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Diablo Immortals | Anteprima della Closed Alpha, che sorpresa!

Siamo certi che appena vi capita di leggere o sentite anche solo lontanamente “Diablo Immortal“, la vostra mente vi porta automaticamente a un pensiero negativo, quasi come se stessimo parlando di un gioco condannato a un destino ormai scritto. Il perché è principalmente relegato a una presentazione (quella del BlizzCon 2018) non propriamente idilliaca e contornato da una serie di errori di comunicazione che hanno fatto storcere il naso (non poco) agli appassionati del popolare franchise Blizzard.

In realtà, già dalla fiera del 2018 e quella successiva del 2019, dove eravamo in entrambe presenti, Diablo Immortal ci convinse con sensazioni positive, così come alla maggior parte dei colleghi italiani e non. Opinioni che non hanno comunque cambiato il parere sul gioco  sviluppato da NetEasea, anche dopo il sorprendente annuncio di Diablo IV. Quantomeno lo sviluppo continua e procede a gonfie vele, e tal proposito, se vi ricordate, eravamo riusciti a provare una prima Closed Alpha durante il mese di dicembre, uscendone comunque soddisfatti. Nel corso delle ultime settimane, tuttavia, Blizzard ci ha permesso di mettere le mani nuovamente sulla Closed Alpha, testando in maniera più approfondita alcune meccaniche e riuscendo a entrare più nel dettaglio nei meandri dell’endgame. Ciò che abbiamo giocato ci ha confermato un titolo solido e capace di essere un buon anello di congiunzione tra classico e moderno, più di quanto abbia fatto Diablo III.

Sanctuary… in tasca!

Diablo Immortal è un progetto pensato e costruito per essere giocato e goduto in piena mobilità. Non è la prima volta che il brand vede lo sbarco su piattaforme portatile, basti pensare a Nintendo Switch, ma in questo caso vi stiamo scrivendo di un’esperienza principalmente relegata a smartphone e tablet e quindi di un gioco che tutti (o quasi) potrebbero approcciare facilmente.

I requisiti per giocare, come vi mettiamo di seguito, non sono elevatissimi, anche e soprattutto considerando la qualità tecnica e visiva del gioco, senz’altro impressionante se consideriamo che in diversi frangenti supera l’impatto visivo di Diablo III. Un lavoro che certifica l’impegno di NetEase Game nell’ottimizzare e creare un’esperienza mobile tripla A di grande spessore.

CPU Snapdragon 710 / Hisilicon 810
GPU Adreno 616/ ARM Mali-G52
RAM 2 GB RAM
OS Android 5.0 (Lollipop) – iOS 12

Noi lo abbiamo giocato con impostazioni massime con il nostro One Plus 6t, uno smartphone top di gamma di circa tre anni fa e non abbiamo avuto nessuno tipo di difficoltà nel giocare. C’è da dire che l’esperienza, come in ogni Diablo, è assuefacente e di conseguenza vi ritroverete a giocare letteralmente ore senza accorgervene, almeno fino a quando il telefono non comincia a scottare o la batteria a cedere. Proprio su questo ultimo punto c’è da dire che la software house ha ottimizzato bene, se pensate che per giocarci è necessario una connessione internet costante, con una luminosità al 50%, siamo riusciti a giocare anche cinque-sei ore senza che lo smartphone si scaricasse.

Nell’atto pratico il gioco non supporta controller esterni (non ancora almeno), ma i comandi a tocco sono intuitivi e piuttosto reattivi. A sinistra possiamo controllare il nostro personaggio, mentre con i tocchi a destra abbiamo la possibilità di gestire le abilità, l’inventario, le pozioni e altro ancora. L’unica nota dolente è da riservarsi nell’utilizzo delle skill, ove alcune hanno necessità di essere indirizzate in maniera precisa, rendendo complicato il loro utilizzo negli scontri più frenetici o complicati.  Tutto lo schermo è comunque interattivo, dando vita a un HUD poco pulito, ma anche fondamentale per riuscire a giocare senza particolari problemi.

Alla scoperta di Immortal

Una storia inedita

Diablo Immortal non è un uno spin off. Se siete appassionati e fan della lore, questo è un gioco che non potrete perdervi per nessuna ragiona. Il motivo? Innanzitutto perché racconta una storia inedita che si colloca tra Diablo II e Diablo III, andando a spiegare cosa è successo ad alcuni personaggi del secondo capitolo, oltre che alla strada che ha portato alla creazione della Pietra Nera delle Anime. Nella prova ci siamo ritrovati più volte a incontrare vecchi volti memorabili, dal fabbro Charsi alla gentile Akara, fino alla temibile Contessa e ad alcuni eroi perduti, salvatori di Sanctuary contro le forze demoniache di Diablo, Mephisto e Baal.

Ciò non significa assolutamente che il gioco punti tutto sul fan service, questo no, ma sicuramente ci mette nel suo per cercare di entrare nei cuori dei giocatori, e ve lo diciamo senza indugi: attualmente la componente narrativa del titolo riesce a funzionare meglio di quanto sia riuscito a fare Diablo III. Aspettatevi vecchie storie e easter egg da Diablo II, ma anche una storia originale e piuttosto interessante.

L’avventura, che parte dalla scelta tra sei eroi (Barbaro, Negromante, Demon Hunter, Monaco, Mago e infine Crociato, quest’ultimo inserito proprio in questo testo) è affrontabile chiaramente anche in compagnia, invitando un amico, ma anche semplicemente incontrando giocatori durante il viaggio.

Lame e sangue

Entrando nel dettaglio del gameplay, Diablo Immortal fa esattamente ciò che vi avevamo raccontato nella precedente prova: il gioco diverte, è immediato, ma soprattutto non stanca neanche dopo trenta ore. Il merito va sicuramente alla struttura ludica di Diablo e al fatto che non servano particolari skill per riuscire ad annientare orde di nemici, inoltre è necessario sottolineare che il gioco guida molto e solo nell’endgame (magari a difficoltà più alte nel gioco finale), come ogni Action-RPG di questo tipo che si rispetti, comincia a mostrare le sue vere qualità.

Arrivati al livello 55 (massimo level cap dell’Alpha, nella versione finale saranno 60), abbiamo finalmente avuto l’occasione di testare alcune tra le attività che comporranno l’endgame, tra cui un PvP a squadre che permette ai giocatori di schierarsi in due fazioni opposte: Shadows e Immortals, sfidandosi in combattimenti destinati a ricompense di diverso tipo, dagli oggetti fino addirittura a icone o statue personalizzate per gli Immortal più meritevoli. Infatti, le due fazioni, hanno ruoli differenti e se gli Immortali devono costantemente dimostrare il loro valore, completando anche dungeon specifici con raid da oltre 40 giocatori, le Ombre hanno il compito di fermarli, cercando di rubargli i tesori trovati. Insomma un sistema PvP piuttosto profondo che accenna già qualcosa di quello che vedremo nel prossimo Diablo IV.

Il PvP è solo una delle tante possibilità che il gioco offre, come già accennato nella precedente prova, non mancano taglie, dungeon (tra cui uno nuovo chiamato Helliquary), raid e tntissimo altro. Oltre a ciò, le aree di gioco sono enormi e l’esplorazione viene incentivata da tutta una serie di “libri” e storie da scoprire, utili per approfondire l’universo di Diablo. Rispetto alla precedente Closed Alpha, sono state introdotte altre due aree piuttosto grandi: Tundra Ghiacciata, situata vicino all’ormai perduto Monte Arreat, terra dei Barbari e il Monte Zavain, terra dei Monaci.

Tante, numerose attività che si vanno ad aggiungere all’immancabile Battle Pass, che in questo preciso caso è costruito in due rami diversi, uno completamente gratuito e l’altro a pagamento. Il Pass è pensato per garantire missioni giornalieri, ricompense esclusive altre cose da annunciare. Bisognerà capire quanto la parte legata ai soldi spendibili possa influire sul gioco, nella speranza che non diventi un pay to win.

Tirando le somme

Diablo Immortal è un opera enorme e probabilmente uno dei videogiochi mobile più grandi e profondi che abbiamo mai avuto modo di giocare, almeno fino ad adesso. Tutta la componente endgame è ben pensata, anche superiore a molti videogiochi presenti su PC e Console, e senza dubbio migliore di quanto visto in Diablo III. C’è ancora tantissimo da scoprire, nella speranza – come accennato poc’anzi – che NetEase riesca a rendere il gioco bilanciato, allontanando possibili dubbi legati al pay to win; se ci riuscirà, Diablo Immortal potrà davvero permettersi di entrare nel mercato da protagonista, ritagliandosi sin da subito uno spazio importante tra gli appassionati di Diablo e i giocatori mobile.

Se siete appassionati di Diablo, vi consigliamo di non perdervi lo splendido libro dedicato a Diablo 3: Book Of Cain.