da alcune navi di rimorchio della Nuova Repubblica, emulando quella che era la famosa scena d’apertura di Episodio IV. La scena fu poi tagliata ma il relitto di Star Destroyer, precipitato poi su Jakku, compare ancora nel film, nella scena in cui facciamo la conoscenza per la prima volta con Rey come saccheggiatrice.

Super Star Destroyer

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Il titolo di nave ammiraglia delle forze Imperiali non può che andare al Super Star Destroyer di Darth Vader, l’Executor. Grande cinque volte quanto uno Star Destroyer normale, ne conserva la forma triangolare base, amplificando in proporzione la capienza di mezzi e truppe e la portata di fuoco, insufficiente a distruggere un intero pianeta come potrebbe fare la Morte Nera, ma perfettamente in grado di ridurre una superficie planetaria a una massa fusa con un bombardamento serrato. La scena in cui l’Executor troneggia è sicuramente la presentazione della flotta Imperiale in Episodio V, dove scopriamo la sua esistenza gradualmente, man mano che la sua ombra sovrasta quella delle navi regolari della flotta. Da ricordare anche la sua uscita di scena dove, sotto l’attacco congiunto delle navi della flotta Ribelle, precipita sulla superficie della seconda Morte Nera incompiuta. Nel vecchio Universo Espanso venivano menzionati altri due Super Star Destroyer, il Terror, già menzionato nell’operazione di Imdaar Alpha correlato al TIE Phantom, e il Lusankya, nascosto nelle viscere di Coruscant e usato come quartier generale dalla gerarca Imperiale Ysanne Isard.

Dietro le quinte: La scena in cui il pilota di ala-A si schianta contro la vetrata del Super Star Destroyer provocandone l’abbattimento è in realtà recuperata da un’altra scena analoga concepita per L’Impero Colpisce Ancora. In origine era uno degli snowspeeder della battaglia di Hoth a distruggere il camminatore AT-AT del Generale Veers in questo modo. Eliminata quella scena dal montaggio finale, il concetto è stato poi recuperato ne Il Ritorno dello Jedi per decretare la fine dell’Executor e del suo ufficiale di comando, l’Ammiraglio Piett.

 

Potete vedere in azione le astronavi della Flotta Imperiale rivedendo l’intera saga di Star Wars sottoscrivendo un abbonamento a Disney+