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Huawei Community Test: le opinioni degli utenti sul Mate 20 e Mate 20 Pro

Pagina 1: Huawei Community Test: le opinioni degli utenti sul Mate 20 e Mate 20 Pro

Circa due settimane fa, abbiamo annunciato l’inizio di un Community Test nel forum di Tom’s, questa volta dedicato al Huawei Mate 20 e Mate 20 Pro, attuali smartphone di punta dell’azienda cinese. R3d3xFederico83 hanno dunque ricevuto in prova i due dispositivi, e oggi sono finalmente pronti a dire la loro dopo averli testati in maniera approfondita per diversi giorni.

Prima di addentrarci nelle recensioni dei due utenti, vi ricordiamo alcune caratteristiche tecniche. Entrambi sono basati sul processore Kirin 980, caratterizzato da una CPU octa-core – che può toccare i 2.6 GHz – e coadiuvato dalla GPU Mali-G76. Nel caso del Mate 20 Pro è affiancato da 6 Gigabyte di RAM e da 128 Gigabyte di memoria interna, mentre nel Mate 20 la RAM scende a 4 Gigabyte. Una piattaforma hardware di alto livello dunque, come del resto abbiamo avuto già modo di raccontarvi.

Mate 20 Pro propone inoltre uno schermo da 6,39 pollici realizzato con tecnologia AMOLED con risoluzione di 1.440 x 3.120 pixel e sensore d’impronte integrato direttamente nel pannello. Il punto di forza di questo dispositivo è certamente il comparto fotografico, con la presenza di tre fotocamere posteriori (40 Megapixel, 20 Megapixel e 8 Megapixel) e di un sensore frontale da ben 24 Megapixel con tanto di riconoscimento evoluto del volto.

Per quanto riguarda invece il Mate 20, sulla parte frontale c’è un display da 6,53 pollici realizzato con tecnologia IPS LCD e caratterizzato da risoluzione di 1.080 x 2.244 pixel. Anche qui abbiamo tre fotocamere posteriori (12 Megapixel, 16 Megapixel, 8 Megapixel), mentre il sensore frontale da 24 Megapixel perde il riconoscimento evoluto del volto. Di contro però, in questo modello il notch è decisamente più discreto, con un design a goccia.

Recensione Huawei Mate 20 – Community Test by R3d3x

Per il Community Test, ho ricevuto dalla redazione di Tom’s Hardware.it, il fratello minore di uno degli smartphone più chiacchierati di questo Q4 del 2018: Huawei Mate 20.
Prodotto dall’azienda cinese Huawei, nella top 3 tra i produttori mondiali di smartphone, la quale si sta sempre più imponendo nel mercato europeo e in quello italiano.
Il modello viene commercializzato ad un prezzo consigliato di 799,99 euro, puntando quindi alla fascia alta del mercato a circa 250/300 euro di distacco dal fratello maggiore Huawei Mate 20 Pro. Attualmente in meno di un mese il prezzo è già sceso a 600 euro su Amazon.it.

Unboxing

Nella confezione troviamo una dotazione completa senza pecche:

  • Huawei Mate 20, in colorazione Twilight con pellicola protettiva fronte retro;
  • Caricatore Huawei SuperCharge USB 5V/4.5A, colore bianco;
  • Cavo USB C 3.0 to Micro USB da 1 mt, colore bianco;
  • Earphone con mini jack audio da 3,5mm, colore bianco;
  • Cover in TPU, trasparente;
  • Pellicola protettiva preapplicata;
  • Manuale Quick Start Guide;
  • Ejector Pin per SIM Card;

I miei complimenti a Huawei, finalmente una dotazione completa sulla quale non c’è da lamentarsi.
Oltre quindi al classico caricatore e cavo da 1 metro, la classica guida e l’Ejector Pin per le SIM Card, troviamo la cover trasparente in TPU, come molte aziende cinesi ormai offrono, elemento molto apprezzato da parte degli utenti.

Aggiunge una pellicola di plastica (non vetro temprato) già pre-applicata dall’azienda, moda che spero i competitor inizino a copiare invece della pre-applicazione di una pellicola ai soli fini protettivi pre-vendita con al di sopra le specifiche dello smartphone. Uno spreco. Conclude in bellezza la presenza ormai rara delle cuffiette con jack audio da 3.5mm. Non me le sarei mai aspettate.

Materiali e dimensioni

I materiali in lega di alluminio e vetro regalano la sensazione di avere tra le mani uno smartphone premium sebbene però lascino parecchie impronte su entrambi i lati del device. Sul Back affascina la colorazione Twilight che da un blu passa ad un nero. Inoltre la leggera curvatura aiuta nella presa, sebbene le dimensioni stesse dello smartphone non consentano una grande maneggevolezza: il problema è sopratutto di grip dovuto alla superficie completamente liscia che tende a dare l’effetto saponetta.

Ritroviamo al centro la tripla fotocamera con flash: buona la scelta a livello estetico rispetto alla verticale del P20 Pro, ma forse avrei osato di più con una posizione romboidale con il flash in alto e il sensore di impronte digitali posto sul back. Personalmente questa scelta non mi entusiasma per quanto riguarda il lettore di impronte, sebbene si tratti di un gusto personale, avrei infatti preferito il vecchio fingerprint frontale, poiché il fingerprint frontale consente lo sblocco del dispositivo con qualsiasi dito, ed anche con il terminale posto sul tavolo a differenza della posizione in back. Risulta quindi essere più funzionale anche se meno apprezzabile esteticamente; in questo caso la scelta era obbligata per assottigliare le cornici ma c’è da dire che il fratello maggiore (Mate 20 Pro) può vantare quantomeno un fingerprint integrato nel display e una miglior dotazione per lo sblocco facciale.

Come dimensioni abbiamo 158,2mm di altezza x 77,2mm di larghezza x 8,3mm di profondità, sicuramente non è uno smartphone compatto come l’Honor 10, soprattutto in larghezza potrebbe dare un po’ il cosiddetto “effetto padella” a differenza del fratello maggiore che utilizza soltanto 72,3mm di larghezza. Altresì è possibile utilizzarlo con una mano, vista la presenza dell’impostazione “Utilizzo ad una mano”, sicuramente adatta a persone con una dimensione della mano più grande della media. Nonostante abbia grandi dimensioni, il peso è contenuto: 188 grammi.

Infine troviamo la certificazione IP53: IP5x rappresenta infatti la dicitura “Protetto contro l’accesso di polvere o di un filo sottile” mentre IPx3 rappresenta la dicitura “protetto dalla pioggia.”
Occorre sottolineare però come il P20 Pro, allo stesso prezzo, possieda un IP67: “Totalmente protetto da polvere, sabbia e in generale qualsiasi corpo solido di piccole dimensioni. Presente anche la protezione da immersione temporanea (massimo 1 metro di profondità per 30 minuti).” Il fratello maggiore, il Mate 20 Pro, può vantare una protezione IP67 come il P20 Pro.

Display

Il Display è un TFT LCD (RGBW IPS) da 6,53″ in formato 18,7:9 con una risoluzione di 1080x2244p anche detta FHD+ 24 bit con una densità di pixel per inch pari a 381 ppi, nettamente inferiore rispetto al Mate 20 Pro che possiede un OLED con una densità pari 538 ppi. Bisogna però considerare che possiede un body-ratio del 88,31% leggermente più alto del fratello maggiore, ma non fatevi “fregare” perché questo rapporto più elevato è dovuto al notch a goccia, anche perché in realtà le cornici del Mate 20 sono più accennate del Mate 20 Pro. Infine vanta Gorilla Glass, curvatura 2.5D, compatibilità con HDR 10.

Considerando i 799 euro di listino, avrei preferito la presenza di un pannello OLED invece del display IPS RGBW con un rapporto cornici-schermo così alto. Non è infatti un caso che in meno di 30 giorni lo street price sia sceso di 200 euro, laddove si scontra con il Huawei P20 Pro che a sua volta monta uno schermo OLED.

Al test con il luxmetro ritroviamo uno schermo con una luminosità al centro di 580 lux, nulla di eccezionale, anzi, mi aspettavo di più.

System on Chip (SoC)

Huawei Mate 20 di certo non delude sulle prestazioni montando uno dei SoC più recenti a soli 7nm, ovvero l’Huawei HiSilicon Kirin 980.
L’architettura della CPU è così divisa: 2 x Cortex-A76 (2.6 GHz) + 2 x Cortex-A76 (1.92 GHz) + 4 x Cortex-A55 (1.8 GHz).
Lato GPU abbiamo invece la Mali-G76 (720MHz) a 10 core. Va menzionato il GPU Turbo 2.0 di Huawei che comporta un incremento prestazionale durante il gaming, una migliore risposta del touch e una restituzione di un framerate più fluido oltre che una riduzione dei consumi, migliorando sensibilmente la Graphics Processing Efficiency.
Non finisce qui perché il Kirin 980 garantisce maggiore efficienza e super connettività grazie anche ad un doppio processore neurale (NPU) per l’AI. 

Durante il gaming il tutto risulta immersivo grazie alla componente audio, che genera l’audio in stereo, ma soprattutto grazie allo schermo enorme e completamente utilizzato per il gaming se non per la porzione dedicata al tear notch. Ho davvero apprezzato il gaming sullo smartphone.
Gaming molto fluido su entrambi i titoli – a livello alto per Asphalt e bilanciato per PUBG – peccato che non sia ancora disponibile l’HDR ma sono sicuro che si rimedierà.

Temperatura scocca e SoC

Dopo 2 ore di gaming intenso su Asphalt 9 le temperature sono rimaste basse, sia Antutu che il termometro a doppi infrarossi hanno riportato temperature simili, indice che i sensori lavorano bene, ma sopratutto convince il sistema di dissipazione del calore dal SoC alla scocca che si mantiene calda.

  • Antutu SoC: 45.4°
  • Antutu Batteria: 44.3°
  • Termometro IR Display: 43.0°
  • Termometro IR Back: 43.2°

Memorie

Passando invece alle memorie, ritroviamo 4GB di RAM LPDDR4X Dual Channel a 2133 MHz. La tipologia di RAM è da top di gamma, tuttavia bisogna considerare che viene proposto in due versioni 4GB e 6GB, laddove marchi come Xiaomi vantano medi gamma con tali configurazioni a circa 200€. Sarebbe stato più opportuno al prezzo proposto da Huawei – ma anche al prezzo attuale – creare due configurazioni da 6GB e 8GB invece che inserire il taglio da 4GB, oppure rilegando gli 8GB al solo Mate 20 Pro e lasciando di base i 6GB alla versione Mate 20.

Mentre per la ROM troviamo ben 128GB di memorie UFS 2.1 con ottimi risultati in lettura e discretamente buoni in scrittura: 856.57 MB/s per la lettura sequenziale e 195.63 MB/s per la scrittura sequenziale, e buoni risultati in Random Read e Random Write. Vi ricordo, che inoltre, la memoria è espandibile con NanoSD fino a 256GB.

Connettività

Lato connettività ritroviamo la possibilità del Dual SIM (o comunque della scelta tra Dual SIM e SIM + NanoSD).
Il 4G LTE Cat.16 (1000/150 Mbit/s), HSDPA+ (4G) 42.2 Mbit/s, HSUPA 5.76 Mbit/s. Buoni i risultati allo SpeedTest e al NetMonitor, leggermente dubbi i valori in Upload sebbene il test sia stato ripetuto più volte.

Presente NFC, utilissimo per i pagamenti con smartphone e va inoltre ricordato l’arrivo a gennaio in Europa di Huawei Pay in collaborazione con Visa tramite i Visa Token Service.

Presente una buona dotazione Wi-Fi con 802.11a/b/g/n/ac dual band. Non manca l’ultima versione Bluetooth 5.0 (rispetto alla precedente versione aumenta il raggio d’azione, la velocità sale a 2Mbps per modalità a basso consumo, maggiore capacità di trasmissione, individuazione di interferenze e successiva eliminazione).

GPS (L1 + L5 dual band) / AGPS / Glonass / BeiDou / Galileo (E1 + E5a dual band) / QZSS (L1 + L5 dual band).
Presente il LED Infrarossi e la Radio FM.

L’uscita USB-C è poi standard 3.1 e quindi permette di collegarsi ad un monitor e di utilizzarla come uscita video per trasmettere le informazioni.
Fingerprint FPC 1291/Goodix sul back – forse un po’ troppo a filo con la scocca. Inoltre vi è lo sblocco facciale ma non tramite sensori 3D e/o infrarossi. Lo sblocco con fingerprint è rapido e preciso, meno preciso lo sblocco facciale.

Audio

Huawei Mate 20 non rinuncia al mini jack audio da 3.5mm, incontrando i favori dei molti che non gradiscono le cuffie wireless (o gli adattatori Type-C to Mini Jack 3.5mm). Utilizzando le semplici cuffie in dotazione l’audio risulta piatto con bassi medi e alti insufficienti, ma ritroviamo la possibilità di attivare e disattivare il Dolby Atmos usufruendo di 3 modalità:

  • Intelligente, il Dolby Atmos riconosce automaticamente il sound e l’ottimizza. Rimane meno efficace negli utilizzi specifici rispetto alle controparti per l’appunto in Cinema e Musica.
  • Cinema, per una audio surround autentico e dialoghi più chiari. Rende Netflix più coinvolgente e migliora quei dialoghi sottovoce e spesso poco chiari.
  • Musica, per un audio più ricco e dettagliato. C’è inoltre la possibilità di regolare l’equalizzatore manualmente o scegliere tra 4 preset (Off, Aperto, Ricco e Focused).

Nonostante la qualità audio in jack non risulti essere una dote di spicco del Mate 20, la capsula superiore genera un effetto stereo che dà buoni risultati. L’unico neo è l’effetto che si crea dato che lo speaker classico (non è quindi integrato nell’USB Type C) ha una maggior potenza rispetto alla capsula superiore, ma risulta comunque più piacevole di un effetto mono.

Durante il gaming si avrà quindi l’effetto di bidirezionalità dei passi e dei suoni, lo stesso avviene durante la visione di film, mentre c’è un vero e proprio salto di qualità con la riproduzione musicale tramite lo speaker. Come detto in precedenza la sensazione è abbastanza avvolgente ed immersiva, sebbene durante il gaming venga sfruttato tutto il display notch escluso e su Netflix invece si abbia l’eliminazione del notch.

Autonomia

La batteria presente sul Mate 20 è una Li-Po da 4000mAh con SuperCharge a 22,5W e caricatore 5V/4,5A con cavo USB Type A to USB Type C 3.1. Batteria poco più piccola di quella del fratello maggiore (4200mAh) che riesce ad arrivare a fine giornata senza troppi problemi, nonostante la grandezza del display porti consumi notevoli allo smartphone. La ricarica è veramente rapida, dallo 0% all’80% in soli 45 minuti o al 58% in appena 30 minuti, così veloce che possiamo vedere i decimali che aumentano ogni secondo.

Per quanto concerne la ricarica Wireless, purtroppo non ho potuto provare la Ricarica Rapida Wireless Qi che arriva fino a 15W oltre che alla ricarica wireless inversa che permette di ricaricare gli altri dispositivi che possiedono questa tecnologia.

Una batteria da ottimi risultati ma non miracolosi come molti dichiaravano sul web, infatti mi ha quasi sorpreso vedere alcune testate dichiarare un 14 ore di schermo acceso, soprattutto considerata la dimensione del display e la tipologia di display. Probabilmente sono state usate le opzioni a risparmio e ultra risparmio energetico che offre Huawei, ma rimangono recensioni poco veritiere, in quanto significa praticamente non usarlo per farlo durare 14 ore.

Si riescono comunque a fare circa 8-9 ore di schermo acceso senza troppi problemi, il che non è affatto poco considerato che la media è circa 5-6 ore. In una giornata di stress abbastanza intenso vi porterà tranquillamente fino a sera e nel caso si stesse scaricando, basterà attivare le opzioni di risparmio o di ultra risparmio e riuscirete a tornare a casa.
Nelle 8 ore sono comprese quasi un’ora di chiamate, due ore di Netflix, molte foto la sera, un’ora di gaming, un’ora di Maps, due ore di Spotify continuative, un’ora di Facebook (in loop sui video), chat Telegram e Whatsapp, due account mail attivi, e molto altro sempre con LTE attivo e Bluetooth.

Sicuramente mi sento di dire che i risultati in batteria sono davvero ottimi.

Fotocamera

Parliamo ora della parte più interessante di questo smartphone, il comparto fotografico:

  • Il sistema di fotocamere posteriori è composto da Tripla Fotocamera Leica (con Lenti Asferiche 1:1.8-2.4/17-52 ASPH)
    12MP f/1.8 per il Sensore Principale RGB (Wide)
    16MP f/2.2 Grandangolare (Ultrawide)
    8MP f/2.4 Teleobiettivo stabilizzato otticamente.

Sul retro troviamo infatti i tre sensori messi negli angoli di un quadrato assieme al led flash che completa il quadrato.
Sebbene la qualità dei sensori sia inferiore al Mate 20 Pro ma anche al P20 Pro, la qualità delle foto è ancora molto alta, con 3 ampiezze di campo (0,6x grandangolo fino a 2x Teleobiettivo senza sgranare).
Sorprende la modalità “Notte” che riesce a restituire foto in notturna piene di dettagli, anche se non proprio adatta a scattare foto a persone oppure a oggetti che possono muoversi.
Presenti molte possibilità di scatto: Apertura, Notte, Ritratto, Foto, Video, Pro ed Altro (Rallentatore fino a 960fps, Panorama, Monocromatico, Lenti AR, Light Painting, HDR, Time Lapse, Filtro, Panorama 3D, Filigrana, Documenti, Yummy).

L’effetto bokeh, sebbene risulti quasi convincente, non scontorna ancora alla perfezione.
I video vengono registrati in 4K a 30fps (risulta però più performante il FHD a 60fps) con stabilizzazione elettronica annessa. La qualità è tutto sommato buona, ma si sente comunque l’assenza di una stabilizzazione ottica.

  • Fotocamera frontale: 24MP f/2.0

La fotocamera frontale da 24 megapixel rimane buona, ma a dispetto della sua alta risoluzione non riesce a convincere.
Presenti 10 livelli di Beatify, Snellisci volto e Calore; inoltre è possibile scegliere il tipo di illuminazione.

La videocamera frontale registra invece in Full HD ma offre una sorta di effetto HDR.
Comparto fotografico davvero molto ricco, ma come qualità ancora non ci siamo; mi sarei aspettato di più dal quadrato di Huawei. Sento di preferire ancora gli scatti del P20 Pro.

Software

Huawei Mate 20 arriva con Emotion MUI 9.0.0 e Andriod 9.0 Pie come per il Mate 20 Pro, attualmente in arrivo anche su altri dispositivi Huawei. Rispetto ad EMUI 8.0, l’EMUI 9.0 si semplifica. Sono state eliminate addirittura 97 voci per semplificare le cose agli utenti. EMUI 9.0 utilizza colori più chiari e la possibilità di sfruttare l’intero schermo per le chiamate in arrivo. Le gesture, inoltre, agevoleranno l’accesso all’assistente AI e potranno farci guadagnare qualche pixel della barra di navigazione. La nuova EMUI 9.0 non si ferma all’apparenza ma migliora anche a livello di prestazioni garantendo una apertura più rapida delle applicazione nell’ordine del 10-20%. Infine, come già accennato, l’ EMUI 9.0 porta con sé il GPU Turbo 2.0 per includere giochi del calibro di Vainglory, Arena of Valor, Rules of Survival e NBA 2K18. Parlando invece di Android 9, vengono inserite le Actions ossia azioni suggerite dal telefono sulla base delle abitudini degli utenti.
Android 9 Pie introduce anche una nuova dashboard che dà un’idea concreta delle app più utilizzate sul telefono, del numero di notifiche ricevute e di altre azioni. Le novità di Android 9 Pie riguardano ancora l’autonomia, con la nuova Adaptive Battery. Con il contributo del machine learning, il device sarà in grado di identificare le applicazioni che richiedono più energia e di ottimizzare i consumi sulla base di questo dato.

Troviamo inoltre una chicca non da poco, ovvero l’opzione Proiezione Facile tramite Miracast sia dello schermo del telefono sia in versione desktop! Sì, avete capito bene un Simil-Samsung DEX senza bisogno di una base e senza fili tramite il Wi-Fi e il Miracast si riesce a collegare al vostro monitor/TV. Lo smartphone funge da trackpad per muoversi e per scrivere ma è possibile collegare una tastiera e un mouse senza fili e godersi appieno l’esperienza in modalità PC, riuscendo a mantenere la privacy dello smartphone in quanto ha una funzione indipendente dalla parte desktop. Inoltre lo switch da versione telefono a desktop è rapidissima.
Permette quindi l’uso delle applicazioni, della navigazione web, del pacchetto Office Word, Excel, presentazioni Powerpoint, della riproduzione di contenuto e di molto altro, tutta questa potenza è nella tua tasca. Incredibile!

Difetti: 4GB di RAM sono probabilmente pochi per gestire il tutto ma soprattutto c’è un po’ di lag fastidiosa tra il touchpad e il puntatore.

Indice SAR

Possiamo riscontrare valori particolarmente bassi per il Huawei Mate 20 per quanto riguarda l’indice SAR (Specific Absorbation Rate) ovvero l’assorbimento energetico delle radiazioni emesse dal device che possono essere dannose per la salute dell’utente.

Sebbene non si conosca l’effettiva potenzialità di danno dovuto alle radiazioni emesse dal device e assorbite dall’uomo, risulta importante ai fini della tutela della propria salute scegliere un dispositivo che non produca elevati valori SAR, dato che in alcuni studi hanno evidenziato come su delle cavie con un’esposizione continua, abbia provocato la crescita di cellule tumorali. Sono quindi stati posti dei valori limite:

  • In Europa il limite è di 2 W / Kg in un campione di 10 grammi di tessuto.
  • Negli Stati Uniti il valore deve essere inferiore o pari a 1,6 W / Kg.

Dal confronto vediamo come Huawei Mate 20 abbia valori particolarmente bassi, al di sotto del numero intero. Non si discosta molto da Mate 20 Pro che riesce a fare poco meglio, ma notiamo un miglioramento sensibile rispetto a Huawei P20 Pro.
Huawei Mate 20 riscontra un valore di 0,99 e 0.98 W / Kg per il corpo in Europa e in USA, mentre ritroviamo dei valori più bassi per la testa 0,44 W / Kg in Europa e 0,69 in USA.

Di buon auspicio il trend in discesa per l’indice SAR, direi che Huawei Mate 20 ha valori molto contenuti ma riesce a mantenere un’ottima ricezione, infatti alti livelli di SAR dovrebbero garantire una miglior ricezione anche se non è sempre così.

Conclusioni

Per concludere questa lunga recensione, facciamo quindi un semplice confronto a tre tra gli attuali top di gamma di Huawei: Mate 20, Mate 20 Pro e P20 Pro, cosa che può aiutarvi in un eventuale acquisto.

Pro:

  • SoC da Top di Gamma con un Kirin 980 davvero potente.
    – Stesso del Mate 20 Pro, e superiore a quello del P20 Pro.
  • Memoria Espandibile e Jack 3.5mm.
    – Non presenti nel P20 Pro.
  • Connettività completa, con BT 5.0 e Wi-Fi Display.
    – Stesso del Mate 20 Pro, e superiore al BT 4.2 del P20 Pro e alla funzione di EMUI Desktop solo tramite cavo.

Contro:

  • Schermo IPS con bassa densità di pixel, anche se comunque non c’è l’effetto pixelation. I neri non sono profondi come negli OLED, la luminosità è elevata ma non tanto quanto quella del fratello maggiore Mate 20 Pro.
  • 2 Versioni da 4 GB e da 6 GB, con una differenza di 50 euro. In questo caso, considerando la fascia di prezzo, mi sarei aspettato i 6 GB di RAM di partenza.
    – Mate 20 Pro e P20 Pro sono da minimo 6GB.
  • Certificazione IP53.
    – Mate 20 Pro e P20 Pro hanno certificazione IP67.