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Truth Seekers: anteprima della nuova serie Amazon Prime Video

La verità è là fuori, recitava il poster che campeggiava nell’ufficio di Fox Mulder, protagonista con la collega Dana Scully della serie cult X-Files. La creatura di Chris Carter voleva identificare questa verità con complotti alieni e leggende metropolitane, ma la sensazione che là fuori ci siano misteri che aspettano solo di esser scoperti e spiegati, delle realtà oltre la nostra percezione che solo alcuni privilegiati possono comprendere non si limita solo alle indagini dei due agenti dell’F.B.I. Come ben sa Gus, insolito investigatore del paranormale protagonista di Truth Seekers, la nuova serie originale di Amazon Prime Video, che abbiamo visto in anteprima. Se quanto detto finora vi lascia pensare che ci si trovi davanti a una serie dalle tinte inquietanti e orrorifiche, eliminiamo questa sensazione svelando le due menti dietro Truth Seekers: Nick Frost e Simon Pegg.

Truth Seekers, il paranormale non ha più segreti

Frost e Pegg compongono una delle coppie comiche meglio assortite degli ultimi anni. La loro complicità ha consentito la nascita di una produzione comica esilarante, perfettamente rappresentata dalla famigerata Trilogia del Cornetto (L’alba dei morti dementi, Hot Fuzz e La fine del mondo). Frost e Pegg hanno dimostrato di saper cogliere l’ironia della quotidianità della loro Inghilterra ed elaborarla in chiavi narrativi differenti, strappando risate e offrendo agli spettatori divertimento, emozioni e qualche spunto di riflessione. Una tradizione che trova una nuova incarnazione in Truth Seekers, ennesima (e apparentemente riuscita) declinazione della loro comicità.

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Gus Roberts (Nick Frost) è un uomo prossimo alla mezza età, appassionato di paranormale, che lavora come installatore per la Smile, un provider di connessioni internet. La sua mansione è quella di effettuare le installazioni presso i clienti, occasione che Gus sfrutta per svolgere quella che considera la sua vera missione: indagare nel paranormale, raccontandolo nel suo canale YouTube Truth Seekers.

Abituato a lavorare da solo, Gus viene costretto dal suo capo Dave (Simon Pegg) a fare coppia con un giovane assunto, Elton (Samson Kayo), a cui Gus dovrà insegnare il mestiere. Come nella migliore delle tradizioni, quella che inizialmente nasce come un coppia ‘per forza’, rapidamente diventa un sodalizio inossidabile. Assistendo ad alcuni strani comportamenti di Gus e diventando testimone diretto di eventi fuori dal comune, Elton inizia a comprendere come ci siano fenomeni inspiegabili all’opera. Una scoperta che lo avvicina al compare, il quale approfitta dei suoi interventi nelle case inglesi per continuare le indagini sul paranormale.

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E come abbiamo visto nelle quattro puntate dell’anteprima di Truth Seekers, sembra esserci qualcosa di davvero inquietante in quel di terra d’Albione.

L’idea dietro Truth Seeker è intrigante: unire la comicità all’horror. Non è facile trovare un punto di contatto tra due emozioni così lontane come paura e divertimento, orrore e comicità per l’appunto. In passato il duo Frost-Pegg aveva già giocato con questa combinazione con il primo capitolo della Trilogia del Cornetto, L’alba dei morti dementi. Il risultato, voluto, era più una parodia del genere horror, un mettere in ridicolo i capisaldi dei film sugli zombie, divertendosi a fare anche una sottile ironia sociale. Con Truth Seekers, i due autori, complice la narrazione episodica tipica della serialità televisiva, scelgono di cambiare registro, andando ad approfondire con maggior cura l’animo dei personaggi.

Gus, per esempio, è reso magnificamente. Inizialmente sembra il classico stereotipo di complottista, con il suo abbigliamento peculiare e i suoi battibecchi con un padre (un fantastico Malcom McDowell) che non lesina critiche e astio nei confronti di un figlio che reputa poco più di un fallito. Gus prosegue la sua esistenza schiavo di un lavoro che detesta ma che gli consente di sbarcare il lunario e di poter comunque continuare le sue indagini nel paranormale. Presentando il suo personaggio in un’intervista, Frost ha definito Gus

“ Un uomo perso e in cerca di una qualche verità, sotto tanti aspetti della sua vita”

Definizione calzante, e che vede in Elton una possibile svolta in questa ricerca. Kayo dona il volto a un ragazzo semplice, che convive con la sorella appassionata di cosplay e intenzionato a trovarsi un lavoro. La sua ingenuità diventa sin da subito uno strumento narrativo convincente, per guidare lo spettatore in un mondo fatto di mistero e inquietanti segreti.

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Gus e Elton sono un duo perfetto per trasmettere la tensione narrativa di Truth Seekers. Certo, memori della Trilogia del Cornetto ci si aspettava una maggior presenza di Pegg al fianco di Frost, ma nella serie Amazon Pegg si ritaglia il ruolo di capo di Gus, anche se in questi primi episodi si intravede come la sua presenza sia tutt’altro che secondaria. All’interno della trama di Truth Seekers, le indagini di Gus ed Elton sembrano apparentemente slegate, ma diventa rapidamente chiaro come ci sia un mistero più grande che rischia di travolgere i due investigatori paranormali.

Frost e Pegg nuovamente all’opera

Lo spettatore, tra una risata e l’altra, assiste infatti ad una discesa nel misterioso che si prende i giusti tempi per giocare sul filo del ridicolo. Se la dedizione con cui Gus si dedica alla sua missione viene in certi punti stemperata dall’ingenuità di Elton, la perfetta scansione dei tempi narrativi consente di sviluppare una convincente sinergia tra battute e momenti inquietanti. Non si arriva mai all’horror puro, ma la sensazione è che gli autori, almeno in questi primi episodi, abbiano preferito appellarsi alla weird science, quella scienza di confine che tanto ha dato al cinema e alla narrativa.

Il sentore di orrore viene per ora affidata alla figura di Astrid (Emma d’Arcy), che dopo un’esperienza traumatica si avvicina a Gus e Elton sperando di poter trovare risposte alle inquietanti domande che la affliggono in seguito alla morte tutt’altro che normale della madre.

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Abituati alla narrazione cinematografica di Frost e Pegg, Truth Seekers non fa rimpiangere la loro scelta di passare al formato seriale. Una narrazione più ampia consente ai due di dare vita a un mondo appassionante e ben scandito, in cui gli eventi si susseguono con un ritmo convincente e che riesce a coinvolgere lo spettatore. Complice una gestione delle inquadrature impeccabile, che guida l’occhio dello spettatore con intelligenza, facendosi accompagnare da un comparto sonoro che trova le giuste sonorità per enfatizzare le suggestioni dei momenti più inquietanti e angoscianti. Senza dimenticare la caratterizzazione della quotidianità dei personaggi, una cura che consente di rendere i personaggi umani e credibili, acuendo anche la sensazione che quanto raccontato da Truth Seekers sia possibile, quasi reale.

In periodo in cui Netflix punta a spaventare gli spettatori con The Hunting of Bly Manor o ridere dell’orrore con Hubie Halloween, Truth Seekers riesce a presentarsi, sulla carta, come un’ottima sintesi tra i due, nella speranza che quando la serie arriverà sul servizio streaming di Amazon si riveli l’ennesimo ottimo lavoro della premiata ditta Frost-Pegg.

Potete affrontare la ricerca della verità di Truth Seekers sottoscrivendo un abbonamento Amazon Prime Video