Articolo di opinione

A quanto pare i racing game non possono competere per il GOTY

Ogni anno le nomination dei The Games Award generano polemiche. Una cosa piuttosto ovvia, dopotutto non si può certamente accontentare tutti ed è normale che molti titoli vengano esclusi o possano in qualche modo essere candidati per altri premi. Come gli Oscar, quindi, bisogna farsene una ragione e mettersi il cuore in pace. Ma questo non esclude il fatto di parlarne quando qualcosa, chiaramente, non funziona.

Quest’anno i nominati per il “GOTY” (Game of the Year) sono esperienze che meritano senz’altro di essere li, chi più chi meno. Ma che mettono in luce una verità amara: i racing game non possono vincere l’ambito premio e neanche provarci.

Ieri sera mi sono esposto sui social, esprimendo tutta la mia contrarietà nei confronti di scelte casuali, che non premiamo totalmente la meritocrazia, spingendosi su grandi opere e brand affermati. Chiaramente ci sono delle eccezioni, vedere It Takes Two e Psychonauts 2 riempie il cuore di gioia, così come Deathloop e Metroid Dread. Ma siamo davvero convinti che Ratchet & Clank Rift Apart meritasse di stare la più dell’originale e coraggioso Returnal? Ma soprattutto, siamo così certi che Forza Horizon 5, il gioco con la media più alta dell’anno, non meritasse nemmeno la nomination?

Sia chiaro: questo non è un parere soggettivo, perché le qualità dei titoli sopracitati sono note a tutti, motivo che, una volta tanto, sta mettendo d’accordo praticamente qualsiasi community (Xbox, PlayStation, Nintendo, PC), su scelte poco comprensibili che mettono in risalto un modello di scelta dei candidati piuttosto raffazzonato e rivedibile.

Secondo il sistema di giuria dei TGA, un gioco di qualsiasi natura cinematografica merita più di un titolo sportivo, a prescindere dalla sua qualità. Puoi creare il gioco perfetto o semi-perfetto e comunque non potrai competere con gli altri generi. Se domani Playground Games si presenta con un Fable in ottima forma, avrà maggiori possibilità di essere candidato per il suo modello di gioco. Ma Forza Horizon 5, no, perché è un racing gaming, un titolo che non ha una “storia” e un gameplay “complesso” e quindi non può soddisfare determinati requisiti.

Immaginate di essere parte del team di Playground Games, lavorare per tre anni su un’opera e curare nei minimi dettagli qualsiasi cosa del gioco: world building, ricampionamento dei motori, scan 3D, art design, level design e vedersi sminuiti perché si sta sviluppando un “banale videogioco di corse”.

Non so voi, ma io sono piuttosto perplesso e anche preoccupato, se i candidati per il GOTY devono essere, nella maggior parte dei casi, videogiochi con un’impronta di gioco narrativa, mi spingono a riflettere sul fatto che probabilmente e difficilmente vedrò ancora uno strategico, uno sportivo, un gestionale tra i papabili nominati. Questo non può che sminuire il settore, ridurlo alla premialità di pochi generi, lasciando il contentino dei premi meno importanti agli altri giochi.

Ho preso come riferimento Forza Horizon 5 perché è l’esempio più concreto e attuale (forse anche più strano, considerando le sue qualità), ma lo stesso discorso lo possiamo fare nei confronti di Anno 1800, Microsoft Flight Simulator, Returnal, Dreams e così via: tutte opere eccezionali, non opportunamente premiate ed esaltate, per favorire altri giochi meno di nicchia e maggiormente incisivi dal punto di vista narrativo.

I TGA dovrebbero provare a diversificare maggiormente le candidature, magari evitando le classiche “pacche sulle spalle” e il contentino stile caramella per tutti, perché questo è un settore che merita certamente più di questo. Finché questo non verrà fatto, rimarrà un evento mediaticamente importante, ma con valori critici modesti. Un evento fatto e finito per lo spettacolo, come gli Oscar, privo di qualsiasi tipo di forma di riconoscimento reale, se non per il pubblico e le community, intente a votare il loro “gioco preferito” senza nessun tipo di pensiero oggettivo.

Ciò che posso augurarmi è che i premi dei TGA possano in qualche modo rivedersi nei prossimi anni, favorendo tutti i generi e non limitandosi a un solo piccolo gruppo di scelte. Ci sono svariate esperienze la fuori che meritano una chance, esperienze che esulano da una bella storia. Esperienze che divertono, ci regalano ore di spensieratezza, riuscendo semplicemente a farci stare bene. Esperienze come quella di andare a 300 km/h su uno sterrato con una Lamborghini Centenario.