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Recensione Xiaomi Mi A1, a cosa servono i top di gamma?

Pagina 1: Recensione Xiaomi Mi A1, a cosa servono i top di gamma?

Xiaomi Mi A1

 

Il Mi A1 è lo smartphone che ha segnato il debutto in Europa di Xiaomi. Basato sulla piattaforma Android One, fa del rapporto qualità/prezzo la sua arma vincente.

Xiaomi Mi A1


 

Xiaomi Mi A1 offre tutto ciò che è necessario a buona parte degli utenti, e lo fa a 200 euro (anche meno in alcuni casi). Il primo smartphone dell'azienda cinese basato su Android One dimostra il livello ormai raggiunto dalla fascia media, che continua a rosicchiare quote mercato ai top di gamma. Certo, in alcuni ambiti la differenza con i dispositivi premium c'è e si vede, il punto è comprendere quanto questo divario giustifichi o meno l'enorme differenza di prezzo.

Buona qualità costruttiva, ottime prestazioni, aggiornamenti software garantiti per almeno 18 mesi dalla commercializzazione. Sono questi i tratti distintivi di Xiaomi Mi A1, lo smartphone che ha di fatto segnato il debutto Europeo dell'azienda cinese. Un prodotto che è già diventato un piccolo best-buy, e che potrebbe rappresentare l'inizio di una lunga e proficua collaborazione con Google.

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Costruzione ed ergonomia

L'azienda cinese ha puntato sulla concretezza. La scocca di Xiaomi Mi A1 è realizzata in metallo, interrotta solo dalle bande in policarbonato che nascondono le varie antenne per la connettività. Queste seguono le linee dello chassis, risultando perfettamente integrate nel design, almeno nella colorazione nera in nostro possesso.

Non si tratta di uno smartphone borderless. Le cornici laterali sono ridotte, mentre quella superiore e inferiore particolarmente pronunciate. Come detto però, Xiaomi ha badato alla concretezza, e dunque sfrutta i bordi per inserire i pulsanti di navigazione soft-touch (ovviamente retroilluminati), evitando di sottrarre spazio allo schermo.

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Gli angoli arrotondati lo rendono leggermente scivoloso, mentre i pulsanti fisici (accensione e bilanciere del volume) si riescono a raggiungere perfettamente. Discorso analogo per il sensore di riconoscimento delle impronte digitali sul retro, che risulta naturale da toccare con le dita visto il posizionamento, oltre a essere estremamente rapido nello sblocco.

Con qualche difficoltà può essere utilizzato con una mano, ma comunque lo schermo da 5,5 pollici unitamente alle cornici pronunciate non è stato certamente pensato per questo scopo. In generale, la sensazione al tatto è buona e risulta piacevole da portare con sè nella quotidianità. Da segnalare la leggera sporgenza della dual-camera posteriore, risolvibile con l'utilizzo di una cover.

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Schermo e audio

Come detto, la parte frontale è dominata da un display da 5,5 pollici, caratterizzato da una risoluzione Full-HD (1.080 x 1.920, 403 ppi) e realizzato con tecnologia IPS LCD. Nonostante la tendenza ormai imperante dei 18:9, Xiaomi ha scelto un rapporto di forma classico in 16:9, coerente con la logica di non optare per un design borderless.

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Il pannello è buono, offre una resa cromatica convincente ed ha una buona luminosità. In tal senso, da segnalare il fatto che l'apposito sensore la imposti automaticamente un pò al ribasso, costringendo in alcuni casi ad agire manualmente. Si vede bene all'aperto, complice anche l'ottimo trattamento oleofobico. Molto comoda la funzionalità Ambient Display, che consente di visualizzare alcune informazioni sullo schermo mentre lo smartphone è in standby.

La parte audio è affidata a uno speaker posizionato sul lato inferiore. Questo consente di non coprirlo quando poggiamo lo Xiaomi Mi A1 su di un piano, una scelta convincente. Il volume è elevato, la qualità nella media. In generale offre un'esperienza multimedia di buon livello, esattamente come l'ascolto in cuffia (presente il jack da 3.5 mm).

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La connettività può contare sul supporto Dual-SIM, sul bluetooth 4.2, sul Wi-Fi ac Dual-Band, sulla porta a infrarossi, mentre manca purtroppo l'NFC (uno dei pochi nei della scheda tecnica). La ricezione è nella media, e in generale non ho riscontrato particolari criticità da questo punto di vista (c'è la banda 20).

Prestazioni e autonomia

La piattaforma hardware di Xiaomi Mi A1 è quella che abbiamo imparato ampiamente a conoscere in tanti smartphone di fascia media, molti della stessa azienda cinese. Troviamo infatti il SoC Snapdragon 625 accoppiato a 4 GB di RAM e alla GPU Adreno 506, una combinazione affidabile e, come vedremo, poco energivora.

Schermo 5,5 pollici Full-HD, 1.920 x 1.080, 403 ppi, IPS LCD, Gorilla Glass
SoC Snapdragon 625 Octa-Core 2.0 GHz
GPU Adreno 506
RAM 4 GB 
Storage 64 GB espandibili tramite micro-SD fino a 128 GB
Fotocamera anteriore 5 MP
Fotocamera posteriore Dual-Camera, 12 MP f/2.2 teleobiettivo + 12 MP f/2.6 grandangolare, flash LED Dual-Tone
Connettività Hybrid Dual-SIM 4G VoLTE, Bluetooth 4.2, porta a infrarossi, Wi-Fi ac Dual-Band, GPS + GLONASS, radio FM
Reti LTE cat. 12, bande 1, 3, 5, 7, 8, 20 (da confermare)
Sicurezza Sensore per il riconoscimento delle impronte digitali posizionato sul retro
Batteria 3.080 mAh
Ricarica USB Type-C, Quick Charge
Dimensioni 155.4 x 75.8 x 7.3 mm
Peso 165 grammi
Sistema Operativo Android 7.1.2 Nougat stock, aggiornato ad Android Oreo entro la fine del 2017
Colori Black, Gold, Rose Gold
Prezzo 14.999 rupie indiane, 199 euro (da confermare)

Lo smartphone gira molto bene in tutte le operazioni quotidiane. La parte software, praticamente riconducibile ad Android Stock, aiuta certamente nell'alleggerire il compito della parte hardware. Ho trovato questo Xiaomi Mi A1 ancora più reattivo di altri dispositivi dell'azienda cinese con le medesime specifiche e basati sulla MIUI, come il Mi Max 2 (già comunque reattivo di suo).

Buona anche la dissipazione termica, con la back cover che fa percepire il calore solo dopo lunghe sessioni di gaming. In tal senso, con i titoli più pesanti, ho riscontrato qualche calo di frame, nulla in grado però di compromettere l'esperienza utente.

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Per quanto riguarda l'autonomia, Xiaomi Mi A1 integra una batteria da 3.080 mAh. Una capienza non elevatissima, ma che consente comunque di coprire agevolmente la giornata. Con il mio utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail in push, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, circa 1 ora di telefonate) sono riuscito a raggiungere le 5 ore di schermo acceso, un ottimo risultato.